CATECHESI
Agli appelli di Fatima | Appello al perdono
dal Numero 32 del 5 settembre 2021
di Don Leonardo M. Pompei

“Questo sì dobbiamo impararlo: capire bene cosa sia la misericordia e il perdono degli altri, che devono sbocciare dal nostro cuore come frutto dell’amore che dobbiamo a Dio e al prossimo per amore di Dio” - Suor Lucia di Fatima

La preghiera insegnata dall’Angelo del Portogallo ai Pastorelli, dopo essersi incentrata sugli atti di adorazione, fede, speranza e carità, fa convergere l’attenzione sulla necessità di chiedere perdono a Dio, sia per noi stessi, sia come atto vicario di supplica e riparazione per coloro che «non credono, non adorano, non sperano e non ti amano».

L’uomo contemporaneo ha smarrito il bisogno estremo che ha di essere perdonato da Dio perché ha letteralmente perduto, quasi del tutto, il senso del peccato. Oggi, ancor più – anzi molto di più – rispetto al tempo in cui Suor Lucia è vissuta ed ha scritto il testo che stiamo commentando, il concetto stesso di peccato sembra aver perso diritto di cittadinanza non solo nel consorzio civile ma, a quanto pare, anche in qualche settore di coloro che dovrebbero non solo averlo vivo, ma contribuire a tenerlo desto o a farlo risorgere qualora giacesse sotto le ceneri dell’oblio. Eppure, come nota la nostra cara Autrice, il bisogno che abbiamo di essere perdonati è tanto grande da costituire una delle sette sacre petizioni del Pater noster, in cui peraltro, il nostro Dio, Maestro e Signore Gesù Cristo lo condiziona al nostro essere misericordiosi verso il prossimo (1). La stessa divina misericordia – che è tanto santa e innata nel Signore – rischia di svanire sotto un vago buonismo che più che rimettere i peccati a chi sinceramente è pentito, li abbuona prima ancora che siano commessi, a tutti e senza condizione alcuna. Eppure essa andrebbe pronunciata e invocata con estrema misura per non commettere irriverenza e sempre con cuore contrito e spirito umiliato, nella consapevolezza che i nostri peccati hanno esigito come strumento di espiazione e canale di misericordia la Passione e la Morte dolorosa e cruenta del Figlio di Dio.

Fatte queste doverose premesse, quanto mai necessarie nell’attuale contesto sociale, storico, culturale ed ecclesiale, occorre dunque ribadire che per ottenere il perdono di Dio è necessario prima perdonare i nostri fratelli: «Non possiamo conservare rancore, cattiva volontà, avversione e, meno ancora, desideri di vendetta per qualsiasi offesa, grande o piccola che sia, ricevuta dal nostro prossimo. Il nostro perdono dev’essere generoso, completo e non privo di sacrificio – nel senso che dobbiamo vincere noi stessi. Bisognerà far tacere in noi stessi il grido di ribellione, calmare i nervi eccitati, mantenere fermamente in mano le redini del nostro carattere e vincere l’inquietudine dell’amor proprio offeso che – con ragione o senza ragione – si sente ferito e irritato» (2).

Gesù nel Vangelo ha chiaramente ribadito questa verità raccomandando di non accostarsi all’altare del Signore senza prima essersi riconciliati con tutti (cf. Mt 5,23-25) ed ammonendo su quanto a Dio sia cara la misericordia, assai più di ogni sacrificio esteriore (cf. Mt 9,13). 

Due donne evangeliche rappresentano l’emblema ed il paradigma della divina misericordia: Maria Maddalena, che ottenne grande misericordia per la sua grande fede e il suo ancor più grande amore (cf. Lc 7,36-50); l’adultera perdonata, la cui liberazione dai suoi accusatori, avvenuta per intervento del Signore, fu certamente causata dal fatto che Egli vide «nel cuore di questa donna il pentimento e il proposito di cambiare vita»[1], ossia le condizioni essenziali per ottenere la divina misericordia.

La nostra richiesta di perdono a Dio deve essere continua ed incessante, ed elevata per noi e per tutti quelli che non lo chiedono o pensano di non averne bisogno; similmente la nostra disponibilità a perdonare sia illimitata, come Gesù chiaramente insegnò nella parabola del servo spietato (cf. Mt 18,21-35). Solo in questo modo e a queste condizioni potremo dire di aver fatto nostro e soddisfatto questo grande, pressante e profondo appello al perdono. 

Note

1) Cf. Suor Lucia, Gli appelli del messaggio di Fatima, p. 73.

2) Ibidem.


 

[1]Ivi, p. 75.

 

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