SPIRITUALITÀ
«Voglio vedere il miracolo del sole!»
dal Numero 17 del 10 maggio 2026
di Francesco de’ Michelis
Un semplice e “curioso” viaggio a Fatima alla ricerca del soprannaturale diviene fonte di grazia nel silenzio e nella quiete di un miracolo che, seppur invisibile, agisce nel profondo dell’anima e la trasforma per la presenza dolcissima della Madonna.
Confesso che il mio primo viaggio a Fatima fu una curiosa ricerca del soprannaturale. Conoscevo bene la storia di Fatima: da bambino mia madre mi raccontava spesso dei tre Pastorelli, dell’Angelo, della Madonna che apparve su un elce e della richiesta della Madonna di recitare il Rosario ogni giorno, dell’inferno, del miracolo del sole… Credevo a tutto con molta semplicità. Infatti, quando si è bambini non si fanno troppi ragionamenti o problemi; si ragiona in modo semplice: Dio è Onnipotente, può fare quello che vuole e la Madonna è la Mamma Celeste ed è molto buona. Quando crebbi, cominciai a comprendere la grandezza delle apparizioni e il fatto che la Madre di Dio è discesa dal Cielo per portarci un messaggio. Contemplai il miracolo del sole e cominciai a capire che non era un evento “ordinario”, ma era proprio un miracolo. In poche parole questa era diventata il mio obiettivo: volevo vedere anch’io il miracolo del sole. Il recinto di preghiera Il primo giorno mi diressi alla Cova d’Iria, piazza riconosciuta anche dai portoghesi come “recinto di preghiera”. Non è più, come un tempo, un campo per far pascolare le pecore, ma una grandissima piazza, e io mi trovai di fronte alla magnifica basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima. Una basilica di maestosa e al tempo stesso semplice bellezza per il suo stile neobarocco, le cui pietre bianche brillano sotto i raggi del sole e i colonnati si estendono intorno alla piazza. Mi impressionò la vista di quella basilica che si ergeva sulla piazza: sembrava proprio volesse rappresentare la “Signora bianca discesa dal Cielo”, che con le braccia allargate vuole stringere a sé tutti i suoi figli. Riflettendoci, ora vedo come quei colonnati vogliano anche rappresentare i meravigliosi colonnati di Piazza San Pietro, cuore della Cristianità cattolica, indicando così la stretta unione tra il messaggio di Fatima e l’insegnamento perenne della Chiesa. All’interno della basilica ci sono 15 altari dedicati ai misteri del Rosario e, avvicinandomi all’altare principale, notai la presenza di numerosi fedeli inginocchiati nelle cappelle laterali intorno alle tombe di Suor Lucia, Santa Giacinta, e San Francesco. “Quei piccoli Santi hanno visto la Madonna – mi dicevo –, e ora stanno già in Paradiso con Lei”. Pregai affinché mi assistessero in quel pellegrinaggio nel quale io chiedevo un segno. Chiesi poi a un pellegrino dove si trovasse l’albero dove la Madonna era apparsa. «L’albero? L’albero non c’è più... I pellegrini staccarono pezzetto su pezzetto per conservarne una reliquia. Ora è rimasto solo quello» e mi indicò una piccola cappellina di vetro in piazza. «Quello è il luogo dell’apparizione». La cappellina delle apparizioni Silenzio... Quiete... Ogni persona deponeva le proprie richieste e speranze ai piedi della Madonna nel segreto della propria anima, e io mi trovai immerso in un’atmosfera di profonda preghiera. Davanti a me c’era la famosa statua in legno scolpita dall’artista José Ferreira Thedim. Tutta bianca, con le mani giunte in preghiera e il capo leggermente inclinato, riproduceva la purezza e la mitezza della Madonna. Aveva uno sguardo dolcemente materno ma anche mesto per le sofferenze per i poveri peccatori. Mi invitava ad avvicinarmi… Sentivo la presenza di Lei, della mia mamma. Hanno ragione i portoghesi a soprannominare quella piazza “recinto di preghiera”, perché guardandomi intorno, tutto era preghiera. Vedevo le teste dei