MARIA SS.MA
Con l’Immacolata è la felicità!
dal Numero 38 del 4 ottobre 2020
di Padre Stefano M. Miotto, FI

Come insegnano i grandi maestri della spiritualità mariana, vivere la Consacrazione a Maria, cercando di mantenersi uniti a Lei, è fonte di pace e consolazione per l’anima, oltre che di immenso profitto. Avviciniamoci dunque a Lei con le parole di san Luigi M. Grignion: “Totus tuus ego sum”!

Con questo nuovo articolo, continuiamo a riflettere sulla “vita di unione con Maria”. Il Servo di Dio Silvano Giraud, autore di un bellissimo libro di devozione mariana, così definisce la nostra unione con la Regina dei cuori: «È una disposizione interiore ed abituale, frutto di un grande amore per la Regina dei nostri cuori, per cui l’anima è continuamente rivolta a Lei, per renderle i suoi omaggi, per invocarla e per imitarla».

Quando l’Immacolata rapisce il nostro cuore, non possiamo che pensare a Lei e pregarla incessantemente. Ogni giorno doniamole il nostro cuore e chiediamole che lo renda sempre più suo, sempre più consacrato al Suo amore.

Il maestro indiscusso della vita di unione con Maria è san Luigi M. Grignion de Montfort. Nel suo Trattato della vera devozione a Maria si legge che da questa donazione a Maria scaturisce una grandissima gioia e una grazia inestimabile. Ecco le sue parole:

«Oh, com’è felice chi ha dato tutto a Maria, e a Maria si affida e si abbandona in tutto e per tutto! Egli è tutto di Maria e Maria è tutta sua [...]. Pertanto, se un’anima si consacra a Lei interamente, anche Maria si dà senza riserva a quest’anima che in Lei ripone ogni fiducia».

Un altro autore molto quotato, il padre Severino Ragazzini, afferma che con questa donazione della Madonna all’anima, il consacrato diventa una copia vivente di Maria: «...Maria comunica all’anima la Sua anima e il Suo spirito e così, in poco tempo, si trasforma in Lei divenendone una copia vivente».

In sintesi, la vita di unione con Maria consiste in una mutua donazione tra Maria e l’anima. Così, san Luigi di Montfort descrive questa meravigliosa vita di unione: «Maria Santissima, che è Madre di dolcezza e di misericordia, non si lascia mai vincere in amore e in generosità: quando vede che uno si dà tutto a Lei per farle onore e servirla, spogliandosi di quanto ha di più caro per onorarla, si dà anch’Ella tutta a lui, e in una maniera ineffabile. Lo sommerge nell’abisso delle sue grazie [...] gli comunica le sue virtù [...]. Infine, a quel modo che questa persona consacrata è tutta di Maria, anche Maria è tutta di lei; cosicché si può ripetere di questo perfetto servo e figlio di Maria ciò che san Giovanni Evangelista dice di sé, che ha preso la Santissima Vergine come ogni suo bene...».

Ormai l’anima non possiede che un solo tesoro e questo tesoro è Maria Santissima. San Luigi parla di una presenza speciale di Maria nell’anima, presenza che deve essere salvaguardata dal raccoglimento, una perla rara e preziosa, non a tutti concessa, per la quale bisogna pregare e attendere:

«Guardati inoltre dall’affliggerti se non godi così presto della dolce presenza della Vergine nel tuo intimo. Questa grazia non è concessa a tutti; e quando Dio, nella sua grande misericordia ne favorisce un’anima, questa può benissimo perderla se non è fedele a raccogliersi spesso; qualora però ti cogliesse tanta sciagura, ritorna dolcemente alla tua Sovrana e chiedile umilmente perdono».

Alcuni mistici hanno avuto la grazia di sentire in loro la soave, inebriante presenza della Vergine Immacolata. La percezione di questa presenza è un dono a cui possiamo aspirare, adoperandoci in tutti i modi a rendercene degni. Scriveva il beato Guglielmo Chaminade: «È un dono molto raro, accessibile però ad una grande fedeltà».

San Luigi, nel brano citato poco sopra, ci indica il modo per vivere sempre alla presenza della Madonna e per sentire la Sua dolce presenza: dobbiamo raccoglierci spesso. La più grande tentazione, invece, è quella di correre e di agitarsi. Durante le nostre giornate, manteniamoci alla presenza di Maria con brevi ma frequenti giaculatorie, parlando familiarmente con Lei e cercando di non cadere mai nel devastante difetto dell’agitazione.

Il tempo che dedicheremo a Maria con queste brevi soste, lo guadagneremo abbondantemente, accorgendoci che, solo in questo modo, riusciremo a svolgere bene il nostro dovere.

Mantenendoci in questa fedeltà, rendiamole continuamente i nostri omaggi, e l’Immacolata si farà sentire sempre di più al nostro cuore.

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