SPIRITUALITÀ
Il Rosario: mezzo efficace per ottenere le grazie
dal Numero 17 del 10 maggio 2026
di Mesmine Zinsou-Codja
Ogni “Ave Maria” del Santo Rosario è una rosa che intrecciamo per la corona della Beata Vergine Maria, ben consci della sua potenza che si riverserà vittoriosa sulle nostre anime e sulle nostre famiglie, se sempre ci terremo ad esso legati.
Il soggiorno dell’uomo su questa terra è un pellegrinaggio in cui egli è chiamato a guadagnare meriti attraverso la Santa Messa, le devozioni, i sacrifici e le buone opere (opere di carità) per essere ammesso un giorno in Paradiso, che è la sua vera dimora. Con il sacrificio della Santa Messa e le devozioni si ottengono le grazie spirituali e temporali necessarie a se stessi e agli altri. Tra le numerose devozioni che la Santa Chiesa ha messo a nostra disposizione, la più potente e al di sopra di tutte è quella del Santo Rosario. Papa Pio X afferma: «Dopo la Santa Messa non c’è preghiera più efficace del Santo Rosario» e molti Santi ci hanno dimostrato la veridicità di questa affermazione attraverso il loro attaccamento al Rosario su questa terra, come San Pio, San Massimiliano, San Giovanni Paolo II, Santa Teresina… Il Santo Rosario è un mezzo molto efficace per ottenere tutte le grazie di cui abbiamo bisogno perché, in primo luogo, è una corona di rose che formiamo, recitandolo, per incoronare la Vergine Maria; inoltre ad ogni Ave Maria rinnoviamo il celeste saluto dell’Angelo Gabriele. Cornelio a Lapide, celebre biblista, afferma che «quante angeliche salutazioni ripetiamo nel Rosario, altrettante mistiche rose offriamo alla Beata Vergine e con esse, come con una bella corona, la adorniamo». In secondo luogo, il Rosario è la sintesi di tutti i Vangeli perché racchiude nei suoi misteri tutte le grandi opere di Nostro Signore Gesù Cristo. San Vincenzo de’ Paoli lo definiva il «breviario dei laici» e il cardinale Schuster il «Salterio del popolo». Grazie al Santo Rosario, i bambini, fin dalla più tenera età, sanno chi è Gesù, gli analfabeti comprendono più chiaramente l’opera della Redenzione: «Nel Rosario la Madonna ci ha donato tutta se stessa. La sua vita, le sue opere, i suoi privilegi, tutta la sua grazia e i suoi meriti sono contenuti in quei quindici quadri evangelici offerti alla nostra contemplazione e dispiegati armoniosamente sul ritmo soave delle Ave Maria» (Padre Stefano Manelli). In terzo luogo è un’arma molto potente contro il demonio. Riportiamo uno dei sogni di San Giovanni Bosco riguardo al Rosario. Un grosso serpente velenoso sta per avventarsi, ma viene preso al collo dal cappio di una robusta corda. La stretta del cappio fa morire il serpente; poi la corda viene riposta in un cassetto. Quando si riapre il cassetto, si trova quella corda disposta in modo da formare le due parole Ave Maria. San Giovanni Bosco spiegò che il serpente raffigurava il demonio, il cappio l’Ave Maria, la corda il Rosario che è una continuazione di Ave Maria, con cui si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell’inferno. Da questo sogno comprendiamo come la Vergine Maria continui a schiacciare la testa orgogliosa di satana proprio come in Genesi 3,15. Anche Papa Adriano VI affermava che il Rosario è la corda che incatena i demoni. Se ci leghiamo fortemente al Rosario, saremo sempre vittoriosi contro le potenze dell’inferno, contro le nostre passioni disordinate, contro i pericoli in cui ci si può trovare, contro tutte le tentazioni. Il Santo Rosario è un mezzo di salvezza per l’anima e per il corpo. Grazie alla recita quotidiana del Rosario, la Vergine Maria ci dona la grazia di rimanere saldi nella fede cristiana, ci sostiene nel cammino verso la perfezione e ci ottiene anche la grazia della perseveranza finale. Infatti, molti paesi e regioni hanno ritrovato la pace grazie alla devozione al Santo Rosario. Con il Rosario possiamo ottenere la conversione anche dei peccatori più incalliti. San Massimiliano scriveva: «Quante corone, tante anime salve»; San Luigi Grignion di Monfort assicurava che ogni volta che andava a convertire un peccatore incallito e recitava prima il Rosario, questi si convertiva sempre e si confessava. Con il Rosario San Pio attirava molte anime al Sacramento della Confessione e riconciliava una moltitudine di anime con Dio; egli stesso rivelò che era proprio la Vergine Maria a condurre le persone per mano al suo confessionale. San Ludovico Bertrando, chiamato l’Apostolo delle Indie, con il Santo Rosario ha compiuto molti miracoli di guarigione fino a risuscitare i morti; soprattutto ha ottenuto più di 10.000 conversioni. Per quanto riguarda la famiglia, la recita quotidiana del Rosario è un mezzo per rafforzare l’amore fra i genitori e ottenere la grazia della fedeltà reciproca; attira la benedizione di Dio sui figli e mantiene un’atmosfera di gioia e di pace tra tutti, infatti non vi è mezzo più sicuro della recita quotidiana del Rosario per invocare la benedizione di Dio sulla famiglia. Papa Paolo VI raccomandava che il Rosario fosse considerato come una delle preghiere comuni più eccellenti ed efficaci che la famiglia cristiana è invitata a recitare, e ammoniva che se le famiglie vogliono vivere in pienezza la vocazione e la spiritualità propria della famiglia cristiana, devono impiegare ogni energia per eliminare tutto ciò che ostacola gli incontri in famiglia e le preghiere comuni (cf Marialis cultus, n. 54). Perché oggi assistiamo a queste tragiche scene di tradimento, brutalità e violenza all’interno delle famiglie? La verità è una sola ed è questa: la preghiera del Santo Rosario è stata eliminata dalle case. L’uomo ha voluto separarsi dalla preghiera che lo legava strettamente a Dio e Dio ha permesso che i nemici lo sopraffacessero (il demonio, la concupiscenza della carne e il mondo). Solo il Rosario ha il potere di riportare la grazia di Dio nelle famiglie divise. Un vero cristiano non dovrebbe lasciar passare un giorno senza recitare questa preghiera celeste. A coloro che dicono di non avere un momento libero, San Giovanni Bosco risponde così: «Cercate di recitare la corona, distribuita lungo tutta la giornata, una decina al mattino appena svegli, una più tardi, un’altra prima di pranzo…». «Due minuti ogni tanto, per recitare una decina, non è davvero molto! Ma è necessario recitare la corona ogni giorno come impegno d’amore quotidiano verso la Madonna», scrive Padre Stefano Manelli. Il Santo Rosario è la catena che ci rannoda a Dio, è la nostra salvezza e attraverso di esso possiamo ottenere le grazie più grandi che ci stanno a cuore perché è la preghiera della Madre di Dio e Gesù non rifiuta nulla a sua Madre. Approfittiamo di questo tesoro.
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