Una monaca di clausura eletta a patrona delle missioni. Sembra un paradosso eppure è così, perché si può essere missionari pur non vedendo mai le lontane e avventuriere terre di missione. Scopriamo come.

La Santa Madre Chiesa, sin dagli arbori della sua storia, è di natura missionaria, per cui si può e si deve dire in tutta verità che la Chiesa o è missionaria o non è Chiesa. Tante anime hanno risposto alla chiamata a seguire l’esempio di Gesù e Maria Santissima come missionari, piccoli “corredentori” e “mediatori di grazie” per la salvezza di tante anime di buona volontà. Pensiamo, ad esempio ai tantissimi viaggi pieni di disagi di un San Francesco Saverio, di una Santa Francesca Saverio Cabrini, di un San Massimiliano M. Kolbe. Pensiamo ai sacrifici senza numero di una Santa Teresa di Calcutta, di un San Charles de Foucauld. Eppure nonostante i sacrifici eroici di tante anime generose, la Santa Madre Chiesa ha scelto come patrona delle missioni una Suora di clausura, una Carmelitana: Santa Teresina di Gesù Bambino. Come mai? Ella era una fanciulla di soli 15 anni quando entrò nel Carmelo e non vi uscì più, morendo a 24 anni. Non fece altro che vivere nascosta nel suo monastero, compiendo la volontà di Dio giorno dopo giorno, offrendo continui piccoli sacrifici e preghiere per amor di Dio e delle anime. Leggendo nei suoi diversi scritti scopriremo il perché di tale saggia e illuminata decisione della Chiesa.
«O Gesù, [vorrei] percorrere la terra predicando il vostro nome e piantando sul suolo infedele la vostra croce gloriosa, o mio Diletto!... Ma una sola missione non mi basterebbe, vorrei ad un tempo annunziare il Vangelo in tutte le parti del mondo, e fino alle isole più remote. Vorrei essere missionario non solamente nel corso di qualche anno, ma vorrei esserlo stato dalla creazione del mondo e continuare ad essere tale sino alla consumazione dei secoli». Ed ancora: «Le grandi opere mi sono vietate; io non posso predicare il Vangelo, né versare il mio sangue. Che importa? I miei fratelli [cioè i missionari] lavorano per me; mentre io povera fanciulla rimango vicinissima al trono reale [vicino a Gesù nel Tabernacolo], ed amo per coloro che combattono». Quanto sono sublimi questi pensieri, e audaci i desideri che in questa Santa non sono rimasti sterili! Lei metteva in pratica ciò che desiderava. Una volta, ad esempio, durante la sua ultima malattia, decise di seguire il consiglio dell’infermiera di fare una breve passeggiata in giardino. Una suora, vedendo che camminava con grande fatica, le disse di non passeggiare in tali condizioni perché non le avrebbe fatto bene, e la Santa rispose: «È vero, ma sa Lei chi me ne dà la forza?... Ebbene, cammino per un missionario! Penso che laggiù, lontano, uno di loro si è forse esaurito nei suoi viaggi apostolici, ed io offro le mie fatiche al buon Dio per diminuire le sue». Quale segreto sublime ci svela Santa Teresina! Quale mezzo portentoso alla portata di tutti per aiutare i nostri fratelli missionari a salvare le anime!
Santa Teresina ci insegna che se non tutti possiamo recarci nelle terre di missione, perché è una vocazione specifica che Dio dà a chi vuole, non per questo non si può e non si deve ardere di zelo per la salvezza delle tante e tante anime che ancora non hanno ricevuto il santo Battesimo, indispensabile per poter entrare in Paradiso dopo la morte. Più si è generosi e costanti nell’offrire sacrifici, più anime si salvano, più grazie arrivano ai missionari, aiutandoli a non scoraggiarsi né indietreggiare di fronte alle difficoltà e sofferenze che incontrano. Impariamo da questa piccola, ma davvero grande Santa l’efficacia di offrire preghiere e sacrifici per aiutare le anime e i missionari. A sua sorella Celina scriveva: «Coi nostri piccoli atti di carità praticati nell’ombra, convertiamo di lontano le anime, aiutiamo i missionari, procuriamo loro abbondanti elemosine, e così edificheremo delle vere dimore spirituali e materiali a Gesù!». Cosa aspettiamo a seguire il suo esempio? Che Santa Teresina ci ottenga dai Sacri Cuori di Gesù e di Maria questa fiamma, questa sete ardente di salvare le anime e sostenere tutti i missionari!