MARIA SS.MA
Maria Immacolata, catechista per il nostro tempo
dal Numero 21 del 24 maggio 2020
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Le apparizioni mariane sono una modalità particolare e avvincente attraverso cui riportare in auge gli splendori della Fede rivelata, capire cosa è necessario fare per salvarsi e santificarsi, prendere coscienza del perché di ciò che accade e di come accade nel mondo e nella Chiesa.

Nel nostro tempo in cui la santità della Chiesa militante è oscurata sia dai peccati interni dei suoi membri, sia dalle calunnie esterne, molti battezzati perdono la fede perché perdono di vista la principale ragione di credibilità della Chiesa, che è la santità. Non sorprende, perciò, che a questo deficit di credibilità della Chiesa militante supplisca la Chiesa trionfante, specialmente attraverso gli interventi apparizionistici della sua Immacolata Regina, in virtù della sua funzione di Madre e Mediatrice universale della grazia.

Le apparizioni mariane non solo confermano nella Fede cattolica chi è già credente, ma vi possono anche condurre – quali strumenti della grazia divina – coloro che non credono più. Lo testimoniano le migliaia di conversioni, alcune delle quali anche “spettacolari”, che costantemente avvengono nei luoghi dove appare la Santa Vergine.

Chi, dunque, può impedire allo Spirito Santo, per mezzo della sua Immacolata Sposa, di infondere la fede nel cuore di molti battezzati che l’hanno persa? Chi può impedire alla Sede della Sapienza di esortare i suoi figli all’obbedienza della Fede, conformando la propria vita a tutto ciò che la Chiesa propone come rivelato da Dio?

Le apparizioni mariane sono non solo la conferma dei dogmi mariani – come per esempio Lourdes è l’esplicita conferma del dogma dell’Immacolata – ma sono anche la loro più bella e attraente attualizzazione nella vita della Chiesa. Sono la via pulchritudinis per giungere alla pienezza di Cristo. I dogmi mariani, in atto o in potenza, a loro volta, rimandano tutti all’immacolata persona della Madre universale, nel cui mistero è contenuta e quasi riflessa tutta la Fede della Chiesa.

Le mariofanie (apparizioni mariane), come mi sembra, diventano oggi come una sorta di “lente d’ingrandimento” attraverso cui guardare il nostro tempo; aiutano ad orientarsi per i sentieri tortuosi della nostra difficile epoca storica e sono, allo stesso tempo, come “un portale” attraverso cui si accede alla maestosa cattedrale del complesso dei principali misteri e verità della nostra santa Fede.

Attraverso le sue manifestazioni ed i suoi messaggi, Maria Santissima ci prende per mano, ci ri-catechizza, ci conduce per la via della salvezza, ci svela il mistero delle Scritture e ci fa penetrare nei segreti del Cuore di Dio e del suo Immacolato Cuore.

È mia profonda convinzione che, con lo studio e la meditazione delle apparizioni mariane, sia possibile riscoprire tutta intera la Fede cattolica, attualizzata oggi da Colei che ne è l’Arca, la Custode e la perfetta Interprete.

Considerando questa prospettiva, coloro a cui sembra che questa devota attenzione al mistero del manifestarsi di Maria Immacolata nel mondo rischi di far scadere in una visione della fede troppo ridotta e settoriale, scoprirà che in effetti non è così: le epifanie di Maria Santissima sono, infatti, una modalità particolare e avvincente attraverso cui riportare in auge gli splendori della Fede rivelata, capire cosa dobbiamo fare per farci santi e salvarci l’anima, prendere coscienza del perché di ciò che accade e di come accade nel mondo e nella Chiesa, prepararci a ciò che in futuro ci attende senza eufemismi né falsi ottimismi, appoggiati alla sola Fede e Speranza teologali che ci assicurano che, presto, il Regno di Maria verrà sulla terra, dopo il predetto tempo della dolorosa purificazione. Eh sì, perché in effetti non pare proprio che gli uomini intendano interrompere il percorso di distruzione che sta portando alla rovina di tutto quanto Dio ha creato con la sua potenza e redento con la sua sofferenza.

