Ogni cristiano deve nascere dal grembo della Vergine Maria, farsi formare da Lei come Gesù, e vivere tutta la vita sotto la sua guida materna, per divenire un “alter Christus”.

La fede cattolica nasce, potremmo dire, dal grembo stesso di Maria Santissima. Fu Ella con un atto di fede a concepire, per opera dello Spirito Santo, il Verbo di Dio, Gesù Cristo. Noi pure, membra del Corpo mistico, siamo stati concepiti con Lui in Lei. Da qui, dobbiamo affermare con il mariologo padre Stefano M. Manelli che «la Spiritualità mariana è stata la matrice della vita cristiana, che è sempre vita di Cristo concepito nel grembo vergine di Maria». Gesù Cristo è il modello di ogni cristiano, come ci dimostra il nome stesso che portiamo; dunque è Lui che dobbiamo riprodurre in noi, e possiamo subito notare che con l’inizio della salvezza, avvenuto al momento dell’Incarnazione, Gesù viene formato nel grembo verginale di Maria, da Lei nasce, viene cresciuto per 30 anni nell’umile casa a Nazareth, è da Lei seguito da lontano, e alcune volte da vicino, fino al momento più terribile della Passione e Morte, ove Ella stava ai piedi della Croce di Gesù. Maria conservò però la fede e la speranza, giunte al culmine al momento della Risurrezione quando gli apparve Gesù Risorto (secondo la tradizione francescana). Ma il ruolo di Madre non è limitato a suo Figlio: prosegue per tutti i fratelli del Primogenito. Alla Pentecoste, infatti, Ella pregava insieme al gruppo degli Apostoli nel Cenacolo, quando discese lo Spirito Santo. Infine, sostenne con la sua preghiera e i suoi consigli gli stessi Apostoli nella predicazione del Vangelo, nonché i primi cristiani nella professione della fede. Con la sua Assunzione al Cielo, Ella continua il suo ruolo materno in quello di Mediatrice, distribuendo le grazie ad ogni creatura di buona volontà e intercedendo senza sosta per gli uomini presso il trono di Dio affinché si salvino.
Questo breve excursus ci mostra come la vita del cristiano, a imitazione di Gesù, è, e deve essere, accompagnata in ogni momento dalla presenza di Maria Santissima. I Padri della Chiesa hanno illustrato questo importante aspetto di radice mariana della fede cattolica fin dai primi secoli: seppur in germe, esso è stato poi via via approfondito e meglio spiegato, fino a raggiungere livelli altissimi con la Scolastica, seguiti da un periodo sempre più florido e ricco di studi teologici, di pietà, di riconoscenza e di lode, fino ai tempi d’oggi. Nel dettaglio, vediamo già con Sant’Ignazio di Antiochia († 110) descrivere Maria Santissima nel mistero della sua Maternità divina e della sua Verginità feconda e sempre intatta, onorandola di trepida venerazione. È quanto ribadiscono poi San Giustino († 163) e sant’Ireneo († 202), mettendo in evidenza a ciò l’antitesi netta tra la prima Eva peccatrice e la seconda Eva «piena di grazia» (Lc 1,28), illustrando così Maria quale “Madre” e “Maestra dell’umanità nuova”, che obbedisce al piano di Dio riconoscendosi nella sua “tapinità”. Mostrano quindi la realtà di Maria quale “causa della nostra salvezza” (secondo l’espressione testuale di Sant’Ireneo), perché come Eva portò la morte dando da mangiare il frutto proibito ad Adamo nel Paradiso terrestre, così Maria Santissima (la nuova Eva) cooperò alla nostra Redenzione e salvezza unendosi ai patimenti di Gesù, il nuovo Adamo. Questo tema richiama da vicino la verità dell’Immacolata Concezione di Maria, vista nella “Donna” della Genesi che, assieme al Figlio Redentore, schiaccia la testa di satana (Gn 3,15). «Con gli occhi appuntati su Maria, Madre di Gesù, Vergine perpetua, Immacolata, Corredentrice – continua il padre Manelli –, le prime generazioni cristiane vivevano già, in germe, la loro fede e alimentavano la loro vita spirituale venerando così Maria Santissima e iniziando su queste basi di fede mariana il cammino glorioso dell’evangelica perfezione nell’impegno della conformità a Cristo (cf Rm 8,29), imitando la vita verginale della Madonna, imitazione che andrà avanti, sempre feconda, di millennio in millennio». Arrivando nell’Alto e Basso Medioevo, si raggiungono difatti quelle altezze teologiche che esprimono Maria Santissima come massima guida illuminatrice dei contemplativi, in virtù della sua suprema contemplazione, spingendo le anime mistiche all’amore e alle esperienze soprannaturali più ineffabili, quali fra tutte la “sostituzione mistica” con Maria di Santa Veronica Giuliani. Vengono descritti i suoi ruoli di privilegi e di funzioni, di gaudi e di dolori, nell’essere Immacolata, Vergine, Madre e Assunta in cielo, e nel suo “operare” quale Corredentrice, Mediatrice, Avvocata dei peccatori e Regina. Nonostante le bufere che seguirono diversi anni più tardi con la rivoluzione di Lutero e gli errori di Giansenio, combattuti fortemente, si è continuato a comprendere sempre più i misteri mariani alla luce della Sacra Scrittura, della Tradizione e sotto l’attento sguardo del Magistero della Chiesa, che fece nascere nella pietà mariana nuovi movimenti, quali la vita mariaforme e mariana, il “contratto di alleanza” con la Madonna, e la “santa schiavitù”, mentre nella letteratura le lodi più gloriose di Sant’Alfonso M. de’ Liguori. Si giunge così al XIX e al XX secolo, con la proclamazione dei dogmi dell’Immacolata Concezione e della Assunzione al Cielo in anima e corpo di Maria Santissima, mentre la spiritualità cattolica conosce una via più elevata di vocazione alla santità, per mezzo della consacrazione illimitata all’Immacolata di San Massimiliano M. Kolbe, fiorita nel Voto mariano, nella totale espropriazione di sé per appartenere in tutto, corpo e anima, alla Cristiformatrice, la Beata Vergine Maria, per santificarsi nella maniera più veloce, più facile e sublime, divenendo “altro Cristo”.
Sull’esempio dei Santi che ci hanno preceduto, anche noi siamo chiamati ad approfondire queste verità di fede, accrescendo in noi l’amore verso la Madre di Dio, la quale vuole tutti i suoi figli salvi e uniti a Dio nella santità. Tutta la vita della Chiesa ci ha mostrato e continua a mostrare che amando Lei e imitandone gli esempi, possiamo realizzare la nostra santificazione, per la massima gloria di Dio e a salvezza delle anime. Difatti, come Gesù Cristo si è degnato discendere a noi per mezzo di Maria, così ora vuole che noi andiamo a Lui per mezzo della stessa via, ossia per mezzo di sua Madre, la quale è a ogni diritto anche Madre nostra, a noi data da Gesù sulla Croce quale testamento d’amore.