SPIRITUALITÀ
La Regalità universale della gloriosissima Assunta
dal Numero 19 del 24 maggio 2026
di Fra Gerardo M. Pio da Osimo
È di fondamentale importanza saper argomentare le realtà della nostra santa fede, e in modo particolare quelle realtà che riguardano la Santissima Vergine, come la sua Assunzione e la sua Regalità. Con l’aiuto delle menti illuminate dei Santi che ci hanno preceduto, analizzeremo queste due realtà della nostra Regina assunta in Cielo.
Dopo novantasei anni dalla definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima, la Chiesa, per merito del Ven. Papa Pio XII, ha promulgato infallibilmente il dogma della Assunzione in anima e corpo al Cielo della Beatissima Vergine, con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus del 1° novembre 1950. Questa grandezza della Vergine Maria fu decantata nel corso dei secoli dai santi Padri della Chiesa, particolarmente in Oriente, e fu celebrata nella liturgia sacra con la festività del suo Transitus, come attestarono i pellegrini in visita a Gerusalemme dal 540 d.C. in poi. In Occidente, la festa, intitolata Depositio Sanctæ Mariæ, giunse solo nel VI secolo e fu celebrata il 18 febbraio nella Gallia, per poi giungere a Roma nel secolo successivo. Questo incremento di pietà e culto mariani in favore della Assunzione della Beata Vergine Maria, influenzò significativamente la riflessione teologica dei più grandi Dottori della Chiesa che hanno potuto così assicurare solide fondamenta teologiche a questa eccelsa gloria della Madre di Dio. Tra i tanti sostenitori di questa sublime grandezza dell’Assunta si distinsero, per devozione e dottrina, i Santi dell’Ordine Serafico che, assieme all’Assunzione corporale della Beata Vergine Maria, hanno giustamente ritenuto vero affermare anche la realtà del suo beatissimo transito prima di essere finalmente glorificata anche con il corpo, poiché questo richiedeva la sua perfetta conformazione alla vita, morte e glorificazione del suo divin Figlio. La stessa Tradizione, conservata a Gerusalemme circa il luogo dove avvenne la beata “Dormizione” di Maria Santissima su cui oggi è edificata l’omonima Basilica della Dormizione di Maria, attesta la veridicità di questa dottrina. Il ragionamento basato sulla piena conformità di Maria Santissima a Cristo è sviluppato particolarmente dal Dottore Serafico, San Bonaventura da Bagnoregio, che afferma il principio secondo il quale “se Cristo è morto anche Maria è morta”. Perciò il Santo dimostra gli argomenti fondati sulla convenienza della sua Assunzione corporale alla gloria del Paradiso, spiegando che: ora non godrebbe pienamente della beatitudine eterna se vi fosse presente soltanto con l’anima; con la presenza del suo corpo, la Madonna attua in Cielo il ritorno completo della creatura a Dio; avendo dato la carne umana a Cristo è giusto che ora Ella sia con Lui nella carne; se non vi fosse il corpo glorioso di Maria Vergine, al Paradiso mancherebbe la piena perfezione; la presenza di Maria in anima e corpo in Cielo completa la visione beatifica dei Santi. Sono argomenti molto forti che giustificano, per convenienza, una tale sublimità che poteva spettare soltanto a Colei che è stata ordinata «ab æterno» (Pr 8,23) a divenire Madre di Dio. Un’altra grande “mente” francescana, San Bernardino da Siena, non si limita soltanto a provare e giustificare questa grandezza di Maria Santissima, ma, con lo sguardo penetrante di un mistico in contemplazione, spiega come l’Assunta è stata accolta in Cielo dalla Santissima Trinità e dalla corte celeste: “Dio Padre l’accolse come sua Sposa e Madre del suo Figlio unigenito; il Figlio l’accolse come sua Madre; lo Spirito Santo