Quali scuse potremo mai accampare noi, visto che, per farci rinsavire, l’eterno Re ci ha mandato addirittura Sua Madre? Quanti, nelle fila del clero, han preso davvero sul serio – per esempio – il messaggio di Fatima, attuandolo di persona e divulgandolo tra i fedeli? Quanti si applicano con zelo alla preghiera e alla penitenza? Quanti si son fatti ripetitori di ciò che ordina il Cielo, piuttosto che di quel che pretende il mondo? Quanti riconoscono l’inevitabilità del castigo imminente, piuttosto che rifugiarsi in sicurezze umane apparentemente inattaccabili, ma in realtà puramente illusorie?

In questo tempo di universale crisi toccante ogni settore della vita sociale ed ecclesiale, il diavolo trova abbondantissimo materiale per tentarci contro la speranza; ma non dobbiamo certo prestarci al gioco, bensì rinnovare continui atti di fede che corroborino l’attesa, infiammino il desiderio e alimentino la carità. Un vivo amore di Dio e del prossimo, concretamene praticato nella preghiera e nell’intercessione, rafforza a sua volta la fede e la speranza: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo. Ti chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano». Quant’è attuale ed efficace la preghiera insegnata dall’Angelo ai Pastorelli di Fatima! La sua urgenza non si spiega adeguatamente se non al pensiero dell’ultimo Giudizio, dell’eterna dannazione che rischiano increduli e peccatori, per scongiurare la quale la Vergine benedetta viene in nostro soccorso da molto tempo.

Dai messaggi di Nostra Signora apprendiamo il ruolo decisivo di tanti aspetti oggi trascurati della vita cristiana e che invece vanno riaffermati, rispolverati, riscoperti, rivissuti: l’Eucaristia, il Santo Rosario, la preghiera del cuore, i Sacramenti tra cui soprattutto la Confessione, la partecipazione frequente e attiva alla Santa Messa, il valore e la necessità della riparazione, il sacrificio e la penitenza per purificarsi ed espiare i propri ed altrui peccati... Tutto ciò e molto altro ci viene raccomandato della Vergine benedetta.

Il compianto mons. René Laurentin († 2017), massimo esperto di apparizioni mariane, individuava due filoni contenutistici fondamentali nei messaggi mariani moderni, potremmo definirli le due “macrocategorie” delle apparizioni mariane:
- da una parte l’annuncio profetico del futuro, i suoi pericoli, le sue urgenze più attuali;
- dall’altra il ricordo del messaggio evangelico (1).

Un messaggio evangelico sempre più dimenticato, disatteso, disprezzato. Come a Cana, la Vergine Maria, con i suoi insistenti appelli, non fa altro che dire a tutti: «Fate quello che [Cristo] vi dirà» (Gv 2,5).

Poche ed essenziali le parole di Maria, che dicono tutto ciò che è necessario. Sono rivolte ai servi, e sono le uniche parole che la Santissima Vergine rivolge a semplici uomini in tutte le narrazioni evangeliche. Dettaglio non secondario, questo. Sono parole a taglio unico: di spinta e adesione a Cristo. Sono parole imperative, le uniche che i Vangeli ci testimoniano. In sostanza Maria dice una cosa sola, quella veramente fondamentale: bisogna ascoltare e fare tutto ciò che dice suo Figlio Gesù.
Da notare che la Madre del Signore, nei Vangeli, parla soltanto 6 volte ma, dei verbi da Lei usati, soltanto uno è all’imperativo: «Fate» (Gv 2,5), per l’appunto. Il che significa che il suo comando è unico: Ella vuole, senza condizione, che facciamo la volontà di Dio nella nostra vita e ce ne viene perciò a riproporre e attualizzare le esigenze perché possiamo trovare pace e salvezza per le anime nostre.

Solo in Cristo Gesù, infatti, c’è tale pace e salvezza perché Egli è stato costituito «unico Mediatore tra Dio e gli uomini» (1Tm 2,5), solo Lui ha «parole di vita eterna» (Gv 6,68) perché esse sono in verità «spirito e vita» (Gv 6,63).

Gli appelli e le apparizioni della Madre celeste sono, allora, una opportuna e commovente declinazione di quell’imperativo, una sua estensione, puntualizzazione, precisazione, attualizzazione. Facciamone tesoro!  

NOTA

1) Cf. R. Laurentin, Multiplication des apparitions de la Vierge Marie aujourd’hui. Est-ce Elle? Que veut-Elle dire?, Paris 1988, pp. 51­110.

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