SPIRITUALITÀ
Apparvero lingue come di fuoco
dal Numero 19 del 24 maggio 2026
di Padre Carlo della Santa Croce
Nella Sacra Scrittura troviamo tutta la verità rivelataci da Dio. Anche la discesa dello Spirito Santo è stata tante volte preannunciata da Gesù stesso prima della sua Passione e Morte.
La nascita della Chiesa coincide con il giorno della Pentecoste: non è possibile pensare alla Chiesa senza riferirsi allo Spirito di santità che agisce in essa. Sebbene già lo Spirito Santo agisse nelle anime dei giusti, propriamente la nascita della Chiesa coincide con la Pentecoste, perché da quel giorno gli Apostoli divennero perfetti grazie all’azione santificatrice dello Spirito Santo e furono confermati nella loro missione di testimoni. San Bonaventura afferma che nel giorno di Pentecoste lo Spirito Santo è disceso sugli Apostoli portando un triplice dono: la verità infallibile, una carità munifica e un’invincibile potenza. Lo Spirito Santo, essendo lo Spirito del Dio onnisciente e somma Verità, discendendo sugli Apostoli, li illuminò in modo perfetto e sublime nella loro mente, dissipando le tenebre dell’errore, cosicché con uno sguardo purissimo, il loro intelletto fu elevato alla conoscenza e alla contemplazione della Divinità. Lo Spirito Santo, essendo lo Spirito di Dio onnipresente con la sua somma Carità, discese sugli Apostoli infiammandoli con un ardente amore verso Dio e verso il prossimo bisognoso di ricevere la salvezza. Lo Spirito Santo, essendo lo Spirito del Dio onnipotente, discendendo sugli Apostoli, li fortificò nell’annuncio del Regno di Dio e nella perseveranza contro i persecutori. La Pentecoste è stata il compimento della promessa di Gesù: «Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Ed io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, affinché rimanga sempre con voi, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; voi però lo conoscerete, perché Egli dimora presso di voi e sarà con voi» (Gv 14,15-18). Dopo l’Ultima Cena, nella quale Gesù fece dono di se stesso nell’Eucaristia, il Signore promise agli Apostoli il dono dello Spirito Santo. Nel medesimo discorso il Signore, annunciando la sua Morte imminente e le persecuzioni che avrebbero dovuto patire per il suo Nome, promette nuovamente lo Spirito di verità per guidarli alla «verità tutta intera, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà» (Gv 16,13-14), ovvero, non dirà qualcosa di diverso da quanto Gesù insegnò loro, ma spiegherà quello che Gesù non poté dire perché i Discepoli in quel momento erano incapaci di portarne il peso. Il Signore infatti a quel tempo parlava loro più apertamente del Padre e di se stesso, e gli Apostoli erano convinti di credere e di capire le parole di verità che Egli diceva, ma in realtà erano ancora alquanto imperfetti, tanto che il Signore li ammonì: «Voi adesso credete? Ecco che viene l’ora, ed è venuta, che sarete dispersi ciascuno per conto suo e mi lascerete solo» (Gv 16,31-32). Effettivamente tutto si avverò: venuti i soldati con Giuda il traditore per catturare Gesù e consegnarlo alla morte, fuggirono tutti. Essi dovettero aspettare la venuta dello Spirito Santo per poter annunciare la verità della Risurrezione al sinedrio, dimostrando la Divinità del Redentore. Gli Atti degli Apostoli narrano dei prodigi compiuti dopo la Pentecoste, ecco un esempio. Dopo essere stati liberati miracolosamente dalla prigione, gli Apostoli tornarono ad istruire il popolo, ma il Sommo Sacerdote li interrogò dicendo: «Vi avevamo espressamente ordinato di non insegnare più nel nome di costui, ed ecco voi avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quell’uomo» (At 5,28). Rispose allora San Pietro insieme agli Apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo alla croce. Dio lo ha innalzato con la sua destra facendolo Capo e Salvatore, per dare a Israele la grazia della conversione e il perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a Lui» (At 5,29-32). Il Sommo Sacerdote mentiva quando accusava gli Apostoli di far ricadere sul sinedrio il Sangue di Gesù, infatti fu il sinedrio stesso ad approvare quanto il popolo disse a Pilato, «il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli» (Mt 27,25). Lo Spirito Santo era con gli Apostoli e agiva in loro, questa infatti è stata la promessa di Gesù: «Quando verrà il consolatore che Io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, Egli mi renderà testimonianza, e anche voi mi renderete testimonianza» (Gv 15,26-27),ma non era con il sinedrio, il quale in qualche modo rappresentava il mondo che «non lo vede e non lo conosce» (Gv 14,17). Lo “spirito del mondo” si oppone decisamente allo Spirito di Dio: quante anime rifiutano Dio e si appoggiano al mondo «posto tutto sotto il potere delle tenebre» (1Gv 5,19) o inciampano, come afferma Don Dolindo Ruotolo, in una «falsa devozione o perfezione, tutta soggettiva e personale [che] è in realtà sviamento, confusione e morte, [oppure] sono abituate ad andare alla scienza profana [la quale, non essendo] ancella della fede, è ladra di luce [e stabilisce] un circuito falso con la terra, [e] presumendo d’illuminare, fulmina le valvole di sicurezza del nostro intelletto, e lo getta fra le tenebre assolute». Il cristiano non ha ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio, per cui alimentiamo la fiamma del divino amore: «Eccomi, mi do a te interamente, guidami in ogni passo, illuminami con la tua luce, e vivificami col tuo amore, perché non sia più io, ma sia vivo della tua vita, splendente della tua verità, e percorrente appresso a Te il cammino che mi conduce alla gloria».
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