
Il vero Francescano è colui che cerca instancabilmente la presenza del suo unico Amore, ossia l’Umanità Santissima di Gesù Cristo. Questa ricerca non è tanto un dovere o un qualcosa che bisogna “spuntare” nella lista delle cose da fare durante il giorno, ma è l’essenza del vero figlio di San Francesco: ricerca ansiosa, fatta con tenerezza d’affetto, meditando e rimeditando tutti i momenti della vita di Gesù e passando i tempi chiave della giornata alla sua presenza, vicino al tabernacolo, ove sono presenti il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo. L’Amore divino si espresse in vari modi: nell’Incarnazione del Verbo, dove il Verbo discese dal seno del Padre per raggiungere la terra; nella Passione in Croce, dove l’Amore fu testimoniato dal Sangue divino sgorgato dal Corpo Santissimo di Cristo per la nostra Redenzione; infine l’Amore trovò un’altra parola per diffondersi, ed è nell’Eucaristia. Gesù Cristo, conoscendo l’animo umano, non volle essere presente solamente per un breve periodo sulla terra, ma decise di perpetuare questa sua presenza fino alla fine dei tempi. Questa sua presenza non è data dalla sua sola Divinità, che è presente in tutto il Creato, e nemmeno solamente con la grazia, presente nelle anime dei giusti, ma volle rimanere fra noi nella sua umanità, sotto i veli più umili, quelli del pane e del vino.
San Francesco, volendo assomigliare il più possibile alla figura di Gesù, comprese che uno dei mezzi più efficaci fosse “assimilarsi” all’Eucaristia. Il Beato Tommaso da Celano riporta nella Vita seconda queste parole: «Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il Sacramento del corpo del Signore, preso da stupore oltre misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità. [...] Essendo colmo di riverenza per questo venerando Sacramento, offriva il sacrificio di tutte le sue membra. [...] Voleva che si dimostrasse grande rispetto alle mani del Sacerdote, perché a esse è stato conferito il divino potere di consacrare questo Sacramento». Comandò ai suoi frati che «nelle province in cui dimoravano, avessero cura e zelo grande per questo Sacramento ed esortassero i chierici e i Sacerdoti a conservare il corpo di Cristo in un luogo adatto e decoroso; e qualora quelli si mostrassero negligenti, voleva che vi sopperissero i frati». Questo atteggiamento non è assolutamente esagerato, anzi è ciò che caratterizza il Francescano: essere un innamorato di Cristo e un Serafino adoratore del Santissimo Sacramento. Tra i figli francescani più rinomati che si caratterizzano per le ricchezze di esperienze eucaristiche mistiche troviamo: San Giuseppe da Copertino, San Lorenzo da Brindisi, Santa Veronica Giuliani... e tra questi il recente Santo, San Pio da Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato. Padre Pio era tutt’uno con il tabernacolo, avvertiva profondamente la presenza di Cristo e vi percepiva pure i battiti del suo Sacratissimo Cuore. Moltissimi testimoni affermano che il Santo sopravviveva nutrendosi solo dell’Eucaristia, a volte mangiava qualcosina per obbedienza dei Superiori.
Nell’Eucaristia trovava il vertice dell’amore di Dio e dei fratelli, desiderando che tutti dimorassero nell’augustissimo Sacramento dell’altare; difatti, ai suoi figli spirituali soleva dire che se avessero dovuto cercarlo lo avrebbero trovato ai piedi del tabernacolo. Questo suo amore eucaristico si esplicitava nella Santa Messa, poiché quando celebrava e distribuiva la Comunione, i suoi occhi stavano fissi ed estatici sull’Ostia, attirando anche i più scettici a una conversione e slancio verso Dio. L’amore con cui purificava i vasi sacri e l’attenzione con la quale maneggiava l’Ostia Santa dimostravano che lui non vedeva solo i veli del pane e del vino, ma ben oltre! Padre Pio confidò a una delle sue figlie spirituali più intime, Cleonice Morcaldi, che in lui l’Eucaristia si conservava da una Comunione all’altra, e questo spiega benissimo come moltissimi testimoni che lo avevano incontrato nella loro vita, dicevano di aver incontrato Cristo e non un semplice Sacerdote cappuccino. L’Eucaristia è un mezzo fondamentale per portare le anime dal più basso gradino morale alle vette dell’amore divino; tutto l’operato dell’Eucaristia consiste nel dare a ogni essere umano la prospettiva di essere divinizzato. Perciò noi dobbiamo accostarci a ricevere la Comunione e adorare il Santissimo Sacramento per cristificarci sempre più. In questo, Padre Pio fu la più splendida manifestazione viva degli effetti della grazia eucaristica. D’altronde Cristo ha chiamato tutti a questa sublime trasformazione, sta a noi rispondere alla grazia e farci accompagnare dalle mani purissime di Maria, la creatura che ci diede Gesù, e quindi anche l’Eucaristia.
È meraviglioso osservare come in Padre Pio si trovino moltissimi lineamenti di San Francesco e come un Santo glorioso come il Serafico Padre abbia potuto cooperare alla santificazione di San Pio.
Come afferma il reverendo Padre Stefano Manelli: «Dove c’è un Santo, tutto ciò che è intorno a lui si eleva e si santifica»; così è stato per San Francesco e San Pio, i quali non sono andati in Paradiso da soli, ma hanno portato con loro moltissime anime.
Chiediamo umilmente a Maria Santissima, Madre dell’Eucaristia, di poter sempre più ricevere Gesù sacramentato meno indegnamente possibile e di ringraziarlo per il dono immenso dell’Eucaristia, pregandolo come faceva San Francesco: «Deus meus et omnia».
di Fra Pio M. da Verona