SPIRITUALITÀ
Il Sacratissimo Cuore dell’Immacolata eucaristica
dal Numero 21 del 7 giugno 2026
di Fra Gerardo M. Pio da Osimo
Contempliamo e adoriamo Gesù Eucaristia attraverso il Cuore dell’Immacolata che fa unità con Lui: il Corpo e Sangue di Gesù vengono dalla Madonna, tanto da poterla definire “Immacolata eucaristica”.
La somma eccellenza della Beatissima Vergine Maria, che compendia tutte le grandezze e prerogative mariane, suprema ricchezza della più Santa tra le creature che “siede Regina alla destra di Dio” (cf Sal 45,10), si identifica precipuamente e si misura impareggiabilmente dalla carità che è il «vincolo della perfezione» (Col 3,14) e che costituisce l’essenza stessa di Dio: «Dio è carità» (1Gv 4,16). Questa carità è capace di portare la creatura nel cuore di Dio e farle raggiungere la pienezza dell’unione trasformante e consumante con l’ineffabile Trinità, secondo le parole dell’apostolo San Giovanni: «Chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1Gv 4,16). Questa incommensurabile perfezione della Vergine ha il suo fondamento nel sommo amore col quale Dio l’ha amata e arricchita di così tanti doni e privilegi ai quali Ella avrebbe corrisposto fedelmente e altrettanto amorosamente perché si compisse la «Somma Opera di Dio», come la definì il Beato Giovanni Duns Scoto, ossia l’Incarnazione nella natura umana del Verbo eterno. L’amore che Dio ha per l’Immacolata è tanto sublime e inenarrabile che «dopo l’adorabile umanità di suo Figlio – affermò San Giovanni Eudes – ama Lei sola più di tutte le cose create insieme», e questo perché “Dio ama coloro che lo amano” (cf Prv 8,17). Perciò doveva essere amata Colei che non antepose mai nulla a Dio, nessun oggetto, nessun affetto, nessun desiderio discordante con la sua divina volontà, ma vivente costantemente in uno stato d’abbandono, di donazione e dedizione totale ai suoi imperscrutabili disegni. È certo, come asserisce fermamente San Giovanni Eudes, che «vi è più amore per Dio nel Cuore della Beata Vergine che in tutti i cuori dell’universo», tale da costituire il suo Sacratissimo Cuore, come continua il Santo, «la parte più nobile e la più amabile di Lei, e che è la principale causa dell’amore che Dio le porta». Infatti, alla scuola dei Santi possiamo apprendere che il «il Cuore Immacolato di Maria – scriveva il Beato Gabriele M. Allegra – è la somma di tutti i misteri, il compendio di tutte le grandezze, di tutte le virtù, di tutti i carismi della Madre Immacolata» e, aggiunge, «diciamo “Cuore Immacolato” per esprimere tutto ciò che è Maria nei riguardi della Santissima Trinità e nei riguardi della Chiesa e di ogni singolo figlio della Chiesa». Per questo il Sacratissimo Cuore di Maria è stato definito dai Santi, come attesta il medesimo Beato con un lungo elenco, «Cuore santo, Cuore sacro, Cuore fulgente di candore, Cuore verginale, Cuore materno, Cuore regale, Cuore purissimo, Cuore Immacolato» e, da San Bernardino da Siena, «Cuore divino», indicando così l’essere “trono dello Spirito Santo” ove il Verbo assunse la natura umana e immacolata di Maria Vergine. Questo ultimo titolo racchiude altresì un’altra meravigliosa realtà di grazia e santità del Cuore della Beatissima Madre di Dio, studiata e approfondita originalmente dall’insigne mariologo padre Stefano M. Manelli, che ci rivela come questo Cuore non contenga soltanto la «somma dell’amore materno così immenso da estendersi può dirsi quanto tutto il creato... l’amore plenario..., l’amore più alto e incommensurabile rispetto all’amore di tutti i cuori degli angeli, dei santi e degli uomini, messi insieme», ma conserva in una fusione amorosa e unità intimissima la presenza reale e sacramentale di Cristo, ossia la Santissima Eucaristia. Ciò comporta, continua il padre. Manelli, che «Gesù vivente in Maria, Gesù “Cuore divino” di Maria, si configura particolarmente come Gesù Eucaristico, ossia è Gesù presente realmente nell’Eucaristia con il suo Corpo e Sangue presi da Maria Vergine, è Gesù vivo e vero in ogni Ostia consacrata con la sua divinità e umanità: e si tratta di quell’Ostia consacrata che l’Immacolata porta sempre nel suo petto anche lassù, nel Regno dei Cieli». Quest’ultima attestazione è testimoniata nella documentazione agiografica dalle voci dei Santi che hanno contemplato l’ineffabile presenza della Santissima Eucaristia nel petto della Celeste Regina in Paradiso, come Santa Veronica Giuliani, la Beata Maria Maddalena Martinengo, la Beata Madre Speranza di Gesù e la Ven. Madre M. Costanza Zauli. Padre Stefano Manelli scolpisce questo straordinario mistero mariano con l’espressione: «Immacolata eucaristica». Analizzando i fondamenti biblici, dogmatici e agiografici di questa originale intuizione mariologica, egli va oltre il tempo, nell’eternità beata del «seno del Padre» (Gv 1,18), ove scorge la presenza reale dell’Immacolata eucaristica contemplata secondo la testimonianza della mistica cappuccina Santa Veronica Giuliani che descrive, nel suo Diario, come la Santissima Eucaristia, «fatta a foggia di cuore», sia presente «nel cuore di Maria Santissima». Questa preziosissima testimonianza ci rivela che «l’Immacolata – scrive il padre Manelli – è e sarà, in tal modo, il vero “Ostensorio eucaristico” del Paradiso per l’eternità», delineando così il legame strettissimo e indissolubile che unisce Gesù Eucaristico con il “Cuore divino” di Maria Vergine, nel quale è compendiato e racchiuso l’intero mistero della sua persona e della sua missione materna, con tutte le grazie e i privilegi di cui fu arricchita da Dio dalla sua Concezione Immacolata fino alla sua Assunzione e incoronazione nel Regno dei cieli. Seguendo l’esempio dei Santi, e vivendo da veri cristiani, facciamo nostro l’invito di padre Stefano M. Manelli che scrisse nella sua celebre opera Sublimità della Teologia Cattolica: «Alla scuola dell’Immacolata, dobbiamo impegnarci a penetrare nel mistero divino dell’Eucaristia per contemplare Gesù, per amarlo e adorarlo sulla terra nei nostri tabernacoli e negli ostensori eucaristici, e lassù, nei Cieli, visibile nel Cuore stesso dell’Immacolata eucaristica».
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