SPIRITUALITÀ
La presenza reale di Gesù
dal Numero 21 del 7 giugno 2026
di Padre Stefano M. Pio Manelli
La presenza reale di Gesù nel Santissimo Sacramento è verità della fede cattolica, testimoniata da molti Santi e dai numerosi miracoli eucaristici. Non c’è scusa per non credere.
La presenza reale di Gesù nei nostri tabernacoli è mistero divino. Durante la Santa Messa, nei minuti della Consacrazione, quando il sacerdote pronuncia le divine parole di Gesù: «Questo è il mio corpo [...] Questo è il calice del mio sangue» (Mt 26,26-28), il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Gesù. La sostanza del pane e del vino non c’è più perché trasformata (transustanziata) nel divin Corpo e Sangue di Gesù. Il pane e il vino conservano solo le loro apparenze (o accidenti) a esprimere la realtà del “cibo” e della “bevanda”, secondo le parole di Gesù: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda» (Gv 6,55). Sotto i veli dell’Ostia, quindi, e dentro il calice c’è la divina persona di Gesù, con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità, che si dona a chiunque lo riceve nella Santa Comunione e rimane permanentemente nelle Ostie consacrate chiuse nel tabernacolo. Le parole più strabilianti Sant’Ambrogio insegna: «Come fa il pane a diventare il corpo di Cristo? Per mezzo della Consacrazione. La Consacrazione con quali parole viene effettuata? Con le parole di Gesù. Venuto il momento di compiere il sacro mistero, il sacerdote cessa di parlare da sé, parla in persona di Gesù». Le parole della Consacrazione sono le parole più strabilianti che Dio abbia donato alla Chiesa. Hanno il potere di trasformare un po’ di pane e vino in Gesù Dio Crocifisso! Realizzano un mistero arcano di somma potenza che supera il potere dei Serafini e appartiene solo a Dio e ai Sacerdoti. Non dovremmo meravigliarci, allora, se ci sono stati santi Sacerdoti che soffrivano angosciosamente quando pronunziavano quelle divine parole. Infatti, San Giuseppe da Copertino e, più vicino a noi, San Pio da Pietrelcina apparivano visibilmente oppressi da angoscia mortale e solo stentatamente, a strappi, riuscivano a terminare le due formule della Consacrazione eucaristica. Il Padre guardiano volle chiedere a San Giuseppe da Copertino: «Come mai pronunci in modo limpido tutta la Messa e inciampi a ogni sillaba della Consacrazione?». Il Santo rispose: «Le parole santissime della Consacrazione sono sulle mie labbra come carboni ardenti; pronunciandole devo fare come chi deve ingoiare cibi bollenti». È per quelle divine parole della Consacrazione che Gesù è sui nostri altari, è nei nostri tabernacoli, è nelle candide Ostie. Ma come? «Com’è possibile – chiedeva uno studioso maomettano a un Vescovo missionario – che il pane e il vino diventino Carne e Sangue di Cristo?». Il Vescovo rispose: «Quando nascesti eri piccolo; sei cresciuto perché il corpo ha trasformato in carne e sangue il nutrimento che hai preso. Se il corpo dell’uomo è capace di trasformare in carne e sangue il pane e il vino, tanto più facilmente lo potrà Iddio». Il maomettano chiese ancora: «Com’è possibile che in un’Ostia così piccola sia presente Gesù tutto intero?». Il Vescovo rispose: «Guarda il paesaggio che hai qui davanti e pensa quanto il tuo occhio è più piccolo in confronto ad esso. Eppure nel tuo occhio così piccolo c’è l’immagine di questa campagna così vasta. Non può Dio fare in realtà, nella sua persona, quello che in figura è in noi?». Ancora, il maomettano chiese: «Com’è possibile che lo stesso corpo si trovi contemporaneamente presente in tutte le vostre chiese e in tutte le Ostie consacrate?». E il Vescovo: «A Dio nulla è impossibile e questa risposta potrebbe bastare. Ma anche la natura risponde a questa domanda. Ecco