CATECHESI
San Pio e i dieci Comandamenti La bestemmia
dal Numero 23 del 21 giugno 2026
di Padre Terenzio dello Spirito Santo
La bestemmia è offesa grave a Dio, o alla Vergine o ai Santi e, oltre a costituire peccato mortale, ci rende familiari con il demonio.
Un modo molto comune, purtroppo, di offendere il Santo Nome di Dio è quello di bestemmiarlo direttamente o indirettamente, rivolgendosi contro le creature a Lui più vicine come gli Angeli, i Santi, ecc. Il Catechismo dice che: «La bestemmia è quando con parole, espressioni o gesti si ingiuria e si schernisce per disprezzo Dio, la Santa Vergine, i Santi e le cose sante, e ciò anche interiormente, e spesso è anche orribile eresia quando attribuisce a Dio qualche difetto, colpa o nega qualche suo attributo o la sua esistenza e anche quando si attribuisce al demonio qualità e poteri propri di Dio». Inoltre, non si può far uso del Nome di Dio per mascherare pratiche criminali, ridurre in schiavitù i popoli e torturare o mettere a morte qualcuno. Anche colui che impreca usando il Nome di Dio, pur non avendo intenzione di bestemmiare, manca di rispetto verso il Signore. Nemmeno l’uso magico del nome di Dio è consentito. Da quanto detto, possiamo ben comprendere che la bestemmia è un peccato gravissimo, e che, quando è proferita con piena avvertenza e consapevolezza, l’anima commette peccato mortale poiché si oppone al più importante Comandamento dell’amore di Dio, e alla virtù di religione che impone l’obbligo di onorare Dio. «A San Giovanni Rotondo i bestemmiatori che si presentavano da Padre Pio guarivano con le mazzate che il santo gli dava e a quelli più ostinati li fulminava con frasi roventi come: “La bestemmia è il diavolo sulla tua bocca” o “Attiri l’inferno sulla tua anima” oppure “Il diavolo non bestemmia come te vattene”». Padre Pio si sentiva profondamente ferito nel cuore quando sentiva che Dio veniva oltraggiato con la bestemmia, e rimproverava aspramente mandando via i penitenti. «Durante una confessione P. Pio rivolse una domanda al penitente il quale rispose senza una preparazione adeguata e ciò dispiacque molto al Padre ma poi proseguì e chiese al penitente se ricordasse lui qualche peccato fatto e quando il penitente gli disse che aveva bestemmiato divenne triste in volto e chiese: “Chi hai bestemmiato?”. Il penitente rispose che aveva bestemmiato Gesù e la Madonna e a tale risposta vide P. Pio come colpito da una pugnalata al cuore e accasciandosi sul ripiano dell’inginocchiatoio mormorò affranto: “Proprio Gesù e la Madonna!?”, e dopo breve pausa: “Cosa potevano fare di più per noi e non l’hanno fatto!?”. Gli chiese poi di precisare il numero delle volte che avesse proferito quei santissimi nomi indegnamente e vedendo che non sapeva rispondere gli disse: “Ma come, una cosa così atroce, la fai con tanta leggerezza da non renderti conto!?”, e dopo un po’ gli disse: “Figlio mio, alzati e vattene…, poi ritorna. E non bestemmiare più”. Il penitente obietta che egli era venuto da lui perché lo aiutasse a salvarsi l’anima e il Padre gli rispose: “Ed è per questo che ti mando via: voglio aiutarti a salvare l’anima”, e chiuse il colloquio. Tornato a casa ogni volta che si trovava in occasione di bestemmiare gli ritornava in mente l’immagine di Padre Pio affranto e accasciato sul confessionale e allora si frenava, facendosi forza. Iniziò così a frequentare i sacramenti e ad osservare la legge di Dio e la sua vita dopo quella sferzata del Padre ebbe così un radicale cambiamento». «Ancora più impressionante di come la bestemmia, oltre a fare del male a se stessi può farlo anche a chi ci è vicino: è il caso di una bambina indemoniata che la mamma portò da Padre Pio sperando che lui potesse liberarla, ma sia nell’albergo che in chiesa urlava spaventosamente e il baccano che faceva era indescrivibile. Una mattina dopo la confessione delle donne P. Pio si ritrova davanti alla bambina che era tenuta a stento da due o tre uomini e urlava spaventosamente. Il Padre, stanco di quel trambusto, le diede una pestata sul piede e poi una pacca violenta sulla testa, gridando: “Mo’ basta!”, e la bambina cadde a terra svenuta. Ad un medico presente e ad un frate robusto insieme con un autista gli disse di portarla al santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. Arrivati a destinazione entrarono nella grotta dove ci fu l’apparizione di S. Michele e qui la bambina si rianimò ma non c’era verso di farla avvicinare all’altare, anzi sfuggiva da tutte le parti e gli accompagnatori non erano capaci di tenerla ferma. In un momento propizio però il frate con un gesto energico e rapido riuscì ad afferrare la mano della bambina e farle sfiorare l’altare ed ella cadde a terra come folgorata. Poco dopo si riebbe e tutta tranquilla come se nulla fosse accaduto chiese con dolcezza un gelato alla mamma. Preso il gelato tornarono a San Giovanni Rotondo per informare e ringraziare P. Pio, il quale però rivolto alla mamma disse: “Dì a tuo marito che non bestemmiasse più, altrimenti il demonio ritorna”». Ecco quanto male può causare la bestemmia e come il demonio è molto vicino a colui che oltraggia il Nome di Dio.
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