SPIRITUALITÀ
Un’occupazione che riempie e santifica la vita
dal Numero 24 del 28 giugno 2026
di Suor Elisabetta della Trinità
Un santo consiglio che può essere messo in pratica da tutti e che può cambiare la propria vita spirituale: unirsi spiritualmente alle Sante Messe celebrate nel mondo per impetrare grazie per l’umanità intera.
In una breve e recente pubblicazione di padre Stefano M. Manelli per i Sacerdoti, nelle prime pagine, padre Stefano suggerisce di unirsi a tutte le Sante Messe che ogni giorno si celebrano nel mondo e scrive: «Sappiamo, infatti, che ogni minuto-secondo, sulla terra, vengono sollevate in alto quattro Ostie eucaristiche dalle mani di quattro Sacerdoti! Nel chiedere grazie a Dio, non dimenticare mai di aggiungere, quale prezzo infinito delle grazie che chiediamo, questa preziosa preghiera: “O Signore, concedimi la grazia che ti chiedo, per il Sangue adorabile di Gesù, che un Sacerdote sta innalzando sulla terra in questo momento!». Questo consiglio, se pur rivolto ai Sacerdoti, può benissimo essere accolto anche da ogni battezzato, di qualunque condizione sociale: sia la vecchietta che lavora a maglia, la mamma che prepara il pranzo alla famiglia, lo studente che sta studiando per gli esami, il papà che torna stanco dopo una giornata di lavoro; chiunque, in qualsiasi situazione e condizione è invitato a prendere questo “santo consiglio” come un invito per santificare nel modo più alto la sua giornata, il suo lavoro quotidiano, la sua stessa vita. La Santa Messa, infatti, è l’atto più alto e solenne della Chiesa che ci unisce a Dio a beneficio di tutto il mondo. Padre Stefano, in queste brevi righe ci serve “su un piatto d’argento” la ricetta più facile e immediata per santificare la nostra giornata, a prescindere da quali attività o occupazioni stiamo svolgendo, e in qualsiasi momento del giorno. Ecco che, ogni minuto-secondo, ci sono ben quattro Sacerdoti che consacrano e innalzano l’Ostia santa e immacolata a gloria di Dio Padre, per impetrare misericordia per il mondo intero e per espiare i nostri peccati. Che magnifica occupazione! E quanto bisogno ne ha oggi il mondo! La preghiera suggerita, nella sua semplicità, dovrebbe essere imparata a memoria. Il Santo Curato d’Ars diceva ai suoi parrocchiani che «nostro Signore è qual vittima, perciò Dio gradisce che si domandi alla Madonna di offrire all’Eterno Padre il suo divin Figliuolo insanguinato e piagato per la conversione dei peccatori. È questa la miglior preghiera che noi possiamo fare, poiché tutte le preghiere si fanno in nome e per i meriti di Gesù Cristo». Se ci uniamo spiritualmente alle Sante Messe celebrate in qualche parte del mondo e in ogni istante, possiamo elevare tale preghiera in una continuità di grazie che piovono su di noi e sulla Chiesa intera. Infatti, continua il Santo Curato d’Ars: «Tutte le opere buone, insieme riunite, non hanno un valore equivalente a quella del santo sacrificio della Messa, perché quelle sono opere dell’uomo e questa è opera di Dio. Il martirio, paragonato alla Messa non è niente: è il sacrificio che l’uomo fa della propria vita; la Messa è il sacrificio che Dio fa per l’uomo, del Suo Corpo e del Suo Sangue in favore dell’uomo», e sempre per le mani del Sacerdote ordinato. Per compiere santamente questa pratica tanto importante, facciamoci aiutare dalla Madonna e dall’Angelo custode. Anche i Pastorelli di Fatima, dopo le apparizioni, riempivano la loro giornata recitando la preghiera insegnata dall’Angelo, spesso prostrati in ginocchio, possibilmente davanti al tabernacolo. Il testo della preghiera insegnata dall’Angelo richiama molto tale offerta e unione con la Messa; dice, infatti: «Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli è offeso. E per i meriti del Suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori». Il testo riassume la stessa offerta che ci suggerisce padre Stefano, rivolta al Padre, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze… Sappiamo quanto i nostri tempi difficili siano pieni di oltraggi, sacrilegi e indifferenze, e ciò ci stimola maggiormente ad unirci al Sacerdote che offre l’Ostia santa al Padre, in riparazione, per la salvezza delle anime, e per ridare gloria e amore all’Amore non amato.
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