pellegrini che facevano la striscia intorno alla statua della Madonna in ginocchio, (questo è anche l’unico modo per poter entrare nel recinto della cappellina e avvicinarsi alla statua). C’era chi accendeva candele, ripieno di supplica e riconoscenza verso la Regina Celeste per una grazia da chiedere o ricevuta. Alcuni stavano in preghiera nella cappellina, altri, con grande fatica (e a volte anche con qualche goccia di sangue), offrivano preghiere di sacrificio camminando in ginocchio lungo la striscia in piazza per implorare una grazia dalla Madonna. Tutta questa preghiera era avvolta da un profondo silenzio. Notai che la semplicità e la piccolezza della cappellina permetteva ai pellegrini di rimanere in intima solitudine con Maria, e io vi restai a lungo. Una voce dentro di me poi mi chiese: “Dov’è il clamore di un miracolo strepitoso?”. E risposi: “Shhh... adesso sono con Maria… ci pensiamo domani…”. Valinhos Il giorno seguente decisi di visitare Valinhos, il luogo dove la Madonna apparve il 19 agosto, essendo i Pastorelli stati impediti ad andare all’apparizione il 13 agosto alla Cova d’Iria. Per raggiungere il luogo si percorre il sentiero della Via Crucis, chiamata la “Via Sacra”. La natura che incornicia la via con i suoi ulivi lungo il percorso facilita la meditazione delle stazioni. Ogni tanto alzavo lo sguardo verso il sole nella speranza di scorgere un segno, ma i suoi raggi mi abbagliavano soltanto. Arrivai al luogo dell’apparizione dell’Angelo ai Pastorelli, la “Loca do Cabeço”. Nell’autunno del 1916 l’Angelo apparve ai bambini con un calice e un’ostia sospesi in aria, da cui cadevano gocce di sangue, insegnando loro una preghiera di adorazione e riparazione alla Santissima Trinità. Una bellissima statua bianca raffigura questa apparizione in mezzo alle rocce, circondata dalla natura. L’ambiente suscita un’atmosfera di riflessione e preghiera. Sentivo dentro di me l’impulso di prostrarmi e ripetere la preghiera insegnata dall’Angelo. Sorpreso da questo sentimento e non abituato a esternare le mie devozioni mi accertai che non ci fosse nessuno e poi in un attimo mi sono trovato prostrato a recitare la preghiera di riparazione. Provai un sentimento di indegnità e, una volta rialzatomi, continuai il percorso verso l’apparizione di Valinhos con sentimenti di pentimento. La nicchia con la statua della Madonna, che ricordava l’apparizione del 19 agosto, sembrava un angolo di Paradiso. Un luogo isolato. Entrando in contatto con questo luogo, si viene avvolti immediatamente da una pace che sa di Paradiso. Mi ritrovai di nuovo da solo con la Madonna... in contatto con il sacro. La fiaccolata La vigilia dell’apparizione del 13 maggio nella Cova d’Iria si dà inizio alla fiaccolata. È difficile trovare parole per spiegare l’emozione che uno prova dinanzi a un tale spettacolo. La piazza lunga circa 500 metri è gremita di fedeli. Nella cappellina la Madonna splende come la “Regina vestita di sole” sulla portantina decorata di rose bianche. Le luci intorno si abbassano e la piazza si riempie di lumi di candele: sembra un fiume di luci. La statua illuminata da grandi fari viene portata sull’ampia spianata del santuario. È come la luna in mezzo a migliaia di stelle. Uno spettacolo impressionante! Tutti seguono la Madonna in processione, tra canti, preghiere e pianti. Quelle candele simboleggiano la luce della fede che riusciamo a mantenere accesa su questa terra di esilio solo seguendo Maria. Lei ci protegge sotto il suo manto e, nel corso di questo pellegrinaggio terreno, ci conduce seco in Paradiso. La mia anima si riempì di commozione e una grande gioia e pace si impossessarono di me, non abbandonandomi più. Il Cielo era disceso in terra. La Madonna era in mezzo a noi. Avevo visto il mio miracolo!
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