Il maligno, padre della menzogna, non desidera altro che osteggiare la sana dottrina, creando fumi d’indeterminazione, di dubbi, di aporia, di eresie e scetticismo nella triste condizione della società odierna... Saremmo mai pronti a morire martiri per la difesa della Verità, che è Cristo Gesù?

Nel Vangelo di San Giovanni proprio durante la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo il governatore della Giudea Ponzio Pilato, a un certo punto si rivolge al Signore con queste parole: «“Dunque tu sei re?”. Rispose Gesù: “Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. Gli dice Pilato: “Che cos’è la verità?”» (Gv 18,37-38). Il governatore romano non poteva mai immaginare, né forse comprendere, che egli si trovava al cospetto della Verità fatta persona: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Gesù è la Verità e rende testimonianza alla verità. Ogni cosa rivelata da Dio è vera, corrisponde ai fatti reali oppure comunica e descrive realtà spirituali superiori invisibili, concetti e relazioni che sono reali al pari dei fatti concreti e tangibili.
Quando Gesù afferma di essere il Figlio di Dio fattosi uomo dice la verità. Quando ci parla del Padre suo che è nei Cieli, dice la verità. Quando ci parla del Paradiso dice il vero. Sulla sua bocca non c’è menzogna, ma solo ed esclusivamente verità. Nostro Signore ha testimoniato la verità fino a morire... San Giovanni Battista ha testimoniato la verità fino al martirio... Giovanni «vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!”» (Gv 1,29).
Il Vangelo di San Giovanni è tutto incentrato sulla verità e sulla testimonianza alla verità. Il Signore e il Battista sono stati uccisi perché il mondo non accetta e non sopporta la verità. Ecco perché Dio si contrappone al mondo e al nemico della nostra salvezza: «Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete?» (Gv 8,43-46). Duemila anni fa come anche oggi, la verità, i fondamenti della fede, la sana dottrina insegnata dalla Chiesa su mandato di Gesù Cristo, sono osteggiate, invise, avversate, combattute, detestate perfino e se sono riconosciute come vere è perché sono innegabili, irrefutabili, evidenti. Come dicevano i latini obtorto collo, si accetta il vero. E questo perché la logica del mondo e quella del maligno che ci vuole tutti perduti, sono opposte a quella di Dio. Eppure solo credendo alla verità ci si salva. «Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,10).
Ma ci si domanda: siamo pronti a subire il “martirio” per la verità? Seguendo l’esempio di San Giovanni Battista, e parlando non solo del martirio in senso stretto, ma anche di quello – per esempio – delle persecuzioni, derisioni, emarginazioni, ecc., pur di rimanere fedeli alla sana dottrina e al Magistero perenne della Chiesa? La risposta a questa domanda cruciale porta alla luce e fa emergere dalla nebbia dell’indeterminazione, del dubbio, dell’aporia la condizione triste e amareggiante raggiunta dalla società moderna. La risposta è che no, non siamo disposti – nella maggioranza dei casi – ad accettare le verità consolidate della nostra fede e – men che mai – a sacrificarci e morire per difenderle. I dogmi cristiani vacillano nell’immaginario collettivo, nel dibattito pubblico e perfino nella Teologia... I temi più dolenti, i più dibattuti e messi in discussione fin quasi all’eresia, riguardano la natura di Dio, la sua stessa esistenza, la sacralità della vita umana, la vita oltre la morte, la realtà dei miracoli e le dottrine sviluppate nei secoli dalla Chiesa Cattolica non esplicitamente menzionate nelle Sacre Scritture. Sotto i colpi impietosi della visione materialistica, antimetafisica, scientista dominante e, in definitiva, anticristiana (nel senso letterale proprio di anti-Cristo), i punti focali di maggiore scontro e scetticismo si possono brevemente individuare nei seguenti:
1. la Santissima Trinità. Il dogma che rivela Dio come Uno e Trino (Padre, Figlio e Spirito Santo). Questo concetto è spesso percepito come logicamente contraddittorio, complesso e perfino vicino al politeismo. Molti non ci credono eppure Nostro Signore ne ha parlato con estrema chiarezza;
2. la divinità di Gesù. Non potendo negare la sua esistenza storica molti si schierano per la visione di Gesù come quella di un grande profeta, di un grande rivoluzionario, maestro morale perfino, ma non di un Uomo-Dio. Una vecchia eresia questa: la coesistenza in Cristo di due nature perfette, quella umana e quella divina, è messa in dubbio dagli epigoni di Nestorio e condannata dal Concilio di Efeso fin dal 431;
3. per non parlare di tutti i dogmi mariani: la Maternità divina, la Verginità perpetua prima, durante e dopo il parto, l’Immacolata Concezione, l’Assunzione in Cielo in corpo e anima... Una deriva questa di stampo protestante e caldeggiata dai “fedeli” più razionalisti perché non strettamente fondati, secondo la loro falsa credenza, sulla Sacra Scrittura;
4. i miracoli operati e la Risurrezione gloriosa di Nostro Signore. Gli eventi miracolosi, inclusa la Risurrezione fisica di Gesù vengono spesso considerati da critici e scettici come allegorie o miti piuttosto che come eventi storici reali... anche da illustri teologi;
5. l’Eucaristia, la transustanziazione, la presenza reale in Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento... un dogma stabilito dal Concilio di Trento: il pane e il vino diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo. Ebbene questo mette a dura prova la “comprensione razionale” di molti, ed è rifiutato dalle chiese riformate che lo considerano solo un memoriale umano;
6. la già citata sacralità della vita che è andata in declino per cui l’aborto e l’eutanasia, per non parlare di altre pratiche aberranti, stanno segnando in modo drammatico l’inizio, la fine e la trasmissione della vita dell’uomo moderno e mostrano da vicino un orizzonte ultramondano cupo e tenebroso. Ma è logico e consequenziale se si ritiene (dogma pseudoscientifico dato per intoccabile) che l’uomo sia una scimmia glabra, una sorta di scimmione diventato furbo...;
7. ma anche il papato, l’infallibilità del Papa. Un terreno “minato” dai nemici della Chiesa; eppure anche in questo caso il dogma è stato definito da un Concilio: il Concilio Vaticano I. L’infallibilità del Pontefice quando parla ex cathedra in materia di fede e morale è oggetto di discussione non solo esternamente, ma anche internamente al Cattolicesimo e nel dialogo ecumenico con le altre chiese;
8. le regole morali, nessuna esclusa: oggi si pensa che siano false, o perlomeno relative ai tempi e ai costumi dell’epoca in cui si vive, per cui non c’è più nulla di assoluto, fermo e definitivo. E così l’uomo brancola nel buio dell’indeterminazione, della precarietà, dell’indeterminazione.
Un panorama davvero sconfortante, che prelude e prepara la grande apostasia di cui ci parla l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo. Non c’è dubbio che la Chiesa è (e sarà) dilaniata da scismi ed eresie, perché oggi la verità è combattuta sul terreno della comunicazione di massa e globale, della rete mondiale, dell’Intelligenza Artificiale asservita ai turpi e inconfessabili scopi di chi vuol seminare dubbi, perplessità, infedeltà e menzogne per cercare di distruggere la nostra fede, la genuina dottrina consolidata nel corso dei millenni. Non resta che aggrapparci alle ultime parole di Nostro Signore: «Io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16,18), e all’Immacolata che ha distrutto tutte le eresie.