Il mese di settembre, dedicato all’Addolorata, sia di incentivo per noi per ravvivare la devozione ai suoi sette Dolori, capace di farci penetrare il suo Cuore Addolorato e di avvicinarci di più a Gesù nella sua Passione.

Il mese di settembre è tradizionalmente dedicato all’Addolorata, così come la festa del 15 settembre ci ricorda. Ma dove possiamo oggi trovare l’Addolorata? Se ne parla così poco, poca è la devozione ai suoi Dolori e alle sue lacrime immacolate versate per noi. Ebbene, fino a un secolo fa, la devozione all’Addolorata era tanto sentita e proclamata grazie anche a una fede più viva tra il popolo e alla presenza di religiosi e religiose che non si risparmiavano nel diffonderne il culto. A questo vuoto contemporaneo, deve supplire il nostro sforzo di avvicinarci a Lei, che è sempre lì, sotto la Croce, sempre in attesa di un nostro gesto di attenzione e compassione nei suoi confronti.
Ecco che la Santa Messa, per esempio, è forse l’appuntamento più forte che ci permette di comprendere il grande mistero di amore e di dolore della nostra cara Madre Addolorata e Corredentrice. Non a caso, San Pio da Pietrelcina si stupiva del fatto che i partecipanti alla Messa non si accorgessero della sua presenza all’altare. Come sul Calvario, durante la Santa Messa, il mistero si ripresenta e il Redentore agonizzante ce la consegna come Madre, come il suo testamento più caro.
Molte sono le pratiche di devozione che possiamo offrire all’Addolorata in questo mese, come, per esempio, la recita della corona dei suoi sette dolori o una meditazione più accurata di essi. Chi ama si ingegna facilmente. Aveva ben ragione, allora, il padre Faber nel definire la devozione ai Dolori della Madre Addolorata come «la più comprensiva di tutte le devozioni verso Maria. Comprende la massima parte dei suoi misteri. È quella che ci mantiene più vicini a Lei quanto Ella è più vicina a Gesù. È quella che più penetra nel suo Cuore Immacolato. È quella che rischiara più vivamente le eminenze della sua Divina Maternità ed è, allo stesso tempo, la devozione più speciale verso la Madre nostra. È quella che meglio di ogni altra soddisfa alle nostre obbligazioni verso di Lei, mentre accende vivamente il nostro amore. Conviene allo stesso tempo e alle necessità della nostra bassezza e allo splendore della sua magnificenza».
Dunque, la devozione ai sette Dolori di Maria, così come è qui spiegato, è quella che più penetra nel suo Cuore Immacolato, e ci apre gli occhi dell’anima sul mistero della Redenzione e della Passione di Nostro Signore. I veri figli della Madre ai piedi della Croce guardano al suo Cuore e attraverso la compassione dei suoi Dolori, “entrano” nel mistero e nell’intimità di quella devozione che più ci avvicina a Gesù, assaporando la Passione del Figlio attraverso gli occhi della Madre, chiedendole di partecipare delle sue lacrime per la salvezza di molti. Da qui deriva che la meditazione dei Dolori di Maria Santissima è quella scuola di amore che più ci addentra nel Cuore della Mediatrice di tutte le grazie poiché «come rivelò S. Sofronio, se Maria in tutti gli altissimi suoi privilegi, in tutte le glorie della sua santissima vita, va debitrice del suo Divin Figlio; nel mistero ineffabile de’ suoi dolori, è invece Gesù, che si professa debitore alla sua afflittissima Madre. Ond’è che assai più che della compassione alle sue proprie pene, ei si compiace di veder compatita e consolata la penantissima sua Genitrice!». Avviciniamoci dunque alla Madre Addolorata sul Calvario, chiediamole di “ammorbidire” il nostro cuore spesso duro come la pietra, di ispirarci sentimenti di contrizione e di desiderio, di aiutarla nella sua missione di salvezza delle anime.
Guardando ai trentatré anni di Gesù vissuti nel Cuore della Madre, possiamo ben pensare che il primo devoto dell’Addolorata sia stato proprio Lui, «devozione che cominciò egli stesso a praticare, devozione che era in realtà parte importante della sua preziosa Passione. Dal momento che cominciamo a pensare ai dolori di Maria, tosto Gesù è attratto verso di noi». Facciamo compagnia a Maria Santissima nel suo dolore ed Ella ci darà il suo tesoro più prezioso: Gesù stesso! Per comprendere quanto Gesù prediliga la devozione ai sette dolori della Madre ricordiamo Santa Geltrude quando, piangendo in modo irrefrenabile durante una sua particolare meditazione sui sette Dolori della Corredentrice, le apparve il divin Redentore. Egli, «per farle conoscere quanto gli fosse accetta e gradita quella tenera devozione, che ardevale in petto pei dolori della sua dilettissima Genitrice, raccolse con le sue stesse mani quelle lacrime, che copiose le cadevan dagli occhi, e le ripose in un vaso d’oro».
Coraggio, dunque: questo mese di settembre sia l’occasione per fare del nostro cuore un vaso d’oro di amore per la nostra «sì cara Corredentrice», come la chiamava affettuosamente San Pio da Pietrelcina.