MARIA SS.MA
Aveva ragione il papa Leone XIII: le sorti della Chiesa...
dal Numero 41 del 20 ottobre 2019
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Chi desidera offrire il proprio tributo alla Regina delle Vittorie per sollevare le sorti della Santa Chiesa, si impegni con rinnovato slancio in questo mese di ottobre alla recita del Santo Rosario, sollecitato e ammaestrato dalle sapienti e sempre valide parole di papa Leone XIII.

Mentre con una certa preoccupazione abbiamo registrato l’inizio a Roma (6 ottobre 2019) del sinodo per l’Amazzonia, giustamente preoccupati per la posta in gioco di questo evento ecclesiale e per i cambiamenti irreversibili che potrebbero essere approvati al termine dei lavori, a noi credenti degli ultimi tempi non è concesso disperare né mancare di fede.
Dobbiamo reagire, al contrario, in modo autenticamente cristiano, credendo nella potenza di Dio e attirandola sulla Chiesa e sull’intero mondo attraverso il nostro impegno, soprattutto con la preghiera e il sacrificio.
Proprio in quest’ottica riflettevo nei giorni scorsi: non sarà forse che Leone XIII, il grande papa del XIX secolo, aveva ragione? Mi spiego...
Forse non tutti sanno che Leone XIII è stato, tra le altre cose, anche il papa del Rosario dal momento che, tra scritti maggiori e minori, si calcola che abbia prodotto ben 22 documenti magisteriali, di cui diverse lettere Encicliche (in tutto le Encicliche di questo Pontefice gigante furono ben 86!). La più vigorosa è, probabilmente, la prima, pubblicata il 1° settembre 1883, la Supremi apostolatus officio.
In essa Leone XIII assumeva degli accenti piuttosto drammatici e, allo stesso tempo, profetici, additando alla Chiesa con forza, in mezzo ai gravi mali in cui Essa versava già a quell’epoca, un rimedio eccellente, potente ed efficace: il Santo Rosario di Maria Santissima!
Il Pontefice ricordava, nel documento, le volte in cui nella storia il ricorso del popolo cristiano a Lei attraverso la preghiera corale del Rosario fosse stato in grado di salvare la Chiesa dai nemici visibili ed invisibili.
Possiamo ritenere a ragione che non sia un caso il fatto che sia proprio all’alba del mese di ottobre che il sinodo abbia avuto il suo inizio (e al suo tramonto avrà termine). La ragione è presto detta. Ottobre è il mese tradizionalmente consacrato dalla Chiesa al Santo Rosario ed il giorno 7 Essa ne celebra la festa liturgica, con l’importante aggancio storico alla decisiva vittoria della flotta cristiana su quella turca a Lepanto, proprio grazie al ricorso fiducioso della cristianità al Santo Rosario (1571). Fu, quello, un evento che cambiò la storia, consegnando alle generazioni future un segno tangibile della potenza di Maria e del suo Rosario.
Ebbene: mi permetto di rivolgere un appello a tutti i cattolici di buona volontà. Chi vuole aderisca. Quale? Quello di aggrapparsi al Rosario soprattutto (ma non solo) in questi ultimi giorni del mese di ottobre con uno slancio rinnovato e rinvigorito dalla consapevolezza che nelle nostre mani è stato consegnato un mezzo davvero potente che, se usato a dovere, è capace di sbaragliare l’inferno intero e tutti i demoni che scorrazzano su questa terra.
Ricordiamo le famose e sempre attuali parole di suor Lucia di Fatima (rivolte al sacerdote padre Augustin Fuentes, il 26 dicembre 1957, nel convento di Coimbra) che sono una verità di cui la storia universale e personale offre solida testimonianza: «È urgente, Padre, che ci si renda conto della terribile realtà. Non si vuole riempire le anime di paura, ma è solo urgente richiamo, perché da quando la Vergine Santissima ha dato grande efficacia al Santo Rosario, non c’è problema né materiale, né spirituale, nazionale od internazionale, che non si possa risolvere col Santo Rosario e coi nostri sacrifici. Recitato con amore e devozione, consolerà Maria, tergendo tante lacrime dal Suo Cuore Immacolato».
