SPIRITUALITÀ
Calamità naturali a Fatima... un segno?
dal Numero 17 del 10 maggio 2026
di Antonio Farina
La terra di Fatima, un tempo inondata dalla grazia di una delle apparizioni mariane più importanti del mondo, viene ora devastata da tempeste, frane e alluvioni. Sarà questo forse un richiamo di Nostra Signora a riprendere il messaggio che un tempo ha voluto donarci?
A fine gennaio 2026, il Portogallo è stato investito da un’ondata di maltempo che non si ricorda a memoria d’uomo. Flagellato dalla devastante tempesta Kristin, con venti fino a 202 km/h, ci sono state 5 vittime, un blackout per oltre 850.000 persone e danni estesi. La situazione ha causato allagamenti e grande devastazione in tutta la nazione. In particolare la tempesta Kristin ha infuriato sul Portogallo continentale tra il 27 e il 29 gennaio 2026, con Landfall, l’occhio dell’uragano e centro della tempesta, che ha raggiunto la costa tra Figueira da Foz e Vila do Conde. L’IPMA (Istituto portoghese del mare e dell’atmosfera) aveva emesso varie allerte rosse per vento forte e mareggiate per diversi giorni, però la tempesta Kristin è stata seguita da ulteriori perturbazioni violentissime. L’altra in ordine di tempo battezzata come Leonardo ha mantenuto alto il rischio di alluvioni e stressato le infrastrutture per quasi un mese. Mercoledì 28 gennaio, a causa dei venti estremi, il santuario di Fatima ha subito ingenti danni al patrimonio edilizio e anche al patrimonio naturale con 500 alberi abbattuti nella regione. Oltre ai danni strutturali a Fatima, si sono verificate frane, inondazioni e interruzioni di corrente massicce. In un comunicato del santuario stesso, risulta che il danno stimato nelle aree verdi si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di euro, superando “di gran lunga l’ammontare dei danni registrati al patrimonio edilizio, calcolato in circa 200.000 euro”. Secondo il rettore del santuario, don Carlos Cabecinhas, «il rinnovamento di questo patrimonio arboreo rappresenta una sfida che richiederà decenni per essere portata a termine, con un impatto immediato sulla trasformazione dell’ambiente del santuario di Fatima così come lo conoscevamo». Ci si domanda allora: Queste calamità naturali e soprattutto la loro violenza devastante su uomini, animali e cose può essere un segno? Un segno del Cielo? La Madonna è apparsa a Fatima nel non lontano 1917 recando con sé non solo le più importanti rivelazioni del secolo XX, ma diversi “appelli” all’umanità intera. Si parla giustamente degli Appelli di Fatima. In un suo libro Apelos da Mensagem de Fatima Suor Lucia dos Santos ne riporta una ventina. La Madonna esordisce innanzitutto con un appello alla fede, un appello all’amore di Dio e all’adorazione. Poi al perdono, alla preghiera, al sacrificio, alla partecipazione all’Eucaristia. Insiste con un appello alla recita quotidiana del Rosario, alla consacrazione al suo Cuore Immacolato, a «smettere di offendere Dio» – sono queste le sue parole –, alla santificazione della famiglia e perfino un appello alla perfezione della vita cristiana... Ebbene, solo in parte questi appelli sono stati ascoltati e resi universali. Se ne lamenta proprio la Santissima Vergine come riferisce Suor Lucia nella lettera a Padre Augustin Fuentes nel maggio del 1958: «Padre, la Madonna è molto scontenta perché non si è fatto caso al Suo Messaggio del 1917. Né i buoni né i cattivi, vi hanno fatto caso. I buoni vanno per la loro strada senza preoccuparsi, e non seguono le Norme Celestiali; i cattivi nella via larga della perdizione, non tenendo in alcun conto i castighi minacciati. Creda, Padre, il Signore Iddio molto presto castigherà il mondo. Il castigo sarà materiale, e s’immagini, Padre, quante anime cadranno nell’inferno, se non si prega e non si fa penitenza. Questa è la causa della tristezza della Madonna. Padre, lo dica a tutti, che la Madonna tante volte mi ha detto: «Che molte Nazioni spariranno dalla faccia della terra. Nazioni