CATECHESI
Maria, Madre della Chiesa
dal Numero 17 del 29 aprile 2018
di Don Leonardo M. Pompei

Da quest’anno la Chiesa universale celebrerà la festa di “Maria Madre della Chiesa”. Su cosa si fonda tale titolo mariano? La maternità di Maria nei confronti della Chiesa viene fondata sulla Maternità divina di Maria e accostata alle sue funzioni di mediazione e cooperazione alla redenzione dell’umanità.

È assai recente la notizia, foriera di immensa letizia, che il Santo Padre Francesco ha voluto istituire una nuova festa mariana (dandole l’importante grado di memoria obbligatoria) in onore della Madonna, celebrando Maria con il titolo di “Madre della Chiesa”. Tale festa, da celebrarsi il lunedì dopo la Pentecoste, vuole dare risalto a questo splendido titolo mariano, la cui promulgazione nella Chiesa è da ascrivere al beato (prossimo santo) papa Paolo VI in occasione della chiusura del Concilio Vaticano II (1964), titolo che poi il santo papa Giovanni Paolo II volle inserire nelle Litanie lauretane (1980).
In verità della relazione della Madonna con la Chiesa si parla nella stessa Costituzione dogmatica Lumen gentium, nell’ottavo e ultimo capitolo. Tale scelta fu frutto di un’esplicita volontà dei Padri conciliari, che potevano optare su una trattazione della figura della Beata Vergine o in un documento distinto e a sé stante, oppure – come preferirono – a conclusione della costituzione dogmatica della Chiesa, per meglio far risaltare la relazione della divina Maria con il corpo dei discepoli di Cristo, di cui Lei rappresenta il prototipo perfetto e l’esemplare assolutamente unico e irripetibile.
La maternità di Maria nei confronti della Chiesa viene fondata, assai opportunamente, sulla Maternità divina ed accostata alle funzioni di mediazione e cooperazione alla redenzione dell’umanità esercitate in maniera unica e sublime dalla Madonna. Si legge esplicitamente nella Lumen gentium: «La beata Vergine, predestinata fin dall’eternità, all’interno del disegno d’incarnazione del Verbo, per essere la Madre di Dio, per disposizione della divina Provvidenza fu su questa terra l’alma madre del divino Redentore, generosamente associata alla sua opera a un titolo assolutamente unico, e umile ancella del Signore, concependo Cristo, generandolo, nutrendolo, presentandolo al Padre nel tempio, soffrendo col Figlio suo morente in croce, Ella cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, coll’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo Ella è diventata per noi madre nell’ordine della grazia. E questa maternità di Maria nell’economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente prestato nell’Annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti anche dopo la sua assunzione in Cielo non ha interrotto questa funzione salvifica, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, Mediatrice» (LG 61-61, tutti i corsivi sono miei).
Sono parole semplicemente meravigliose che fanno gioire il cuore non solo di qualunque devoto e amante della sempre Vergine Maria, ma anche di ogni semplice fedele e membro dell’unica e Santa Chiesa di Dio che vede in esse un fondamento solido e una grande garanzia di speranza e consolazione. La maternità di Maria nei confronti della Chiesa è conseguenza diretta della Maternità divina. La Madonna non ha cominciato ad essere Madre della Chiesa quando, dalla croce, Gesù la investì madre del discepolo amato (cf. Gv 19,26): questo fu solo il momento della manifestazione pubblica di questo compito e funzione. La maternità spirituale di Maria nei confronti di tutte le membra del Corpo di Cristo è cominciata, come assai opportunamente dice la Lumen gentium, al momento dell’Annunciazione: divenendo Madre di Dio, Ella divenne contestualmente Madre, nell’ordine della grazia, di tutte le membra del Figlio di Dio incarnato. Madre nell’ordine della grazia significa che Ella coopera attivamente ed efficacemente a fare in modo che la grazia santificante (e quindi la salvezza) giunga effettivamente ad ogni uomo e ad ogni donna; e lo fa a titolo “assolutamente unico”. Nella sua missione terrena Ella cooperò efficacemente ed in modo del tutto speciale all’opera del Salvatore «per restaurare la vita soprannaturale nelle anime», soprattutto, dice il testo, con l’esercizio delle virtù dell’obbedienza, della fede, della speranza e della carità, i cui meriti ricadono efficacemente sul corpo dei salvati dall’opera di suo Figlio. E continua a farlo anche ora, dopo la sua gloriosa Assunzione, esercitando una continua ed ininterrotta intercessione per ottenerci le grazie necessarie alla salvezza. Corollari, pertanto, del titolo di “Madre della Chiesa” sono dunque quei particolari titoli mariani (“avvocata, soccorritrice, ausiliatrice e mediatrice”) che mostrano e mettono in risalto in modo particolare l’azione e la cooperazione di Maria Santissima all’acquisto e la conservazione della grazia santificante, nonché al superamento delle prove, dei pericoli e delle difficoltà che si frappongono nel cammino verso il porto dell’eterna salvezza.
Assai significativa la scelta della data di celebrazione di questa novella festa: il lunedì dopo la Pentecoste. Non senza motivo, infatti, la Madonna guidò la prima novena pubblica celebrata dalla Chiesa nascente in preparazione alla prima Pentecoste. Ella è davvero la piena di grazia che insegna come accogliere la grazia, cooperando a ciò efficacemente con cuore di Madre. Rallegriamoci dunque nel Signore di questo novello dono fatto alla sua Chiesa e procuriamo di conoscere e amare sempre di più Colei che è madre di ciascuno dei membri della Chiesa come se fosse l’unico e fino all’ultimo suo respiro lo aiuta e lo segue per permettere alla sua anima di godere eternamente dei benefici della salvezza acquistata dal suo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.