SPIRITUALITÀ
Il Mistero dei misteri: la Santissima Trinità
dal Numero 20 del 31 maggio 2026
di Fra Pio M. da Verona
L’inabitazione della Santissima Trinità è un’opera di amore che si realizza in modo speciale nell’anima in grazia, elevandola fino alla vita mistica, se questa vi rimane fedele.
Ogni domenica, e nei giorni festivi, affermiamo il nostro Credo: «Credo in Dio, Padre onnipotente... e in Gesù Cristo, suo unico Figlio... e nello Spirito Santo». Il Simbolo atanasiano va più a fondo, asserendo: «La fede Cattolica è questa: che noi veneriamo un solo Dio nella Trinità, e la Trinità nell’unità; senza confondere fra loro le persone né separarle dalla sostanza [...]. Ed in questa Trinità nessuno è primo dell’altro, nessuno è maggiore dell’altro; ma tutte le persone sono coeterne e coeguali [...]. Chi vuole esser salvo, così deve pensare della Trinità». È solamente grazie alla divina Rivelazione che l’uomo ha potuto “dare uno sguardo”, se così si può dire, all’infinito mistero che si cela dietro alla Santissima Trinità. La ragione umana con le sue sole forze ha compiuto laboriosamente l’ascesa dalle creature al Creatore, fondando la Teodicea, che afferma l’esistenza di Dio e la sua natura con le sue proprietà essenziali. È evidente che il valore di questa scienza di Dio, elaborata per analogia, non è e non può essere adeguata al suo oggetto, che trascende infinitamente in tutta la realtà. Con la divina Rivelazione, Dio si è fatto conoscere all’uomo nella sua perfettissima realtà. Il mistero della Santissima Trinità, appena adombrato nell’Antico Testamento, viene pienamente svelato nel Nuovo Testamento con una gradazione crescente dai Sinottici a San Paolo e a San Giovanni evangelista. In particolar modo, riportiamo alla mente la scena del Battesimo di Gesù dove Egli stesso si presenta come il Figlio, in cui il Padre trova le sue compiacenze e su cui lo Spirito Santo discende visibilmente sotto forma di colomba (cf Mt 3,16-17). Inoltre, Gesù Cristo prima di ascendere al Cielo comandò ai suoi Discepoli: «Andate dunque e insegnate a tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19). Ma in San Giovanni la rivelazione della Trinità è di una evidenza impressionante. Principalmente, Gesù Cristo è presentato come Verbo (logos) eterno del Padre. Il Verbo è donato e mandato dal Padre incarnandosi e abitando in mezzo a noi, pur mantenendo i legami e le relazioni intime e continue con il Padre; così anche lo Spirito Santo è dato e inviato dal Padre e dal Figlio per santificare, istruire e confermare gli Apostoli nella fede. Oltre alla solidità della Sacra Scrittura, il cristiano deve assorbire pure la Tradizione perenne della Chiesa Cattolica, confermata nel corso dei secoli dai Sommi Pontefici e teologi. Su questo mistero, il Magistero della Chiesa afferma che Dio è uno solo, ma in tre Persone uguali e distinte. Quindi, in Dio vi sono tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Le tre Persone sono infinitamente intelligenti, perché ciascuna di esse possiede tutte le perfezioni della divinità, ed è per questo che tutte e tre hanno una sola natura, quella divina, e quindi sono un solo Dio. È significativo ribadire che la Chiesa chiama il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo con il termine di “Persona”; la persona, infatti, è un essere intelligente, a sé stante. Per esempio, l’angelo è un essere intelligente sussistente, dunque è una persona; pure l’uomo, che per natura è razionale, quindi intelligente, è una persona (anima e corpo formano la persona). Ciononostante, tutte le cose create, specialmente quelle razionali, non sono che un tenue riflesso della perfezione che si trova in Dio; difatti solo Lui è l’Essere per essenza. Nella Santissima Trinità è presente una continua relazione tra le tre Persone divine: il Padre non è prodotto da nessuno e perciò Egli è la prima Persona della Santissima Trinità; il Figlio, come abbiamo summenzionato, è generato dal Padre in quanto è termine dell’azione intellettiva del Padre; lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, concretizzando il termine dell’amore che c’è tra il Padre e il Figlio. Le tre Persone divine, oltre ad avere attività immanenti, ossia ad intra (il termine dell’operazione rimane dentro lo stesso agente), hanno anche attività transeunti, ossia ad extra (il termine dell’operazione rimane al di fuori del principio operante). Una di queste azioni ad extra è l’inabitazione della Trinità in noi. Sant’Ignazio Martire chiama giustamente i cristiani portatori di Dio, e come afferma lo stesso San Paolo, lo Spirito Santo è il principale agente: «La carità di Dio è diffusa nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che a noi è stato dato» (Rm 5,5), oppure San Giovanni Crisostomo ci dice che: «Chi ha lo Spirito Santo, non solo è di Cristo, ma possiede Cristo [...]. Dov’è presente una Persona della Trinità, ivi c’è tutta la Trinità, perché essa non può dividersi, essendo assolutamente unità in sé». Le tre Persone dunque abitano ugualmente nell’anima santificata, ma l’inabitazione si attribuisce in modo speciale allo Spirito Santo, perché è opera di amore e quindi dice analogia con la processione d’amore, per cui lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio. Precisiamo che l’anima per avere questa presenza straordinaria di Dio in sé deve essere nella sua grazia, ovvero non stare in peccato mortale. Dio facendosi presente nell’anima, può accrescere questa intima unione fino ad arrivare alle vette della mistica cristiana, preludio della visione beatifica che si godrà in Paradiso. In conclusione, l’uomo di fronte a tutta questa realtà deve comprendere la sua bassezza e nullità perché la superbia è il peccato di satana e rimarrà così per tutta l’eternità. Non facciamoci ingannare dalla seducente voce: «Non morirete affatto! [...] sarete come Dio, conoscendo il bene ed il male» (cf Gn 3,4-5). Il demonio è invidioso di noi perché sa benissimo che possiamo raggiungere il gaudio eterno da lui perso per sempre e, inoltre, conoscendo chi è la Santissima Trinità, vuole allontanarci da Essa per farci ripetere il suo stesso errore. La Madonna, Madre di Dio, ci salvi e ci conduca tutti in Paradiso sotto il suo manto.
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