senza Dio saranno il flagello scelto da Dio stesso per castigare l’umanità, se noi, per mezzo dell’Orazione e dei SS. Sacramenti, non otterremo la grazia della loro conversione». Lo dica, Padre, che il demonio sta attaccando la battaglia decisiva contro la Madonna, perché ciò che affligge il Cuore Immacolato di Maria e di Gesù, è la caduta delle anime Religiose e Sacerdotali. Il demonio sa che i Religiosi e i Sacerdoti, trascurando la loro eccelsa Vocazione, trascinano molte anime all’inferno. Siamo appena in tempo per trattenere il castigo del Cielo. Abbiamo a nostra disposizione due mezzi efficacissimi: l’Orazione e il Sacrificio. Il demonio fa di tutto per distrarci e toglierci il gusto della Preghiera. Ci salveremo, oppure ci danneremo. Lo ricordi, Padre, che due fatti concorsero a santificare Giacinta e Francesco: l’afflizione della Madonna, e la visione dell’inferno. La Madonna si trova come fra due spade; da una parte vede l’umanità ostinata e indifferente ai castighi minacciati; dall’altra, vede noi che calpestiamo i Santi Sacramenti e disprezziamo il castigo che si avvicina, restando increduli, sensuali e materialisti. La Madonna ha detto espressamente: «Ci avviciniamo agli ultimi giorni», e me lo ha ripetuto tre volte. Affermò prima, che il demonio ha ingaggiato la lotta decisiva, cioè finale, dalla quale usciremo vittoriosi o sconfitti: o siamo con Dio, o siamo col demonio. La seconda volta mi ha ripetuto che i rimedi ultimi dati al mondo, sono: il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. La terza volta, mi disse che «esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci offre con tremore l’ultima ancora di salvezza: La SS. Vergine in persona, Sue numerose apparizioni, Sue Lacrime, Messaggi di veggenti sparsi in tutte le parti del mondo»; e la Madonna disse ancora che «se non l’ascoltiamo e continuiamo l’offesa, non saremo più perdonati». È urgente, Padre, che ci si renda conto della terribile realtà. Non si vuole riempire le anime di paura, ma è solo urgente richiamo, perché da quando la Vergine Santissima ha dato grande efficacia al Santo Rosario, non c’è problema né materiale, né spirituale, nazionale o internazionale, che non si possa risolvere col Santo Rosario e coi nostri sacrifici. Recitato con amore e devozione, consolerà Maria, tergendo tante lacrime dal Suo Cuore Immacolato». Si osserva con amarezza che, da quando mondo è mondo, le sciagure, le guerre, le devastazioni, le pandemie e/o pestilenze, i disastri naturali, i terremoti, le carestie... sono sempre stati interpretati anche come castighi mandati da Dio perché l’uomo ritorni a Lui. «Benedetto Dio che vive in eterno il suo regno dura per tutti i secoli; Egli castiga e usa misericordia, fa scendere negli abissi della terra, fa risalire dalla grande perdizione e nulla sfugge alla sua mano» (Tb 13,2). «Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo» (Sal 38,12). Purtroppo oggi sembriamo essere distaccati, alieni, estranei a questa logica salutare e non riconosciamo più i richiami dall’Alto. Cataloghiamo numeri, stiliamo i bilanci delle vittime e dei danni materiali, facciamo statistiche, contiamo i soldi perduti, occultiamo le lacrime dei più colpiti e le distruzioni perfino... ma non sappiamo (o non vogliamo) più leggere i segni dei tempi e neanche i segni del Cielo. La Madonna ci tende la sua materna mano e “trattiene il braccio del suo divin Figlio” ma, quasi sdegnosamente, noi facciamo spallucce e tiriamo dritti per la nostra strada allontanandoci sempre più da Dio. Una strada che – ahimè – non porta lontano: «Il Signore disse a Mosè: “Riferisci agli Israeliti: Voi siete un popolo di dura cervice; se per un momento io venissi in mezzo a te, io ti sterminerei”» (Es 33,5). E noi non siamo migliori di loro.
Casa Mariana Editrice
Sede Legale
Via dell'Immacolata, 4
83040 Frigento (AV)
Proprietario: Associazione CME Il Settimanale di Padre Pio. Tutti i diritti sono riservati. Credits