I FIORETTI
Sotto la guida di San Pio Lucia Fiorentino
dal Numero 27 del 19 luglio 2026
La famiglia Fiorentino, il giorno 20 giugno 1889, a San Giovanni Rotondo, vide alla luce Lucia Fiorentino. La famiglia era composta dal padre Giuseppe, la mamma Emanuela e le due sorelle di Lucia, Paolina e Giovanna. Purtroppo, la famiglia perse i due figli maschi: Felice, morto prima di terminare gli studi in seminario, e Cristoforo, caduto in guerra nell’agosto del 1915. Lucia si distinse per la sua condotta illibata e profondamente cristiana; non fu tanto abile negli studi e perciò si dedicò principalmente ai lavori casalinghi, pur soffrendo di una salute cagionevole. Si iscrisse al Terz’Ordine Francescano e, tramite saggi direttori, coltivò una vera vita di pietà ardente; era devotissima al Cuore di Gesù e partecipava ai Sacramenti con molta frequenza. Più volte ebbe l’ispirazione di consacrarsi al Signore, entrando nel sacro chiostro, ma i genitori si opposero totalmente. A partire dal 1916 presiedeva il gruppo delle pie anime (anelanti alla perfezione) guidate e accudite da Padre Pio. Sotto obbedienza dei confessori redasse un diario personale dove appuntava il suo itinerario spirituale; in questo scritto l’anima di Lucia si svela come un’anima di intensa vita d’orazione, adorna di grazie spirituali e anche di alcuni carismi mistici. Una caratteristica particolare della sua vita fu la sofferenza, nota che si scorge molto bene anche nei suoi scritti. Il suo primo incontro con Padre Pio fu nell’anno 1916 a San Giovanni Rotondo, grazie al padre Paolino da Casacalenda. Arrivato il momento dove Padre Pio fu mandato stabilmente in quel convento, Lucia riuscì a coltivare un profondo legame spirituale con il Santo. Lei stessa dichiara nel suo diario che normalmente visitava il convento dei Cappuccini ogni quindici giorni, e alle volte più spesso. Riguardo Padre Pio ella stessa afferma: «Mentre parlavo con lui mi sembrava di parlare con Gesù», e anche mette in chiaro la sua direzione con il Padre, asserendo che: «Tutti i dubbi che regnavano nel mio spirito da lui furono sbaragliati. Il mio confessore, don Massa, ebbe il piacere che venivo diretta da Padre Pio, e così l’anima mia trovò riposo e pace. Oh, mio Dio, che farmaco potente era la direzione del Padre. Quando l’animo mio era triste per dubbi, per tentazioni, oppure per dure prove di famiglia, il Padre era per me miele e, nella sua affabilità, sapeva togliere all’anima tutta l’amarezza di cui era pervasa». Come abbiamo summenzionato, Lucia godeva di diversi doni divini, i quali furono confermati anche da Padre Pio come fenomeni soprannaturali e divini. Ad esempio Lucia racconta nel suo diario questa “visione immaginaria”: «Vidi nella visione un albero di smisurata grandezza nell’atrio del nostro convento dei Cappuccini e sentii una voce che mi diceva: “Questo è il simbolo di un’anima che ora è lontana e verrà qui; farà tanto bene in questo paese… Sarà forte e ben radicata come quest’albero e tutte le anime che verranno – sia di qui come da lontano – se si rifugeranno all’ombra di quest’albero, saranno liberate dal male […]. Se si umilieranno, da questo degno Sacerdote riceveranno consigli e frutti di vita eterna. E guai a coloro che disprezzeranno i suoi consigli, il suo modo di agire, il Signore li punirà severamente in questa e nell’altra vita. La sua missione si estenderà per tutto il mondo e molti verranno a rifugiarsi all’ombra di questo mistico albero per avere frutti di grazia e di perdono». Questa visione che ebbe Lucia è – se così possiamo dire – il compendio di tutta la vita di Padre Pio. Interessante notare come questo messaggio dichiara esplicitamente il castigo per chi disprezza i Santi di Dio, come afferma chiaramente il Salmo: «Il Signore ama i giusti» (Sal 146,8). Dio per sua misericordia manda nella storia qualche Santo straordinario che spinge e sprona noi tutti a santificarci; uno di questi casi è sicuramente Padre Pio. Lucia, cambiando il suo modo di vedere le cose e affidandosi solamente alla direzione di Padre Pio, crebbe molto nella vita spirituale, diventando un’anima mistica. Giustamente, si potrebbe controbattere dicendo che Lucia fu privilegiata perché ebbe un Santo come Padre Pio a guidare la sua anima; questo è vero, ma gli scritti ci affermano pure che Lucia affrontò molte tribolazioni spirituali, dove, per riportare la vittoria, doveva rinnegarsi e ammutolirsi sotto le direttive dolci e taglienti di Padre Pio. Solo così, come lei stessa afferma, la sua anima veniva tolta da tutte «le amarezze da cui era pervasa». Purtroppo Lucia, per un suo atto di umiltà e di distacco affettivo dal Santo, bruciò molte lettere di corrispondenza spirituale che serbava con sé; se per lei questo fu un atto virtuoso, per noi fu una perdita irreparabile per la conoscenza della sua direzione spirituale. Oggi possediamo solo sei lettere delle tante che si scambiarono Lucia e Padre Pio. Lucia si spense il 16 febbraio 1934, dopo essersi offerta vittima nel santuario di San Michele sul Gargano per l’apostolato di Padre Pio. Grazie all’esperienza di Lucia possiamo ricavare un consiglio prezioso per la nostra vita spirituale: anche se ci sentiamo molto avanzati nella virtù, diffidiamo in tutto di noi stessi e, a ogni minima perplessità, affidiamoci al nostro direttore spirituale, il quale ha la grazia di stato per darci la risposta al nostro problema. Di qui un dovere importantissimo, che ogni fedele deve prendere sul serio: pregare per i Sacerdoti affinché possano sempre con i loro insegnamenti e i loro esempi plasmare le virtù eroiche in ogni anima e trasformarle in gigli di santità. La Madonna, Mediatrice di tutte le grazie, ci guidi in tutto ciò. di Fra Pio M. da Verona
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