SPIRITUALITÀ
Pompei e la potenza del Santo Rosario
dal Numero 16 del 3 maggio 2026
di Angelo De Paternis
Dalla valle del fango alla gloria del santuario: Maria Santissima, la Vergine delle Vittorie, continua a operare prodigi che guariscono i corpi e trasformano le anime, indicando nel Rosario la via sicura verso Dio.
C’è un paradosso divino che attraversa la polvere di Pompei: l’idea che Dio ami servirsi proprio di ciò che il mondo disprezza per confondere chi si crede forte. Basti pensare a quella tela che nel 1875 fece il suo primo ingresso nella valle di Pompei su un umile carro di letame: era così malridotta, così logora, che perfino San Bartolo Longo provò un moto di esitazione prima di esporla. Eppure, dietro quei colori consumati dal tempo, Maria Santissima non chiedeva un posto in un museo, ma veniva a richiamare i suoi figli come una regina, porgendo loro quella “catena dolce” del Rosario capace di ancorare la terra al Cielo. Il segnale che l’ora dei miracoli fosse scoccata non arrivò con squilli di tromba, ma con la stessa prontezza di una Madre che corre verso il figlio che a lei grida. Era il 13 febbraio 1876, il primo giorno in cui l’immagine venne mostrata al popolo: a Napoli, la piccola Clorinda Lucarelli, che la scienza medica aveva ormai abbandonato a causa di crisi epilettiche devastanti, si ritrovò improvvisamente guarita, restituita alla vita. Fu il primo sigillo del fluire della grazia che da allora non avrebbe più conosciuto sosta. Qualche anno più tardi, nel 1884, accadde qualcosa che avrebbe segnato per sempre il cuore di milioni di fedeli: l’incontro tra la Vergine del Rosario e Fortuna Agrelli. La giovane, consumata da sofferenze che toglievano il fiato e priva di ogni speranza umana, ricevette molto più della salute fisica. Maria Santissima le consegnò una “chiave” spirituale, rivelandole la pratica delle Novene e chiedendo di essere invocata con il Rosario non solo per impetrare grazie, ma anche per ringraziare dopo averle ottenute. È qui che Pompei si rivela per ciò che è: una vera «clinica dell’anima», dove la guarigione del corpo è solo la porta d’ingresso per una restaurazione dell’anima ben più profonda. La grazia di Pompei non è però rimasta confinata tra le mura del santuario; si è fatta pellegrina, raggiungendo anche chi non poteva più camminare. È il caso di Angela Massafra, una giovane di Manduria (Taranto) che a soli 24 anni si trovava prigioniera del proprio letto, consumata da una paralisi che da tre anni le aveva tolto ogni forza. I medici, arresi, l’avevano ormai consegnata al silenzio della morte, tanto che Angela aveva già ricevuto l’estremo saluto dei sacramenti. Eppure, in quell’immobilità forzata, le sue dita continuavano a scorrere instancabili sui grani del Rosario. La svolta arrivò nella notte del 29 giugno 1888. Angela raccontò di aver visto una figura luminosa, una Signora vestita di un bianco purissimo che si presentò come la Vergine di Pompei. Con un gesto di una tenerezza sconvolgente, la Signora si tolse il velo e lo usò per asciugare il corpo dell’inferma, svanendo poi nel silenzio. La mattina seguente, proprio all’inizio dei Quindici Sabati del Rosario, accadde l’incredibile: quelle gambe rattrappite tornarono a muoversi. Angela si alzò, si vestì da sola e tornò alla vita tra lo stupore generale e le grida di «miracolo!» del suo medico curante. Fu un segno così dirompente che la sua storia fece il giro della nazione, finendo sulle pagine del periodico del santuario come prova vivente che Maria Santissima non si dimentica di chi soffre nel segreto delle proprie stanze. Ma il prodigio che ancora oggi splende come una stella per chi cammina nel buio resta la vita di San Bartolo Longo. Pensare che un uomo immerso nelle tenebre dello spiritismo sia stato strappato dall’abisso per diventare l’apostolo di Maria – un cammino di santità riconosciuto universalmente con la solenne canonizzazione avvenuta il 19 ottobre 2025 – dice tutto sulla forza di questa devozione. La sua elevazione agli onori degli altari da parte di Papa Leone XIV non è solo un atto formale, ma il sigillo di una verità che parla a ogni peccatore: la Madonna non attende cuori già perfetti, ma cuori disposti a lasciarsi plasmare dall’amore di Dio. Oggi, ogni ex-voto d’argento che brilla sulle pareti del santuario non è un semplice oggetto, ma il frammento di una lotta vinta nel silenzio. Sono catene spezzate, famiglie che tornano a sedersi alla stessa tavola, speranze che fioriscono dove prima c’era solo deserto. Perché a Pompei il miracolo non è un’astrazione, ma il tocco visibile di Dio che, attraverso le mani di Maria Santissima, si cala con forza nella storia dell’uomo per rimetterla finalmente sulla strada del Paradiso.
Casa Mariana Editrice
Sede Legale
Via dell'Immacolata, 4
83040 Frigento (AV)
Proprietario: Associazione CME Il Settimanale di Padre Pio. Tutti i diritti sono riservati. Credits