Figlio prediletto della Madonna, il Beato Domenico della Madre di Dio attraversò innumerevoli vicende prima di divenire passionista. Rimase sempre fedele alla recita del Rosario, e sarà questa la sua salvezza.

Se c’è una vita di un Passionista che fa veramente “appassionare” di amore alla Madonna è proprio quella del Beato Domenico della Madre di Dio (1792-1849).
Dalla sua Autobiografia apprendiamo che, appena avuto l’uso di ragione, sentì la chiamata di Dio, chiamata ad un amore più grande e pieno di dolcezze. La mamma era una vera cristiana, una di quelle mamme “sante”. Ai suoi undici figli insegnò a pregare così: «Mio Dio, fatemi santo o prendetemi presto». Ancora ragazzino, Domenico fu colpito da una frase di un Padre cappuccino che gli disse: «Figlio, vuoi tu bene alla Madonna? La Madonna, sai, ti ama più assai di tua madre». Questa esortazione fu l’inizio di un nuovo amore alla Vergine e alla recita del Rosario.
Domenico rimase orfano a soli 10 anni; «in quel giorno – scrive nell’Autobiografia, rivolto alla Madonna – voi m’ispiraste una più viva confidenza nella vostra protezione... Santissima Vergine, eccomi privo di madre sulla terra; ora tocca a voi esercitare l’ufficio di madre a mio riguardo, io mi rimetto a voi, in voi confido, da oggi innanzi voi sarete la madre mia». La Madonna lo prese in parola.
Col tempo, però, il ragazzo si lasciò corrompere dalle letture massoniche e anticlericali e dai 16 ai 18 anni fu suggestionato da sogni di gloria e chimere sentimentali. Continuava a frequentare i Sacramenti, anche se in modo poco convinto. Continuava però a recitare il Rosario. Nel 1812 rischiò di essere arruolato forzatamente da Napoleone per le campagne della Russia: una spedizione storica che su 40.000 italiani arruolati ne riportò a casa neanche la metà. A pochi giorni dall’arruolamento sognò la mamma terrena che gli diceva: «Figlio non temere, non andrai in guerra, vieni con me». La mamma, sempre nel sogno, lo iscrisse alla Congregazione del Santo Rosario e poi lo accompagnò all’ufficio di leva, ottenendogli l’esonero. In effetti, una volta sveglio, Domenico si sentì spinto a fare voto, come già in passato, di entrare tra i Passionisti. Pensò che se l’esonero fosse realmente andato in porto, avrebbe adempiuto tale voto. Fu sì esonerato, ma non rispose alla chiamata urgente del Cielo. Si invaghì di una ragazza, non molto graziosa, convincendosi che il voto che aveva fatto non costituiva un obbligo assoluto.
Continuò comunque la recita del Santo Rosario e la frequenza alla Messa domenicale.
Lo colpì una malattia che lo ridusse allo stremo. Un giorno che era a letto si vide attorno gli spiriti maligni, a forma di draghi, pronti per l’imminente cattura della preda. Vide anche Gesù Giudice pronto a proclamare la sentenza verso di lui. Apparve allora la Madonna a supplicare il Giudice eterno ad avere pietà per la devozione che Domenico gli aveva sempre dimostrato, soprattutto con il Rosario. La Madonna si fece garante della sua conversione e gli spiriti maligni fuggirono all’istante. Domenico dirà poi: «Ogni volta che penso a quello che mi successe in questo punto, sempre considero che se alcuno in punto di morte giunge ad invocare Maria, è impossibile che si danni». Nonostante ciò, il pensiero della ragazza è ancora presente e lo distoglie dal progetto divino.
Il 4 settembre 1813 è il giorno della sua decisiva conversione, laddove decise di non interessarsi più della ragazza, ma di rispondere, finalmente, alla grande chiamata. Era la festa di Santa Rosa e nella piazza di Viterbo si presentavano le coppie dei fidanzati. Domenico intravide il fratello dispiaciuto per il suo comportamento, e spinto da un rispetto umano lasciò la ragazza in mezzo alla piazza e andò via col fratello Salvatore. La vittoria era giunta! Aveva 21 anni. Lo strappo definitivo venne premiato con l’apparizione della Madonna, bellissima, che gli disse che Papa Pio VII sarebbe tornato dalla prigionia di Napoleone a Roma. In quest’occasione, Domenico fece voto di diffondere il Santo Rosario, voto che manterrà fino alla fine della vita.
Entrò tra i Passionisti e ancora da “illetterato” aspirante, per rivelazione interiore, venne a sapere che non sarebbe rimasto fratello laico ma sarebbe diventato Sacerdote e che la sua missione sarebbe stata l’Inghilterra. Non lo sapeva, ma avrebbe dovuto attendere 28 anni. Un secolo prima, probabilmente davanti alla stessa immagine della Madonna contemplata da Domenico, San Paolo della Croce aveva pregato per il ritorno dell’Inghilterra alla Chiesa Cattolica e aveva avuto una visione dei suoi figli in Inghilterra.