SPIRITUALITÀ
L'
dal Numero 20 del 31 maggio 2026
di Suor Ostia del Cuore Immacolato
La Madonna è il “Complemento della Santissima Trinità” e dunque onorare Lei è onorare la Trinità stessa che la racchiude in sé e che, a sua volta, si compiace di “stare” in Lei.
A volte la pedagogia divina utilizza delle immagini o visioni ad anime semplici e prescelte, così da spiegare concetti che semplificano e facilitano ciò che la speculazione teologica vorrebbe significare con tanti ragionamenti e argomentazioni. Un esempio famoso e decisamente impregnato di Teologia trinitaria è sicuramente la visione avuta da Santa Gertrude quando, nel giorno dell’Annunciazione, vide tre ruscelli sgorgare con impeto dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo e penetrare nel Cuore Immacolato di Maria, così da risalire poi, con lo stesso impeto, verso la loro sorgente. «Da questo flusso della Trinità scaturiva per Maria il dono di essere la più potente dopo il Padre, la più sapiente dopo il Figlio e la più amorevole dopo lo Spirito Santo. In quell’occasione la santa apprese anche che ogni qualvolta i fedeli recitano il saluto angelico, i tre ruscelli misteriosi circondano con maggiore impetuosità e abbondanza la beatissima Vergine, si precipitano nel santissimo cuore di lei, e dopo averla inondata di dolcezza ritornano in seno a Dio. Così essi rifluiscono con mirabile gaudio verso la loro sorgente, e da questo fluire si diffondono vene di gioia e di salvezza eterna su ciascuna persona degli angeli e dei santi e su quanti in terra ricordano lo stesso saluto, da cui si rinnova ogni bene in tutti coloro che sono raggiunti dalla salvifica incarnazione del Figlio di Dio». Se poi pensiamo alle parole stesse dell’Ave Maria, il richiamo è fortissimo alle parole stesse del Vangelo, al Saluto angelico che annuncia come la potenza del Padre sarebbe scesa sulla Madonna e lo Spirito Santo-Amore avrebbe compiuto in Lei il miracolo dell’Incarnazione del Verbo. Pensiamo solo al fatto che il nome di “Gesù” appare nell’Ave Maria proprio al centro della preghiera, così da farci intuire quanto l’Ave Maria sia a onore della Madonna, ma sempre incentrata e finalizzata al suo e nostro tesoro: a Gesù, l’Uomo-Dio Incarnato e “fatto Bambino” nel suo grembo per opera della Santissima e gloriosa Trinità. La pratica delle Tre Ave Maria, pratica tanto propagata dal fervente cappuccino padre Giovan Battista da Blois, vuol essere il saluto dei figli, che si congratulano con la loro Madre e anche con se stessi per i doni concessi a Maria Santissima dalla Santissima Trinità. Così anche per quanto riguarda l’Angelus e il suo “primitivo” inizio nell’essere recitato nella Chiesa, da attribuirsi a San Bonaventura, il quale introdusse tre Ave Maria, in ricordo dell’Annunciazione, al suono della campana del Vespro. E, sappiamo bene, come il Dottore Serafico avesse una grandissima devozione per la Madonna e per le meraviglie che la Santissima Trinità ha compiuto in Lei. Santa Gertrude, dopo la visione dei tre ruscelli di “grazia trinitaria”, volle sempre chiamare la Madonna “candido Giglio della sempre e tranquilla Trinità”. Anche questo particolare titolo ci fa pensare subito a quanto la Trinità si compiace di “stare” in Maria e di agire attraverso di Lei nella Chiesa e nelle singole anime. Pensando a questo titolo, e in riferimento all’insegnamento francescano di San Bonaventura, il Beato Gabriele M. Allegra, commentava: «Maria con le Tre divine Persone contrasse dei vincoli eterni, che la resero, come audacemente hanno scritto alcuni Padri: “consanguinea di Dio, triclino della Trinità, complemento della Trinità”. “Ave Filia Dei Patris, ave Mater Dei Filii, ave Sponsa Spiritus Sancti!”. Questo saluto sgorgato dal cuore di santa Gertrude con l’impeto d’una fresca polla, quando contemplò la visione del Candido Giglio, ci indica soavemente le ineffabili relazioni di Maria col Dio Uno e Trino, il Dio vivente. Salve o Candido Giglio della sempre tranquilla Trinità!”». Questo titolo, se pur da lontano, ci lascia intuire quanto la Trinità sia unita all’Immacolata e, come scrive padre Stefano M. Manelli: «Se è stata mariana la discesa della Santissima Trinità per arrivare all’uomo, non potrà non essere mariana anche la salita dell’uomo per arrivare alla Santissima Trinità, come difatti è avvenuto nell’armonia dell’insieme secondo il mirabile disegno divino». Una salita, quindi, che passa attraverso il Cuore Immacolato della Madre di Dio, in quel Cuore sempre fecondo dei tre ruscelli di grazia trinitaria che scendono e risalgono da Lei a beneficio di tutta la Chiesa. Ogni volta che recitiamo l’Ave Maria, ricordiamoci di questo altissimo mistero.
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