
La Madonna è la Madre della Misericordia. Ella non solo esaudisce i desideri di coloro che gemono in questa valle di lacrime e prega per la loro salvezza, ma va incontro anche a quanti gemono nel Purgatorio e li solleva, li conforta, li conduce in Paradiso. Questa meravigliosa verità ci viene confermata dall’esperienza di molti Santi che hanno avuto visioni di anime che, presentatesi al Giudizio di Dio nel momento in cui stavano per essere condannate all’inferno, venivano salvate dall’intervento della Madonna che, dichiarandoli suoi devoti – a volte anche per un solo gesto di devozione che in vita avevano fatto verso di Lei – ne mitigava la condanna.
La Vergine Santissima disse un giorno a Santa Brigida: «Io sono la Madre di tutte le anime che sono nel Purgatorio e le loro pene, mediante le mie preghiere, vengono mitigate».
Anche Padre Pio, il grande innamorato della Madonna, aveva riposto nel Cuore di questa Madre misericordiosa tutta la sua fiducia e la sua speranza, e a Lei affidava anche le anime del Purgatorio, pregandola di scendere in quel luogo di pene per consolarle e sollevarle da quegli atroci tormenti.
Chi ha potuto partecipare alla funzione serotina nella chiesetta di Santa Maria delle Grazie avrà certamente potuto sentire la voce tremula, velata di pianto, con cui il Padre recitava la preghiera di Sant’Alfonso M. de’ Liguori davanti al Santissimo Sacramento e le calde lacrime d’amore che gli solcavano il viso alle parole: «Vi raccomando le anime del Purgatorio, specialmente le più devote del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima». Ogni sera egli ricordava a Gesù le anime devote della Madonna, perché, in virtù di ciò, ne sollevasse le pene.
La devozione alla Madonna è segno di predestinazione e per questo Padre Pio la inculcò nei suoi figli e in quanti lo avvicinavano. Ricordava loro anche che l’amore alla Madonna obbliga a pregarla per i fratelli bisognosi, in particolare per i defunti.
Conoscendo la potenza, l’efficacia, il valore del Rosario, il Santo cappuccino lo raccomandò ai suoi figli e penitenti come mezzo per suffragare le anime del Purgatorio abbandonate e dimenticate.
Diceva spesso ai suoi figli – e lo ripeteva quando distribuiva le corone indulgenziate di mons. Cuccarollo, arcivescovo di Otranto –: «Svuotiamo il Purgatorio». A svuotare il Purgatorio, tirando su le anime con la corona benedetta del Rosario, egli si impegnò in maniera straordinaria: se si pensa agli innumerevoli Rosari da lui recitati durante tutta la vita, chi potrà mai dire quante anime egli avrà mandato in Paradiso?
Indimenticabili sono le parole pronunciate da padre Pio la sera del 15 luglio 1959, dalla sua celletta dove si trovava ammalato, e trasmesse ai figli spirituali radunati in chiesa attraverso un altoparlante:«Ricordiamoci che domani è la festa della Madonna del Carmine, protettrice in modo speciale delle anime del Purgatorio. Perciò ricordiamo a questa Madre le anime sante del Purgatorio. Chi di noi non ha delle persone care e chi lo sa quanti ne sono dei nostri cari ancora a soffrire nel Purgatorio e forse e senza forse anche per colpa nostra!..
Quindi ricordiamo a questa Mamma che venga loro in aiuto a refrigerare le loro pene; il fuoco che le tormenta. Se noi useremo questa carità, alla nostra volta, Dio non voglia, che se ci capiterà di scendere anche noi nel Purgatorio, il Signore farà sorgere anche altre anime che ci verranno in aiuto».
E ancora, il 1° agosto dello stesso anno, mentre si attendeva l’arrivo della statua della Madonna di Fatima, Padre Pio, sempre ammalato dalla sua celletta, così parlò ai suoi figli spirituali:«Col passare dei giorni ci avviciniamo sempre più al grande avvenimento della visita della Mamma nostra. Ebbene, cerchiamo di imitarla, specialmente nella carità per i poveri defunti. Oggi e domani è la giornata nella quale possiamo praticare più che mai questa virtù in suffragare le anime defunte. Ricordiamoci, come voi ben sapete, che in ogni visita che facciamo nelle chiese francescane, se siamo ben disposti, possiamo salvare un’anima del Purgatorio.
Quindi, giacché sta tanto a cuore questa devozione alla Mamma celeste, disponiamoci a suffragare queste anime e a prendere molte indulgenze. Così piaceremo alla Mamma nostra celeste, e sarà tutto un vantaggio per noi, perché anche per noi, un giorno, quando saremo nel Purgatorio, la Madonna stessa perorerà altre anime per venirci in aiuto. Siamo, dunque, caritatevoli con gli altri e la Vergine Santissima muoverà anche altre anime, quando noi non saremo più in questa vita, a venirci in aiuto: c’è anche il nostro interesse».
Animiamoci, dunque, di santa furbizia e mandiamo tante anime in Paradiso con i nostri Rosari così piaceremo alla Mamma nostra celeste e guadagneremo tanti fratelli che peroreranno la nostra causa quando non saremo più in questa vita.
di Suor M. Eucaristica Pia Lopez