I FIORETTI
San Pio, gran devoto di Dio Padre
dal Numero 20 del 31 maggio 2026
Il 26 maggio 1887, alle ore 6.00, nell’antica chiesa parrocchiale di Pietrelcina, dedicata a Santa Maria degli Angeli (oggi Sant’Anna), veniva condotto al fonte battesimale il piccolo Francesco Forgione. La grazia santificante, scendendo in quell’anima benedetta come pioggia benefica, la purificava, rendendo figlio di Dio colui che nella sua vita sarebbe divenuto un riflesso purissimo della Paternità universale di Dio, generando migliaia di anime alla vita di grazia attraverso il suo instancabile ministero sacerdotale, Padre di una “clientela mondiale”, fino a poter dire di sé: «Tutto di ognuno. Ognuno può dire: Padre Pio è mio». Da quella mattina, si può dire, la Santissima Trinità cominciò ad abitare nell’anima del piccolo e innocente Francesco come in un tempio santo, ed egli iniziò a nutrire una tenera devozione verso le tre auguste Persone, in particolare nei riguardi del Padre celeste, verso il quale Padre Pio per tutta la sua lunga vita non cessò mai di avere una devozione sempre in crescita, fatta di profondo rispetto e di amore filiale. Per questo, imparò presto a recitare bene soprattutto la preghiera del Padre nostro, sempre raccolto e attento. La Teologia spirituale, infatti, insegna che Dio dimorando nell’anima le comunica la sua vita divina, ossia la genera come figlia, dandole una partecipazione alla sua natura e alla sua vita. Padre Pio, di fatto, avvertì intensamente nella sua anima questa realtà della filiazione divina e si sentiva realmente figlio di questo tenero Padre divino che gli dimostrò continuamente la sua predilezione fino a renderlo perfettamente conforme al suo dilettissimo Figlio Gesù, con l’imprimergli nella carne i segni della Passione e insignendolo della missione di “corredentore”. Nel cuore di Padre Pio, il Padre celeste occupava l’intero “centro”, e la prima persona della Trinità Santissima liberamente agiva e operava nell’anima di questo buon figlio, come egli stesso confidò a padre Agostino in una lettera del 9 febbraio 1914: «Adesso è Dio stesso quello che immediatamente agisce ed opera nel centro dell’anima senza del ministero dei sensi sia interni che esterni [...]. Quello che io valgo a dire di questo presente stato si è che la sollecitudine dell’anima non tende ad altro se non a Dio solo, sente che tutto il suo essere è concentrato e raccolto in Dio». Se il Padre celeste occupava il “centro dell’anima” di Padre Pio e gli dimostrava tanta predilezione, è ovvio che quest’ultimo trovasse il suo diletto e provasse immensa gioia nell’innalzare a questo tenero Padre, con amore filiale e confidente, continue preghiere e lodi per sé e per i suoi figli spirituali. Infatti, in una lettera del 16 novembre 1914, Padre Pio scrisse a padre Agostino queste parole molto significative: «Non cesso poi di fare dolce pressione presso il cuore del Padre celeste per la vostra e per tutte quelle anime da voi volute». E ancora il 12 maggio 1915 scrisse: «Sono estremamente allegro pel bene che tante anime hanno ricevuto dal Padre dei lumi. Una sempiterna lode ne sia al Padre celeste». L’amore di Padre Pio per il “pietoso Padre di Gesù” lo spingeva a desiderare ardentemente di essere sciolto anche dai vincoli della carne per potersi beare del suo Dio nell’unione di un perfetto e consumato amore. Infatti, nella stessa lettera a padre Agostino scrive ancora: «Oh sì, il pietoso Padre di Gesù scopra finalmente la sua presenza a chi ardentemente la ricerca, e poiché nessuno può vederla senza morirne, mi uccida pure, che mi reputerò felicissimo perché il guadagno è di molto superiore alla perdita!». Il Santo stimmatizzato, di fatto, nella sua lunga e intensa esperienza di vita interiore, credeva talmente nella bontà paterna di Dio che non tollerava nemmeno la più piccola mancanza nei suoi confronti e tantomeno poteva tollerare la bestemmia, che ogni volta sembrava davvero ferirgli a sangue il cuore. Racconta padre Marcellino IasenzaNiro – cappuccino del convento di San Giovanni Rotondo vissuto diversi anni accanto al Santo – che un giorno chiese preghiere a Padre Pio per una famiglia di Milano che attraversava un periodo molto difficile. Per questo la mamma spesso si lamentava dicendo che Dio era troppo severo con loro e non si mostrava “Padre”. Padre Pio si dimostrò estremamente dispiaciuto per l’atteggiamento di quelle persone che mettevano in dubbio l’amore paterno di Dio, il quale tutto dispone e permette per la santificazione dei propri figli, e allora esclamò: «Eh sì, adesso hanno ragione loro!», e non aggiunse altro. Nel pensare all’amore di questo Padre celeste per le sue creature Padre Pio non raramente arrivava anche a commuoversi fino alle lacrime. Un figlio spirituale, infatti, narra che un giorno, mentre passeggiava con il Santo parlando della tenerezza di Dio per le sue creature, si sentì dire: «Pensa che cos’è il Signore fino a quando stiamo sulla terra. Come Padre affettuoso tutto ci dà, se ci rivolgiamo fiduciosi a lui. Anche quando l’offendiamo e pecchiamo, ci dà il perdono; basta che noi glielo chiediamo con sentito pentimento. Ciò varrebbe anche per Giuda e per gli angeli ribelli. Pensa: se questi si pentissero, sarebbero perdonati ed il Paradiso ritornerebbe sulla terra come una volta». Il pensare a che cosa è capace di arrivare l’amore di questo Padre celeste e quanta in­­­­gratitudine, invece, Egli riceve dagli uomini faceva immensamente soffrire Padre Pio nell’intimo della sua anima e per questo voleva che i suoi numerosi figli spirituali, sparsi nel mondo intero, amassero intensamente questo “Padre affettuoso”, non stancandosi di spingerli, appunto, ad abbandonarsi con fiducia nelle sue braccia. Pietruccio, il buon cieco di San Giovanni Rotondo che per tanti anni è stato vicino a Padre Pio, testimonia che spesso il Santo gli ripeteva: «Noi non siamo capaci di nulla, dobbiamo quindi affidarci a Dio come bambini ed avere confidenza in lui. Quando non ce la facciamo dobbiamo dire: “Stendimi la mano”. Il guaio è che noi non preghiamo». È proprio così: il vero guaio è che, soprattutto oggi, l’uomo è così distratto dai suoi interessi terreni da non accorgersi più di questa divina mano paterna che lo ha plasmato fin dal grembo materno e che lo sostiene e lo sosterrà di continuo fino all’ultimo giorno della vita! di Suor M. Eucaristica Pia Lopez
Casa Mariana Editrice
Sede Legale
Via dell'Immacolata, 4
83040 Frigento (AV)
Proprietario: Associazione CME Il Settimanale di Padre Pio. Tutti i diritti sono riservati. Credits