SPIRITUALITÀ
La città nella quale il mese di maggio non finiva mai
dal Numero 16 del 3 maggio 2026
di Suor M. Massimiliana Micha?ek
A Niepokalanów, la città dell’Immacolata fondata da San Massimiliano M. Kolbe, il mese di maggio durava tutto l’anno. Un testimone ci racconterà cosa avveniva realmente tra i “folli per l’Immacolata”.
Nel mondo cattolico, il mese di maggio è tradizionalmente dedicato in modo speciale alla Vergine Maria. È conosciuto infatti come il “mese mariano”. Durante questo periodo, tutti coloro che amano la Madre celeste si sforzano di recitare il Rosario più frequentemente, fare dei piccoli sacrifici, partecipare a processioni mariane, allestire piccoli altarini domestici dedicati a Maria Santissima, offrirle fiori in segno di amore e devozione, partecipare a celebrazioni speciali nelle parrocchie e nei santuari mariani. Tutte le nazioni, le città e i paesi hanno le loro tradizioni particolari per onorare la Vergine Santissima, ma tra tutte le città del mondo non possiamo non ricordare una “città particolarissima”, dove non solo il mese di maggio, ma tutti i mesi, le settimane, i giorni, le ore e i minuti erano dedicati in modo speciale alla Madonna: la Città dell’Immacolata – Niepokalanów –, ai tempi di San Massimiliano M. Kolbe. Nel pensiero del suo Fondatore, Niepokalanów doveva essere un convento-città completamente destinato alla diffusione del culto mariano tramite i mezzi di apostolato più moderni del tempo, e i suoi abitanti, i Frati francescani, illimitatamente consacrati all’Immacolata, dovevano diventare un’altra Maria vivente, parlante e operante in questo mondo così da irradiarla ovunque e con Lei conquistare tutte le anime a Cristo. Il loro poverissimo stile di vita era sotto ogni aspetto permeato da Maria Santissima. La preghiera, il lavoro, il riposo, tutto veniva fatto per Maria, con Maria e attraverso Maria Santissima. Un ideale così forte non poteva non manifestarsi con molti segni esterni di devozione e di amore all’Immacolata. Un padre gesuita, ospite del convento nel 1931, descrive alcuni di tali segni con queste parole: «L’impressione generale? – È estremamente positiva. Me ne vado da qui profondamente edificato e incantato da ciò che accade in questo luogo. Il vero devoto della Madonna prova commozione e gioia nel vedere che la Madre Immacolata riceve qui un culto così diffuso e da ciascuna delle trecento persone che qui risiedono. Non solo si incontrano qui bellissime e grandi statue dell’Immacolata all’esterno della casa, davanti al cancello, e all’interno, davanti alla sala da pranzo, ma in ogni luogo di lavoro, in ogni stanza, e quindi in quasi cento luoghi, l’Immacolata regna in primo piano, è sempre sulle labbra dei devoti Frati. Questi si salutano e si congedano con la parola “Maria”. Anche i giovani Fratini del ginnasio si stanno abituando a salutarsi con questo Santissimo Nome. Le preghiere del mattino, del pomeriggio e della sera iniziano e finiscono con la lode della Madonna. Bisogna allora trovarsi nella cappella e ascoltare tanti religiosi pronunciare lentamente, con commozione, ad alta voce, a testa china: “Sia benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Santissima Vergine Maria, Madre di Dio”». Ovviamente, dietro la devozione esterna di ognuno si celava una ricca vita interiore basata sull’amore e sulla profonda comprensione del loro ideale: l’Immacolata. Grazie a questa “idea fissa e amore folle”, la vita degli abitanti di Niepokalanów sfiorava l’eroismo nel sacrificio e il loro lavoro quotidiano era “azione febbrile”. Lo stesso testimone scrive: «Ciò che colpisce è il lavoro intenso e instancabile svolto da tutti, senza eccezioni. Ogni minuto viene sfruttato al massimo e ogni abilità, ogni talento e ogni professione vengono impiegati al meglio. In una dozzina di uffici e officine lavorano oltre centocinquanta persone in assoluto silenzio. I giovani religiosi hanno chiesto di stampare per loro dei moniti e delle frasi dei Santi che lodano Maria e il silenzio, per esempio: “Taci, lavora e ama la Madonna!”». Ad anime così innamorate dell’Immacolata il mese di maggio era particolarmente caro, e le devozioni e i sacrifici d’amore alla loro Madre e Regina, nel corso di questo mese, aumentavano. Abbellivano le statue della Madonna e ogni sera veniva celebrata una speciale funzione con il canto delle Litanie lauretane e con una predica su temi mariani (per esempio nel 1940 ogni sera si commentava un frammento dell’atto di consacrazione all’Immacolata). Ma in questo mese ai Frati veniva richiesto soprattutto lo sforzo ascetico nella santificazione personale. San Massimiliano esortava i suoi figli a prepararsi bene a questo mese e di approfittare della speciale protezione della Madonna Mediatrice di tutte le grazie. Nella conferenza del 29 aprile 1939 diceva ai Frati: «Come prepararsi, come trascorrere questo mese? In linea di massima sappiamo bene che l’avvicinamento all’Immacolata, il renderci sempre di più e sempre più perfettamente simili a Lei è tutta la filosofia qui a Niepokalanów [...]. Ognuno di noi deve dire a se stesso: “Io voglio e devo assolutamente sradicare e gettar via quel che vi è di male in me”. È necessario che ogni giorno noi ci facciamo sempre più santi [...]. La grazia non ci verrà mai a mancare, poiché la Madre santissima di cui noi siamo figli, è sempre pronta ad aiutarci. Basta rivolgersi a Lei con fiducia [...]. Da buoni figli della Madre santissima cerchiamo di fare tutto per Lei, per amore di Lei, con l’intenzione di piacere a Lei e di renderci simili a Lei. Facciamolo sempre, tuttavia soprattutto in questo mese ciò sia un passo nel nostro avvicinamento all’Immacolata». Facciamo anche noi tesoro del consiglio del Santo polacco e in questo mese di maggio avviciniamoci all’Immacolata, cerchiamo di aumentare il nostro amore a Lei attraverso una riforma della nostra vita spirituale e un maggior impegno per la nostra santificazione. Forse anche a noi sarà concessa la grazia di poter giungere a quello stesso amore folle per la celeste Regina, e così anche per noi il mese di maggio non finirà mai più.
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