riconobbe in Lei la fornace del suo amore e l’officina della sua stupenda operazione nella quale Egli ha fabbricato il corpo del Figlio di Dio e creata l’anima umana, ha unito nella Persona divina di Cristo la natura umana integra e perfetta. Dunque Maria è Sposa, Regina e Signora”. Nello splendore della gloria divina della Somma Deità, indivisibile Trinità, l’Immacolata Assunta con il suo santissimo corpo è sovraeminentemente glorificata con una nuova grandezza, che i suoi figli viatori le hanno riconosciuto e solennemente proclamato per bocca del suo primo figlio in terra, il Romano Pontefice: questa grandezza è la sua straordinaria Regalità universale. Per una brillante scelta della divina Provvidenza, lo stesso Papa che proclamò dogmaticamente la sua Assunzione in anima e corpo alla gloria del Cielo fu lo stesso a riconoscere autorevolmente la sua specialissima dignità regale e ad istituire la festa liturgica della Beata Maria Vergine Regina. Due sono le principali ragioni teologiche di questa dignità regale individuate dal Ven. Papa Pio XII nella Lettera Enciclica Ad Cæli Reginam dell’11 ottobre 1954: la sua divina Maternità, per la quale diede «la vita ad un Figlio, che nel medesimo istante del concepimento, anche come uomo, era Re e Signore di tutte le cose, per l’unione ipostatica della natura umana col Verbo»; la sua missione di Socia del Redentore, per la quale «Ella, quale nuova Eva, fu associata al Cristo, nuovo Adamo, e ai piedi della Croce, sul Calvario, all’offerta che lei fece del Figlio all’Eterno Padre, sacrificò anche i suoi diritti materni». I Santi Padri riconobbero questa grandezza della Vergine Immacolata acclamandola “Signora”, “Dominatrice”, “Regina”. Sant’Andrea di Creta la riconosce «Regina di tutti gli uomini, perché, fedele di fatto al significato del suo nome, eccettuato soltanto Dio, si trova al di sopra di tutte le cose». Secondo il linguaggio dei teologi, la Regalità della Beatissima Vergine si spiega in analogia alla Regalità di Cristo: Egli è Re sia per “diritto nativo” (è il Verbo Incarnato), sia per “diritto acquisito” (con la Redenzione); analogamente, Maria Vergine è Regina sia perché è Madre di Dio, sia per la sua cooperazione all’opera della Redenzione. Per questo motivo i Santi hanno magnificato questa grandezza di Maria Regina con le espressioni più osannanti ed esaltanti: il Dottore Apostolico, San Lorenzo da Brindisi, la definì «la più nobile e gloriosa sopra ogni estimazione; coronata di gloria e onore; principessa dei santi; Regina degli Angeli; corona di tutti i Beati; Signora del cielo; Imperatrice dell’universo; dichiarata con pubblica e solenne pompa nel cielo vera Sposa di Dio e Genitrice di Gesù Cristo, Re dei re, e sua naturale Madre». Seguendo l’esempio dei Santi e l’invito del Papa Pio XII, desideroso che «tutti più chiaramente riconoscano e con più cura onorino il clemente e materno impero della Madre di Dio», lodiamo anche noi la nostra Celeste Regina «con tutto il cuore e con la bocca» (Sir 39,35), ma specialmente con la pratica di una vita santa impegnata nella pratica eroica delle virtù cristiane e nella lotta instancabile contro il peccato, ricorrendo frequentemente alla sua potentissima mediazione e intercessione, per la quale, come scrisse San Massimiliano M. Kolbe, «è giustamente chiamata: “Onnipotenza supplice”, esercita la propria influenza su Dio stesso, sull’universo intero, è la Regina del cielo e della terra. In paradiso tutti riconoscono la sovranità del Suo amore».
Casa Mariana Editrice
Sede Legale
Via dell'Immacolata, 4
83040 Frigento (AV)
Proprietario: Associazione CME Il Settimanale di Padre Pio. Tutti i diritti sono riservati. Credits