Chi desidera offrire un tributo alla Regina del Rosario (appellata tradizionalmente “delle Vittorie”) in questo mese a Lei consacrato legga l’enciclica Supremi apostolatus officio di Leone XIII. Ne ricaverà grande giovamento spirituale. La lettura e l’assimilazione delle parole del Papa aiuterà tutti noi a riscoprire quanto valga affidarsi al Rosario con fede, pregarlo con perseveranza, stringerci ad esso come ad un amico fedele che mai ci abbandona nei nostri piccoli e grandi problemi.
In conclusione, qualche breve estratto dall’aureo documento che affido alla vostra lettura integrale.

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«Fu in ogni tempo lodevolissimo ed inviolabile costume del popolo cattolico ricorrere nei trepidi e dubbiosi eventi a Maria e rifugiarsi nella sua materna bontà. Ciò dimostra la fermissima speranza, anzi la piena fiducia, che la Chiesa Cattolica ha sempre a buon diritto riposto nella Madre di Dio [...]. Ma questa così ardente e fiduciosa devozione verso l’augusta Regina del cielo più chiaramente apparve quando la violenza degli errori largamente diffusi, o la corruzione strabocchevole dei costumi, o l’impeto di potenti nemici, parve mettere in pericolo la Chiesa militante di Dio. Le memorie antiche e moderne, e i sacri fasti della Chiesa ricordano le pubbliche e private preghiere e i voti innalzati alla Gran Madre di Dio, nonché i soccorsi, la pace e la tranquillità concessi da Dio per sua intercessione. Da qui ebbero origine quei titoli insigni con i quali i popoli cattolici la salutarono Ausiliatrice dei cristiani, Soccorritrice, Consolatrice, Arbitra delle guerre, Trionfatrice, Apportatrice di pace. Fra tali titoli si vuole in primo luogo ricordare quello così solenne del Rosario, con cui furono consacrati all’immortalità i sommi suoi benefici verso l’intera cristianità».
Riteniamo assai opportuno, nelle presenti circostanze, ordinare solenni preghiere affinché la Vergine augusta, invocata col Santo Rosario, ci impetri da Gesù Cristo, Suo Figlio, aiuti pari ai bisogni. Voi vedete, Venerabili Fratelli [Primati, Arcivescovi e Vescovi del mondo cattolico, n.d.r.], le incessanti e gravi lotte che travagliano la Chiesa. La pietà cristiana, la pubblica moralità e la stessa fede – il più grande dei beni, e fondamento di tutte le altre virtù – sono esposte a pericoli sempre più gravi. Così pure Voi non solo conoscete la Nostra difficile situazione e le Vostre molteplici angustie, ma per la carità che a Noi sì strettamente Vi unisce, Voi le soffrite insieme con Noi. Ma il fatto più doloroso e più triste di tutti è che tante anime, redente dal sangue di Gesù Cristo, come afferrate dal turbine di questa età aberrante, vanno precipitando in un comportamento sempre peggiore, e piombano nell’eterna rovina».
Orsù dunque, Venerabili Fratelli, per quanto avete a cuore l’onore di Maria e il benessere della società, studiatevi di alimentare la devozione e di accrescere la fiducia dei popoli verso la Grande Vergine. Noi pensiamo che sia da attribuire a divino favore il fatto che, anche in momenti tanto burrascosi per la Chiesa come questi, si siano mantenute salde e fiorenti nella maggior parte del popolo cristiano l’antica venerazione e la pietà verso la Vergine augusta. Ma ora Noi speriamo che, incitati da queste Nostre esortazioni ed infiammati dalle Vostre parole, i fedeli si metteranno con sempre più ardente entusiasmo sotto la protezione e l’assistenza di Maria, e continueranno ad amare con crescente fervore la pratica del Rosario, che i nostri padri solevano considerare non solo come un potente aiuto nelle calamità, ma anche come un nobile distintivo della cristiana pietà. La celeste Patrona del genere umano accoglierà benigna le umili e concordi preghiere, e agevolmente otterrà che i buoni si rinvigoriscano nella pratica della virtù; che gli erranti ritornino in sé e si ravvedano; e che Dio, vindice delle colpe, piegato a misericordiosa clemenza, allontani i pericoli e restituisca al popolo cristiano e alla società la tanto desiderata tranquillità».