I FIORETTI
Un rapporto semplicemente epistolare...
dal Numero 18 del 17 maggio 2026
Margherita Tresca nacque a Barletta nel 1888, e fin da piccola ebbe una particolare affinità con la vita religiosa cappuccina; era molto legata alla chiesa dei Cappuccini e presto scelse come direttore spirituale padre Tobia da Triggiano, mentre come confessore straordinario padre Benedetto da San Marco in Lamis. Per questo motivo il germe della chiamata alla vita religiosa non tardò a manifestarsi in lei; la famiglia ostacolò continuamente questa chiamata, ma ella non cessò di pregare e attendere indicazioni dalla voce di Dio. Finalmente ai primi di gennaio del 1919, con il consenso di entrambi i suoi direttori spirituali, fuggì di casa ed entrò nel noviziato romano delle “Brigidine”, ossia nell’Ordine del Ss. Salvatore e di Santa Brigida. Le fu imposto il nome di suor Maria Benedetta di Gesù Agonizzante. Nel febbraio dello stesso anno andò a visitare quel convento padre Agostino da San Marco in Lamis (direttore spirituale di Padre Pio) per incontrare suor Pia (sorella di Padre Pio); egli stesso scrisse al Santo: «Vi andai e vidi pure Margherita. Stanno bene e sono contentissime» (Ep. I, n. 525). L’anno successivo emise i voti temporanei e tre anni dopo quelli perpetui. Fu maestra delle novizie e Superiora del monastero. Concluse la sua vita il 15 maggio 1965 – nel mese mariano per eccellenza – rimpianta da tutte le consorelle. Il rapporto che aveva con Padre Pio si pensa sia stato solo epistolare: il Santo più volte chiese a padre Benedetto la possibilità di scrivere personalmente a «quella povera anima di Barletta»(Ep. I, n. 233), ma quest’ultimo gli impose per santa obbedienza di scrivere a Margherita mandando a lui le lettere, riportando tutto ciò che avrebbe detto a lei direttamente. A questo breve, ma coinciso ordine, Padre Pio obbedì senza esitazioni. Il carteggio formatosi tra queste due anime si raggruppa in ventisette lettere (quindici di Padre Pio e dodici di Margherita Tresca) molto profonde. Noi riteniamo sia doveroso leggerle sapendo che entrambi i personaggi sperimentavano in quel periodo le terribili purificazioni della notte dello spirito. Troviamo nella lettera n. 3 di Padre Pio, contenuta nell’Epistolario III, alcune esortazioni e consolazioni verso l’anima di Margherita; il Santo sostiene luminosamente quanto segue: «La prova che attraversi è voluta direttamente da Dio, non per punirti delle tue colpe poiché furono già perdonate da lui; ma per renderti simile al suo medesimo Figliuolo. [...] O figlia di poca fede [...] non temere, tu cammini sul mare tra i venti e le onde, ma sii certa che sei con Gesù [...] Egli vuole che la nostra miseria sia il trono della sua misericordia, e le tue impotenze la sede della sua onnipotenza. Dimmi, mia brava figliuola, dove mai Dio fece consistere la fortezza di Sansone? Non la ripose Egli nei capelli di lui, la più debole parte che fosse in lui? [...] Non ti sforzare troppo a vincere le tue tentazioni, giacché questa violenza le fortificherebbe; disprezzale, non ti ci fermare, non ti ci fissare». Le parole di Padre Pio sono molto incoraggianti, non solo per Margherita, ma per chiunque le legge: chi non ha mai sperimentato nella sua vita spirituale aridità, desolazioni ed altre cose simili? Nelle poche righe che il Padre scrisse a Margherita ci viene indicato come comportarci di fronte a situazioni di questo genere poiché, sempre Padre Pio, diceva sovente ai suoi figli spirituali: «La croce o la porti o la trascini a terra». Dio vuole tutti santi, come Lui stesso lo dichiara tramite San Paolo – la volontà di Dio è la vostra santificazione (cf 1Ts 4,3) – e siccome l’opera di santificazione è opera tutta divina, compiuta da Dio per mezzo della sua Madre Santissima, noi dobbiamo conformarci solo alla volontà divina dettataci dal Decalogo, da tutto ciò che il Magistero perenne della Chiesa e la Tradizione ci hanno insegnato e attraverso i nostri superiori (datori di lavoro, genitori, insegnanti, ecc., quando questi comandano conformemente alla Legge di Dio); a tutto il resto ci pensano Dio e la Madonna. È doveroso rimarcare che le vie di Dio non sono le nostre misere vie umane, per questo San Pio non dà false speranze a Margherita, ma anzi la consola dicendole che il suo stato di sofferenza è voluto da Dio e che quindi ella non può dare maggiore gloria a Dio se non vivendo santamente e pazientemente in tale stato. Inoltre, il Santo esorta Margherita a «filare ogni giorno un poco, sia nel giorno [...], sia nella notte [...]. Ma guardati però dalla sollecitudine, giacché attorciglieresti il filo con nodi [...]; cammina sempre, benché lentamente, farai sempre del cammino» (Ep. III, n. 3). In un mondo di attivismo forsennato, San Pio ci esorta a mantenere il raccoglimento, indirizzando tutto a Dio e alla Madonna; facendo così raccoglieremo e non disperderemo (cf Mt 12,30). L’Immacolata ci insegni davvero a raccoglierci e a sopportare qualsiasi avversità per amor di Dio. Vergine Santa, ottienici l’amore per la preghiera e per la croce affinché possiamo aspirare soltanto a Dio e al Paradiso. Così sia. di Fra Pio M. da Verona
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