CATECHESI
La Santa Madre Chiesa
dal Numero 6 del 11 febbraio 2018
di Don Leonardo M. Pompei

La Santa Chiesa, che nel suo mistero è oggetto di un articolo della nostra Fede, è forse la realtà più giudicata, criticata e sconosciuta del Cristianesimo. Questa rubrica si prefigge di favorire la conoscenza di questa sublime realtà con un discorso semplice ma approfondito, che possa mostrarne i misteri, le bellezze e i tesori nascosti...

Quando si deve affrontare un discorso sulla Chiesa si è consapevoli di entrare in un ambito dove convivono le più disparate idee, posizioni, giudizi e pregiudizi, illusioni o preconcetti. Sembra che nulla quanto l’argomento Chiesa sia in grado di sollecitare (e, a volte, solleticare) l’attenzione di media, opinionisti, avversari e detrattori, amici e nemici, compreso il celeberrimo “uomo della strada”, che senza dubbio, almeno qui in Italia, avrà o si sarà fatta una sua idea della Chiesa. C’è chi la considera uno dei più grandi mali partoriti dalla Storia, chi la identifica con il fantomatico “Vaticano”, chi la confonde con la sua struttura gerarchica, chi la mortifica col pretesto di non pochi cattivi esempi dati talora dai suoi figli e persino da qualche suo ministro, chi le attribuisce pesanti responsabilità storiche, chi ne fa il capro espiatorio di ogni male, chi (pochi di questi tempi, per la verità) la difende, la apprezza, si sforza di conoscerla, di amarla, di servirla. Già, perché la Chiesa va anzitutto correttamente conosciuta e va anche sinceramente amata e fedelmente servita. Nella Chiesa un figlio di Dio (quanto meno un degno figlio di Dio) vive, spesso soffre, facendosi carico dei limiti e delle miserie dei suoi figli; ne beneficia degli innumerevoli doni, mezzi e strumenti di santificazione e ne sopporta pazientemente le infermità, le inadeguatezze e, talora, i ritardi. Oggi sembra che la posizione dominante sia quella di subordinare la sua accettazione e stima ad un’immagine conforme ai cliché e canoni di un certo mondo laico, che gradisce la Chiesa e “sdogana” la Chiesa nella misura in cui essa si avvicina (malamente, non correttamente come è giusto e doveroso) al mondo, oppure si fa carico – anche in modo talora inopportunamente sostitutivo – di servizi che sarebbero principalmente a carico delle istituzioni civili (come per esempio l’ambito della carità o la promozione sociale, svolta dalla Chiesa con gli oratori, le A.C.L.I., ecc.), o, infine, quando promuove (come deve) la pace, la giustizia e il bene comune. Se però qualche uomo di Chiesa (non esclusi i suoi più alti vertici), qualche associazione, qualche gruppo o movimento, qualche congregazione “osa” promuovere e curare, diciamo così, i valori propriamente religiosi, spirituali, morali e soprannaturali dell’immenso patrimonio della Chiesa, si trova dinanzi alla duplice possibile reazione dell’essere relegato nella sfera dell’intimo e del privato o, nella peggiore delle ipotesi, di essere contestato, boicottato, bollato come retrograda, anacronista, fondamentalista, integralista o altri epiteti consimili.
Un “giudizio” sulla Chiesa, tuttavia, ammesso che sia lecito o opportuno formularlo, necessita di conoscenza. Di un discorso pacato, sereno, ampio e articolato, che dia un’idea di questa del tutto peculiare realtà che – non dimentichiamolo mai specialmente noi credenti – è anzitutto un articolo di Fede e quindi, in quanto tale, un “mistero”. Nel simbolo di Nicea-Costantinopoli, che la Liturgia della Chiesa mette sulla bocca dei fedeli in ogni liturgia domenicale e festiva – che è un autentico capolavoro di sintesi teologico-dogmatica di tutti i contenuti essenziali della Fede divina e cattolica (e che è gloria e onore poter recitare in piedi, ad alta voce e nell’altissimo contesto della divina Liturgia) – noi diciamo esplicitamente «credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica». Come spesso accade (e questa è la croce e la delizia di tutto ciò che impariamo a memoria) recitiamo tali profondissime asserzioni di Fede in modo spesso ripetitivo, meccanico, distratto, non partecipato, non “coscientizzato”, non interiorizzato; per cui queste rischiano di divenire, almeno sul piano esistenziale, per lo più vuote e prive di significato (fermo restando il valore oggettivamente santificante che deriva dalla loro recita, per quanto imperfetta possa essere). È quindi quanto mai necessario sforzarsi di dar loro un contenuto e per farlo occorre impegnarsi nel cammino della conoscenza, da cui sempre dipende molto delle nostre scelte, desideri, azioni e opere.
Questa lunga serie di articoli che inizia con il presente si propone di fornire, con linguaggio possibilmente chiaro e accessibile a tutti, le linee essenziali per comprendere cosa sappiamo della Chiesa dalla Rivelazione e come la Chiesa si è, nello Spirito Santo, compresa e presentata agli occhi del mondo. Non è certamente un caso che una delle tre costituzioni dogmatiche del Concilio Vaticano II (che, come è noto, aveva scopi e finalità prevalentemente pastorali e non dogmatici) sia dedicata al tema della Chiesa (la costituzione dogmatica Lumen gentium, promulgata il 21 novembre 1964). Questo perché era quanto mai necessario che la Chiesa, pensando o meglio ripensando se stessa, al tempo stesso presentasse (a chi vuole conoscerla e accoglierla) un’immagine autentica e corretta di sé. Prima di tale Costituzione non si rinviene, infatti, nel patrimonio magisteriale della Dottrina della Chiesa, un discorso approfondito e articolato nel suo complesso. Ci furono importantissime definizioni dogmatiche inerenti qualche aspetto della Chiesa (si pensi, solo per citarne una tra le più celebri, la definizione circa l’infallibilità del Romano Pontefice quando parla “ex cathedra”, nella costituzione Pastor Aeternus del Concilio Vaticano I del 1870) ma non un vero piccolo trattato sulla Chiesa quale fu la Lumen Gentium. L’unica condizione per trarne molti benefici è accostarsi a tale rivelazione senza troppi preconcetti o pregiudizi, almeno per quanto possibile. O quanto meno accettare di sospendere frettolosi e grossolani giudizi, in attesa di avere più ampi criteri e canoni di valutazione e discernimento. La santa e divina Vergine Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, immagine e modello perfetto della Chiesa e suo primo e più eccellente membro, ci guidi in questo splendido viaggio alla scoperta di una meravigliosa realtà, che quasi certamente abbiamo avuto sempre sotto gli occhi senza però – forse – mai prenderci la briga di guardarla bene e di contemplarla bene, per scoprirne ricchezze, bellezze e tesori nascosti.