I FIORETTI
Due Santi, due francescani, due crocifissi
dal Numero 33 del 20 settembre 2026
Il mese di ottobre ci presenta una delle feste più sacre e singolari, specie per i Francescani, ovvero la festa delle Sacre Stimmate del Serafico Padre San Francesco. Iddio trafisse il suo servo fedele del suo sigillo divino: «Non scolpita su tavole di pietra, o dipinta su tavole di legno da mano di artefice, ma impressa nelle sue membra dal dito di Dio vivo» (San Bonaventura). Questo fu il sigillo che concludeva tutto il processo di cristificazione dell’anima del beato Patriarca. La Verna, monte sul quale San Francesco fu crocifisso, divenne luogo di grande venerazione da parte di tutto il popolo cristiano e in special modo dell’Ordine minoritico. Questo “secondo Calvario” fu scelto inizialmente dal Santo come luogo dove passare la quaresima in onore di San Michele Arcangelo e della Vergine Assunta; dunque, il Santo si preparò, a sua insaputa, con intensa orazione e mortificazione per il grande evento. Successivamente, dopo la discesa del Serafino e l’impressione delle Sacre Piaghe di Cristo, il monte della Verna, come riporta San Bonaventura, «parea che ardesse di fiamma isplendidissima, la quale risplendeva e illuminava tutti li monti e le valli d’intorno, come se fusse il sole sopra la terra». Il singolare dono, al dire di San Bonaventura, non fu mai concesso a creatura umana nei secoli passati e nemmeno in avvenire – aggiungiamo noi – almeno in questa forma singolarissima. Difatti, come descrivono i biografi, le mani e i piedi erano trapassati da chiodi fatti di carne dura e di colore nero, dove nel palmo si scorgeva la capocchia del chiodo, sul dorso del palmo si osservava invece la punta. La verità di questo miracolo unico nella storia è un fatto documentato da ben trenta Bolle Pontificie e adornata dalle preziose testimonianze dei discepoli di San Francesco, quali testimoni oculari del fatto. Si può dire che Dio non ha concesso questo carisma solamente al suo servo San Francesco, ma ha perpetuato questo amore serafico nei suoi figli francescani più amanti della Croce di Cristo; pensiamo alla cappuccina Santa Veronica Giuliani, clarissa e stimmatizzata. Più vicino a noi troviamo l’angelica Santa Gemma Galgani, terziaria francescana e pure lei stimmatizzata; ciononostante, una figura che si distinse nettamente, si può dire, in tutta l’agiografia è San Pio da Pietrelcina, cappuccino e primo Sacerdote stimmatizzato; la sua passione perdurò per mezzo secolo, rivivendo ogni giorno, attraverso il divin Sacrificio, la Passione, Morte e Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo. Dio pose il Calvario del Santo a San Giovanni Rotondo dove uomini e donne di tutte le condizioni ed età, vedendo Padre Pio, hanno visto Gesù e si sono convertiti. Dagli scritti del Santo conosciamo che già nel 1910 Padre Pio ebbe l’impressione delle stigmate nella sua carne durante un’estasi, ma queste piaghe erano visibili specialmente su una mano; il Santo, nella sua profonda umiltà, chiese subito a Gesù di togliere quei segni esterni, lasciando solo il dolore: e fu esaudito. Però, i piani di Dio non si fermavano qui; San Pio doveva essere un segno, un faro che avrebbe attirato a sé una moltitudine di folle o, come la chiama il Santo Padre Paolo VI, «clientela mondiale». Nella mattina del 20 settembre 1918, Padre Pio ricevette direttamente – come lui attesta nel suo Epistolario – da Gesù le Sacre Stigmate, davanti al crocifisso del coro. Queste piaghe grondavano sangue e riempivano circa un bicchiere di sangue al giorno, specialmente un flusso più abbondante fuoriusciva dal giovedì fino al sabato. Diciamo chiaramente che nel secolo XX la scienza era molto più evoluta rispetto ai tempi di San Francesco (XIII sec.), dunque, la ragione umana volle spiegare razionalmente questo miracolo, ma non ci riuscì mai; lo stesso dottor Luigi Romanelli, molto rinomato a quel tempo, affermò che «Padre Pio è un miracolo vivente» (19 maggio 1919). Padre Pio, avente il carattere sacro del presbiterato, fu Sacerdote tutto identificato con la croce, che egli amò e bramò sempre; Gesù già dal terzo anno di Sacerdozio del Santo gli chiese di offrirsi vittima per i peccatori, e così Padre Pio iniziò il viaggio doloroso con Gesù, costituendo un mondo spirituale unico nella storia agiografica: quello di un Sacerdote identificato a Cristo e alla sua missione per mezzo del Sacramento dell’Ordine, cosicché la grazia mistica della stimmatizzazione lo portò a una conformazione ancora più profonda con Cristo Crocifisso e con la sua missione redentrice. Le sue stimate sono il segno esteriore delle altissime vette della sua vita mistica, affermando chiaramente che non era più Padre Pio che viveva e operava, ma Dio (cf Gal 2,19). Queste sacre ferite, sia in San Francesco sia in Padre Pio, dimostravano come l’amore interiore dell’anima poteva raggiungere un livello così alto da rivelare solamente la nuova creatura in Cristo ed eclissare il vecchio Adamo. Infine, questi due grandi Santi ci dimostrano che Cristo non cambia e che la sua Parola rimane in eterno (cf Mt 24,35); San Francesco e San Pio ci insegnano che la Croce è pegno di salvezza per la propria anima per quella altrui. La sofferenza esiste e non si può evitare, sta a noi accettarla, o da cristiani, santificandoci e salvando le anime, oppure, addossandosela come fanno i pagani, lamentandosi e odiando la propria vita a causa della sofferenza. Invochiamo questi due Santi e chiediamo loro la grazia di saper soffrire, meritando e santificandoci; tutto questo avvenga per la mediazione potentissima di Maria, Mediatrice di tutte le grazie. di Fra Pio M. da Verona
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