
Ci troviamo a Morra Irpino (oggi Morra De Sanctis), in provincia di Avellino, dove il 23 dicembre 1892 nacque, da Rocco e Angelina De Paula, Maria Gargani. L’ambiente familiare in cui visse fu particolarmente cristiano; i genitori, anche a costo di grandi sacrifici, impartirono ai loro otto figli (Maria era l’ottava) un’accurata educazione cristiana. Maria, compiuti gli studi e conseguita l’abilitazione magistrale, vinse il concorso per insegnare nelle scuole elementari di San Marco la Catola. Dalla più tenera età conobbe i Padri cappuccini Agostino e Benedetto, entrambi da San Marco in Lamis.
Un giorno padre Agostino invitò Maria a consultare un suo confratello per un problema spirituale, costui era Padre Pio. Per due anni vi fu solamente una corrispondenza epistolare con il Padre, ma nell’agosto del 1918 Maria ebbe la possibilità di incontrare Padre Pio a San Marco la Catola, per la sua momentanea permanenza in quel paese. Maria attesta per iscritto che si sentiva davvero felice, le ombre e le pene del suo cuore svanirono e le parole del Padre erano rassicuranti sullo stato della sua anima.
Con il consenso di Padre Pio, Maria poteva intrattenersi ogni giorno in colloqui spirituali con lui per poter maggiormente assorbire gli insegnamenti spirituali del santo Cappuccino. Lei stessa afferma nei suoi appunti che quei colloqui le facevano godere il suo “Tabor spirituale” (cf Mt 17,1-5), tanto da non voler più ritornare a casa. Successivamente, in Maria iniziò a germogliare il seme della vocazione religiosa, ma i padri Agostino e Benedetto, pur d’accordo sulla realtà della vocazione religiosa, erano in disaccordo sull’Istituto da scegliere; mentre padre Agostino voleva mandarla tra le Ancelle del Sacro Cuore, dall’altro lato, padre Benedetto consigliava le suore Brigidine. Padre Pio, invece, non vedeva chiara la situazione, ma pure lui propendeva per la scelta di padre Benedetto.
Maria non era ancora convinta definitivamente, perciò interrogò nuovamente Padre Pio affinché chiedesse al Signore che in tutto e per tutto si facesse la divina volontà. Padre Pio ribadì alla sua figlia spirituale che sembrava essere a lui volere di Dio la sua entrata tra le Brigidine. Con questa conferma, Maria terminò l’anno scolastico d’insegnamento e, recatasi a San Giovanni Rotondo per ricevere la benedizione del Padre, prima di recarsi a Roma (dove si trovava la Congregazione delle Brigidine), si sente dire dal santo di tornare immediatamente a casa sua. Maria obbedì con moltissime perplessità.
Dopo questo avvenimento, Maria decise di optare per la Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore. Quando Padre Pio apprese la notizia, si rivolse verso Maria con una certa indifferenza, quasi presago del futuro. Maria non riusciva a vedere il filo logico di tutta la vicenda e a questo atteggiamento misterioso rimase piuttosto scossa e, con ferma decisione, si dedicò di più alla preghiera per chiedere lumi al Signore.
Intanto passano i giorni, e Maria non ha ancora scelto la strada da seguire; scartando l’idea della vita religiosa, Maria si trasferì a Volturara Appula e qui diede più spazio all’apostolato per mezzo dell’Azione Cattolica e del Terz’Ordine Francescano. Organizzò l’Opera del Sacro Cuore per le vocazioni povere del seminario di Lucera, sotto il consiglio di Padre Pio – quest’opera divenne sempre più solida e sfociò nel nuovo Istituto “Le Apostole del Sacro Cuore”.
Negli appunti di Maria Gargani troviamo scritto che Padre Pio, conoscendo i piani divini, disse: «Ecco finalmente; qui dovevamo arrivare! Questa è la volontà di Dio e fa’ presto ad andare dal Vescovo. È bello! È bello!». Infatti, l’Opera del Sacro Cuore diventò “Pia Unione” nel 1936, Congregazione di Diritto diocesano dal 1945 e di Diritto pontificio dal 1963. Fu così che la Fondatrice, nei suoi ultimi anni di vita, affermava che l’anima di Padre Pio non abbandonò mai tutta l’opera che la Provvidenza ha chiesto a lei di erigere, ma anzi, continuava il discorso asserendo che siccome era una creatura debolissima, Dio stesso le aveva dato un valido aiuto e sostegno, specialmente nelle dure prove. Maria si consumò fino all’età di 81 anni e il 23 maggio 1923 morì serenamente.
Durante tutte le prove che dovette subire, interne ed esterne, Padre Pio consolava la sua figlia spirituale su un problema di coscienza che Maria gli aveva confidato. Lei, in mezzo alle difficoltà e agli ostacoli, si lamentava di essere incostante nella via del Signore e di avere una certa leggerezza di cuore nell’amore verso di Lui. Padre Pio subito la rassicurò affermando che «le inclinazioni di orgoglio, di vanità, di amor proprio, ecc. si mescolano in quasi tutte le tue azioni, ma non convengono poi che desse addivengano, per questo, i motivi delle tue azioni. San Bernardo, essendone un giorno tormentato dalle sopraddette inclinazioni, mentre predicava, disse: “Ritirati da me, satanasso, io non ho incominciato per te né tampoco per te finirò» (Ep. III, n.14). Questo breve ma utilissimo insegnamento deve accompagnarci durante tutta la giornata. Se riflettiamo un momento, il diavolo usa sempre i soliti metodi per abbatterci nella via della perfezione: o cerca di farci disperare mostrandoci i nostri peccati come se fossero imperdonabili da parte di Dio, oppure ci esalta e ci gonfia come dei palloncini quando compiamo azioni virtuose e di grande merito. Padre Pio ci mette in guardia su tutto ciò insegnandoci a disprezzare il diavolo considerandolo come un brutto “satanasso” e guardando solamente di piacere a Dio; anche quando falliamo in qualche impresa, se l’intenzione era retta, il merito rimane poiché Dio non guarda tanto il risultato ma con quanto amore e retta intenzione abbiamo agito. Ricordiamoci, come dice l’apostolo San Paolo, che «rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!» (1Cor 13,13).
di Fra Pio M. da Verona