CATECHESI
Liberazione dal Maligno: un discorso da fare
dal Numero 7 del 16 febbraio 2020
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Nell’opera di liberazione dalle influenze malefiche il progresso è spesso lento e faticoso. Se Dio permette tempi lunghi è perché sa che una liberazione facile e veloce esporrebbe la persona, poco radicata nella pratica della vita cristiana, a ridiventare facile preda di Satana. Più spesso però è l’interessato a porre ostacoli...

Il processo di liberazione dall’influsso di Satana (in particolare di quello che si contrae mediante maleficio) può necessitare poco o molto tempo, in relazione principalmente alla causa scatenante ed al permesso di Dio. Per cui, nel cammino di liberazione, risulta deleterio e di nessun vantaggio lasciarsi afferrare dalla fretta di ottenere la liberazione, continuando d’altra parte a vivere nelle abitudini peccaminose di sempre. In questo ambito risultano indispensabili, oltre alla pratica della fede, le virtù cristiane, con particolare riguardo a quelle dell’umiltà e della pazienza.

Questo è il motivo per cui Dio spesso permette tempi lunghi: desidera e spinge ad una sincera conversione, abituando la persona colpita ad uno stile di vita basato sui valori e sulle pratiche cristiane. Vuole che si crei un vero e proprio “rapporto di dipendenza d’amore” verso di Lui (così come fino a quel momento vi era stato quello verso le potenze del male) senza il quale nessun uomo può più vivere; “solo in Lui trova riposo la nostra anima” (cf. Sal 61,2; 61,6).

Sono molte le persone disperate che si sono avvicinate al Signore, non avendo nient’altro a cui aggrapparsi, ed hanno così scoperto una realtà immensa e piena d’amore della quale non hanno più potuto fare a meno. È stato il principio efficace di una vita nuova in Cristo.

Tra le cause più frequenti per le quali una persona non riesce ad ottenere la liberazione si possono elencare le seguenti:
- peccati gravi non confessati – come per esempio l’aborto – o di cui non si è sinceramente pentiti. In questo caso è necessario pentirsi di cuore e chiedere l’assoluzione tramite la Confessione sacramentale;
- mancanza di perdono (sincero e di cuore) delle persone che ci hanno fatto del male. Anche se di primo acchito non sembrerebbe, l’esperienza conferma che si tratta di uno degli impedimenti principali alla liberazione come invece, di contro, il perdono offerto e non revocato è un balsamo benefico così potente che può produrre la liberazione anche nell’immediato o almeno in tempi brevi;
- partecipazione a pratiche occulte e sedute spiritiche, come anche frequentazione di maghi, cartomanti, pseudo guaritori, ecc. È necessario rinnegare tutto ciò e troncare ogni pratica magico-occulta e poi confessarsi, altrimenti la liberazione risulterà impossibile;
- invidie e gelosie radicate profondamente nella persona;
- indossare o avere in casa, nell’auto, ecc., oggetti superstiziosi (corni, amuleti, occhietti contro il malocchio, ferri di cavallo, ecc.). Bisogna perentoriamente sbarazzarsi di questi oggetti apportatori di negatività. È assurdo tenere al collo il crocifisso insieme al cornetto portafortuna: è inconciliabile con la fede cristiana, offende gravemente Dio e rende vulnerabili nei confronti delle influenze malefiche.
- utilizzare false preghiere o strane pratiche suggerite da persone dubbie (come per esempio “catene di preghiere” a cui si attribuisce un potere quasi magico, infallibile, immediato). Spesso gli operatori dell’occulto mescolano formule magiche, invocazioni e vere maledizioni con alcune preghiere tradizionali, coinvolgendo così le persone che ingenuamente vi si prestano. Viene anche suggerito di fare un uso strano, non tradizionale, degli oggetti benedetti come l’acqua o di fare il giro di 7 chiese per ottenere qualche beneficio o grazia. Bisogna fare molta attenzione perché è molto facile cadere nella superstizione che corrompe la fede e si mescola con pratiche ed atteggiamenti magici, che sono completamente in contrapposizione all’autentica pratica religiosa;
- catene e legami contratti dai nostri parenti ed antenati (patti di sangue, consacrazioni sataniche del nascituro, pratiche occulte di parenti, ecc.). In questo caso è necessario ricorrere ad un esorcista e pregare Gesù invocando il suo Sangue e l’intercessione di Maria Santissima affinché ogni legame, catena diabolica o maledizione contratta da parenti e antenati sia spezzata definitivamente, prendendo autorità verso tutte queste forme di schiavitù demoniache che rovinano gli uomini;
- vivere con familiari profondamente atei e/o che bestemmiano. La bestemmia è l’urlo dell’inferno, il linguaggio abituale di Satana, una vera e propria invocazione del diavolo e dei suoi demoni. Si corre il rischio di assistere anche a fenomeni di infestazione della casa con la manifestazione possibile di tutti i fenomeni correlati;
- mancanza di osservanza delle pratiche religiose da seguire (preghiere, Messa, Rosario, ecc.). Tale mancanza deriva il più delle volte dalla pigrizia spirituale accompagnata da un difetto di fede nella potenza dei mezzi soprannaturali suggeriti [per conoscere tali mezzi, cf. Il Settimanale di Padre Pio, N. 2/2020, pp. 27-31]: si vorrebbe in pratica che, come per magia, ogni male scomparisse senza lavorare con il proprio personale ed irrinunciabile contributo alla estirpazione definitiva delle influenze malefiche;
- poca volontà di vincere realmente un certo tipo di peccato ricorrente. È inutile confessare sempre lo stesso peccato se non si è risoluti nel volerlo davvero abbandonare. Solo se si è determinati e convinti Dio darà la forza di spezzare ogni legame e schiavitù (ad esempio si pensa che i pensieri impuri a sfondo sessuale siano leciti ma così non è. San Pio soleva ricordare a chi banalizzava la gravità dei peccati interni: «L’inferno è nato da un solo peccato di pensiero». Per di più, il germe dell’impurità acconsentita interiormente genera debolezza e accondiscendenza e, qualora l’occasione di attuarla si presenti realmente, facilmente si è pronti a cedere;
- mancata distruzione di quegli oggetti che hanno a che fare con l’occultismo: libri di magia o new age, oggetti magici o scaramantici, amuleti, maschere rituali africane, statuette divinatorie, ecc. Bisogna troncare decisamente con tutto questo mondo occulto!

Va rammentato, infine che, se la liberazione – da un tormento piccolo o grande che sia – tarda ad arrivare, non bisogna assolutamente farsi vincere dallo scoraggiamento perché è precipuo l’obiettivo che brama raggiungere il Nemico.

È altresì inutile passare da un’esorcista all’altro alla ricerca di quello più “bravo” e “forte”; agendo così si resta ancora radicati in una mentalità magica e superstiziosa che pone ostacolo alla liberazione.

Il principio secondo cui i tempi di Dio sono differenti dai nostri vale anche per questo genere di cose; probabilmente desidera lavorare la sua opera con qualche colpo di scalpello in più prima di consegnare la palma della vittoria ai trionfatori sul regno delle tenebre addestrandoli, in tal modo, per le grandi battaglie da condurre in questo mondo che, in effetti, è «tutto posto sotto il Maligno» (1Gv 5,4).

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