uno specchio; buttalo a terra e frantumalo: ogni frammento riporterà la stessa immagine che riproduceva lo specchio intero. Così, lo stesso e medesimo Gesù si riproduce non in figura ma in realtà, in ogni Ostia consacrata; Egli è veramente in ognuna di esse». «La mia autostrada per il Cielo!» San Carlo Acutis, morto nel 2006, a soli 15 anni, dopo essere stato colpito da una gravissima forma di leucemia incurabile, ha saputo testimoniare durante la sua breve vita la sua fede viva nella presenza reale di Gesù nel Sacramento. Queste erano le due colonne fondamentali della sua vita: l’Eucaristia e la Madonna. Innamoratissimo di Gesù, soprattutto di Gesù Eucaristia, a 14 anni ha progettato e realizzato una mostra virtuale sui miracoli eucaristici. Tra i suoi scritti e le sue note d’anima forse l’affermazione più bella è proprio questa: «L’Eucaristia? È la mia autostrada per il Cielo!». La sua vita, infatti, è stata interamente eucaristica: non solo ha amato e adorato profondamente il Corpo e il Sangue di Gesù, ma ne ha accolto in sé l’aspetto oblativo e sacrificale. Ha alimentato una grande devozione al Santissimo Sacramento dell’altare, in cui sapeva e credeva che Gesù è realmente presente accanto alle sue creature, come Dio e come l’amico più grande che esista. Partecipava alla Messa e alla Comunione tutti i giorni. Dedicava molto tempo alla preghiera silenziosa di adorazione davanti al Tabernacolo, dove sembrava rapito dall’amore. Proprio così, dal mistero eucaristico ha imparato a comprendere l’infinito amore di Gesù per ogni uomo. In particolare, si comunicava tutti i primi venerdì del mese per riparare i peccati e meritarsi il Paradiso, secondo la Grande promessa di Gesù a Santa Margherita Maria. Questa sua assidua e quotidiana abitudine ad accostarsi all’Eucaristia vivificava e rinnovava il suo ardore verso Gesù e faceva di lui un suo intimo amico. Gesù gli faceva bruciare le tappe nel suo cammino di ascesa. Mobilitato e posseduto da Gesù Eucaristico, non perdeva occasione per evangelizzare e catechizzare chi gli si avvicinava. Dopo aver ricevuto Gesù Ostia come Viatico per la Vita eterna ha lasciato questa terra offrendo, in unione a Gesù, la propria vita e tutte le sofferenze al Signore per il papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in Paradiso. Davvero l’Eucaristia è stata per lui la vera, o l’unica, autostrada per il Cielo. Santi e santuari... Sulla fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia si potrebbero ricordare tanti episodi tratti dalla vita dei Santi, se solo volessimo ricordare, ad esempio, San Francesco e Santa Chiara d’Assisi, San Pasquale Baylon e San Carlo da Sezze, San Pier Giuliano Eymard e Sant’Alfonso M. de’ Liguori, Santa Veronica Giuliani e Santa Gemma Galgani e così via... per tutta la storia della Chiesa. Si potrebbero elencare quelle grandi manifestazioni di fede e di amore che sono i Congressi eucaristici e i celebri santuari eucaristici (come Torino, Lanciano, Siena, Orvieto, San Pietro a Patierno...) che ancora oggi conservano le testimonianze vive degli episodi strepitosi accaduti a conferma della presenza reale. Specialmente il santuario di Lanciano (negli Abruzzi) è il santuario eucaristico unico al mondo e che tutto il mondo dovrebbe conoscere per scoprirvi la presenza prodigiosa di un’Ostia trasformata in carne viva e conservata così per tanti secoli. È un miracolo visibile che sbalordisce e commuove. È un fatto concreto che ci parla dell’amore di Gesù. Infatti, dalle più recenti analisi chimiche di una particella di quell’Ostia è risultato che si tratta di carne ancora viva che appartiene al cuore dell’uomo. L’Eucaristia è davvero tutta e solo cuore!
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