ATTUALITÀ
Gli dèi di una nuova religione: denatalità e immigrazione
dal Numero 29 del 22 luglio 2018
Di Lazzaro M. Celli

Sebbene ci sia chi continui a sostenere il contrario, il fenomeno del crollo demografico, congiunto all’incremento dei flussi migratori, sta avendo gravi conseguenze socio-economiche per l’Europa. Ma il pensiero gnostico, trincerato nella sua ideologia, scavalca i dati reali e s’impone come una nuova religione.

Da molti anni il noto economista Ettore Gotti Tedeschi cerca di spiegare come il motore dello sviluppo economico stia nella crescita demografica e che tutte le politiche di denatalità, a lungo termine, hanno impoverito i Paesi che le hanno promosse, piuttosto che assicurarne il benessere.
L’ex Presidente dello IOR collega il percorso culturale verso la denatalità con il pensiero gnostico che, da una parte, pretende di spiegare tutto con la scienza e, dall’altra, promuove la religione dell’ambiente.
Il bisogno di giustificare la cultura della morte ha favorito la ripresa del pensiero di Malthus, un prete protestante del Settecento che sosteneva la necessità di ridurre la popolazione in quanto, il suo incremento, avrebbe provocato un drastico e deciso esaurimento delle risorse del Pianeta. La sua tesi, tutt’altro che scientifica, non è mai stata dimostrata, ricorda l’economista, anzi, la realtà l’ha assolutamente smentita; pur tuttavia si considera esatta, come se fosse più che provata, perché funzionale al progetto di instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale.
In particolare negli anni Settanta erompe il fenomeno del neomalthusianesimo e, contemporaneamente, la rottura di una parte della Chiesa con gli insegnamenti impartiti da Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae. In essa si ribadiva la sacralità della vita umana, il suo inestimabile valore e la condanna alla contraccezione artificiale.
Contro questi principi perenni, nel luglio del 1968, il New York Times pubblicò un manifesto firmato da 200 teologi in cui si definì l’Enciclica «tragica e disastrosa, ripugnante intellettualmente ed emotivamente» (1).
Il pensiero teologico progressista, ben radicato in Karl Rahner e Hans Küng, invitava i cattolici alla disobbedienza e a seguire la propria personale coscienza, come se nella coscienza soggettiva, in ogni coscienza soggettiva, ci fosse il sigillo della Verità assoluta. Si comprende benissimo che attribuire alla coscienza individuale il valore di discernere ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non può che sfociare nella relativizzazione degli insegnamenti di Nostro Signore, con effetti disastrosi per la Chiesa e i fedeli.
Parallelamente il pensiero gnostico, pur di non dichiarare il proprio fallimento, pur di non assumersi la responsabilità di aver generato una crisi economica di vaste dimensioni, da un po’ di tempo sta spostando l’attenzione sui problemi ambientali che, secondo Ettore Gotti Tedeschi, sono diventati i nuovi obiettivi di una religione atea.
Tale nuova religione, palesemente contro la vita, è fortemente sponsorizzata dal Nuovo Ordine Mondiale che ha un preciso progetto di ricreazione del mondo in senso ateo.
Per meglio raggiungere questo scopo, sembrerebbe sia necessario che le identità nazionali scompaiano; in modo particolare quella italiana sembra particolarmente oggetto di attenzione, per il suo ruolo storico di custode di quanto oggi resta della cultura cristiana.
Il fenomeno dell’emigrazione, infatti, riversa i suoi effetti devastanti principalmente in Italia. Esso è sostenuto anche dall’effetto denatalità in quanto, poiché gli italiani non fanno più figli, si pensa essere un bene che la popolazione locale sia incrementata dall’arrivo dei migranti e, così, la denatalità, controllata con l’aborto e sempre di più con l’eutanasia, oltre a generare la crisi economica in atto, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle tasse per pagare le spese delle pensioni e della sanità, pretende di giustificare anche l’emigrazione.
Tutto ciò potrebbe spiegare anche l’irragionevole ondata migratoria nel nostro Paese e perché l’ONU, che da sempre sponsorizza il progetto mondialista, ha recentemente dichiarato per bocca del suo Segretario generale Antonio Guaterres che: «La migrazione è un fenomeno globale positivo. Potenzia la crescita economica, riduce le ineguaglianze, connette diverse società e ci aiuta a equilibrare le ondate demografiche che incrementano e fanno diminuire le popolazioni» (2).
Peccato, però, che i nuovi profeti della religione atea profetizzano sempre fuori casa loro, senza  mettersi in gioco in prima persona e, soprattutto, senza rischiare nulla di proprio, diversamente dai veri profeti che hanno preceduto Nostro Signore, i quali, per il bene del popolo di Dio non esitarono a rischiare la loro stessa vita.  

NOTE
1) Lorenzo Fontana - Ettore Gotti Tedeschi, La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi, Gondolin, 2018, p. 73.
2) Ivi, p. 83.