I FIORETTI
Padre Pio e il Rosario Oltre 5.000 Ave Maria al giorno
dal Numero 16 del 3 maggio 2026
di Roberto Allegri
Padre Pio e il Rosario erano una cosa sola. Il Rosario era la sua preghiera preferita, quella a cui era più affezionato. La recitava ogni giorno, in continuazione. Tra le dita teneva sempre la corona: la chiamava “l’arma” per combattere il demonio. «Uagliò, passatemi l’arma», diceva ai confratelli. Impossibile comprendere la profondità del legame tra Padre Pio e la preghiera mariana. Lui entrava nel Rosario, lo viveva, sentiva nell’anima e nel corpo i misteri, ne faceva un’esperienza così intima che non si può neppure immaginare. Disse una volta a un figlio spirituale: «Questa preghiera del Rosario è la sintesi della nostra fede, l’esplosione della nostra carità, il sostegno della nostra speranza». Fin da bambino, durante le visioni mistiche che aveva quotidianamente, Padre Pio vedeva la Madonna. La chiamava “Mammina” e aveva per Lei una tenerezza infinita. Per farsene un’idea basta scorrere il suo Epistolario. Vi si legge, ad esempio, in una lettera del maggio 1912: «Povera Mammina, quanto bene mi vuole. L’ho constatato di bel nuovo allo spuntare di questo bel mese. Con quanta cura mi ha ella accompagnato all’altare questa mattina. Mi è sembrato ch’ella non avesse altro a pensare se non a me solo col riempirmi il cuore tutto di santi affetti». Oppure, in un’altra lettera sempre di maggio: «Questa cara Mammina seguita a prestarmi premurosamente le sue materne cure, specialmente in questo mese. Le di lei cure verso di me toccano la ricercatezza». In queste occasioni in cui il giovane Padre Pio passava del tempo insieme a Maria, fu formato alla preghiera. Diceva infatti che era stata proprio la Madonna ad insegnargli a pregare il Rosario. Raccontò a un figlio spirituale: «Facciamo quello che abbiamo sempre fatto, quello che hanno fatto i nostri padri e ci troveremo bene. Amate la Madonna a fatela amare, recitate sempre il Rosario e bene. Satana mira sempre a distruggere questa preghiera, ma non ci riuscirà mai: è la preghiera di Colui che trionfa di tutti e su tutti. È la Madonna che ce l’ha insegnata, come Gesù ci ha insegnato il Pater noster». Quanti Rosari diceva Padre Pio in un giorno? È mai stato calcolato? Si tratta di una curiosità che spesso veniva anche a chi gli stava attorno, vedendolo costantemente immerso nella preghiera con la corona tra le dita. Padre Carmelo da Sessano, che fu superiore del convento di San Giovanni Rotondo dal 1953 al 1959, raccontò che una sera, entrando nella cella di Padre Pio mentre questi stava pregando, gli aveva chiesto quanti Rosari avesse recitato durante la giornata. «Al mio superiore devo dire la verità: trentaquattro», aveva risposto il Padre. Lo stesso disse a Cleonice Morcaldi, una delle prime figlie spirituali, spiegandole che si sarebbe riposato dopo avere recitato 180 corone. Sono numeri molto grandi. Considerando che Padre Pio recitava il Rosario intero, contemplando tutti e quindici i misteri (i misteri luminosi verranno introdotti da San Giovanni Paolo II nel 2002), si arriva ad un totale di oltre 5.000 Ave Maria e decine di ore di preghiera, in pratica giornate intere. Padre Pio trascorreva anche diciotto ore in confessionale: è incredibile pensare a come riuscisse a trovare il tempo per recitare così tante preghiere. Un giorno spiegò a padre Carmelo: «Riesco a recitare molti Rosari perché quando confesso, prima faccio dire ai penitenti i peccati e poi permetto che parlino d’altro. Allora li ascolto, ma nello stesso tempo dico il Rosario». Probabilmente faceva parte dei suoi doni carismatici il riuscire a “sdoppiarsi”: essere presente per ascoltare i figli spirituali e nello stesso tempo concentrarsi nella preghiera. Non poteva rinunciarvi, era come respirare. Disse, sempre a padre Carmelo: «Bisogna pregare. Pregare, pregare, pregare». Scrisse il 1° maggio 1912 a padre Agostino, il suo confessore: «Vorrei avere una voce così forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna». E a un figlio spirituale che gli chiese cosa avrebbe lasciato in eredità rispose: «Vi lascio il Rosario!». Sono tantissime le foto di Padre Pio che lo ritraggono con la corona in mano. Mi ha raccontato padre Guglielmo Alimonti, confratello di Padre Pio: «Era sempre raccolto in preghiera con la corona del Rosario, che scorreva continuamente fra le sue dita. Se gli chiedevo qualcosa, rimanendo sempre con la corona fra le mani, chinava amorevolmente il capo e mi ascoltava». E poi: «Bussavo alla porta della cella e lo trovavo seduto con la corona del Rosario tra le mani, con lo sguardo rivolto al quadro della Madonna ai piedi del suo letto». Teneva stretta la corona anche negli ultimi istanti di vita. «Aveva il Rosario tra le dita», mi aveva detto il dottor Giovanni Scarale che era presente alla morte del Padre. «E continuava a ripetere “Gesù e Maria, Gesù e Maria…”». Grande era anche la devozione che Padre Pio aveva per la Madonna del Rosario di Pompei. Esiste un fatto meraviglioso che lo lega a quel santuario e che è stato raccontato da padre Alberto D’Apolito, per molti anni suo confratello: «Il 19 settembre 1968 ero sulla veranda del convento, insieme a Padre Pio e ad altri religiosi». «Arrivò un signore da Napoli con un fascio di bellissime rose rosse, che offrì al Padre per il cinquantesimo anniversario delle stimmate che si sarebbe celebrato due giorni dopo. Padre Pio guardò le rose, ne prese una e la consegnò a quel signore pregandolo di portarla alla Madonna di Pompei. Il giorno dopo quell’uomo si recò a Pompei e consegnò la rosa a una suora del santuario dicendole che la mandava Padre Pio per la Madonna. La suora la infilò in un vaso con altri fiori e la mise sull’altare. II 23 settembre, appresa la notizia della morte di Padre Pio, la suora si recò in chiesa a pregare. Vedendo che i fiori davanti alla Madonna erano appassiti, fece per gettarli ma, con grande stupore, notò che la rosa di Padre Pio si era rinchiusa ed era ridiventata un bocciolo fresco e profumato. Un anno dopo, accompagnando un pellegrinaggio a Pompei, potei vedere quella rosa conservata in un astuccio di vetro, ancora fresca. Solo lo stelo era leggermente ingiallito».
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