
Padre Pio faceva la via del paese a Piana Romana anche due volte al giorno. Quando il dopo pranzo tornava per la funzione serotina, e, tutto sudato, passava davanti alla casa di Lucia Iadanza, la nonna di lei diceva: «Lucia, va’ al pozzo a prendere un po’ d’acqua per padre Pio». Egli si sedeva, riprendeva fiato e domandava notizie del babbo di Lucia, Luigi che era in America. L’acqua serviva per mettere in fresco il vino bianco in cui venivano inzuppati dei biscotti offerti a padre Pio che li gradiva, essendo tutto sudato. Poi si alzava, ringraziava: «Il Signore ve ne renda merito», metteva le mani sul capo della fanciulla: «Buona, buona come il Cuore di Gesù ti vuole» e si avviava alla chiesa per la funzione [...].
Padre Pio quando andava in campagna portava con sé sempre il “libro delle preghiere” [...]. Dopo la preghiera, durata diverse ore, si recava dalla zia Daria Scocca per rifocillarsi e altro non voleva che un po’ di formaggio e un piattello di verdura: «Mangiava tanto poco e tutti cibi leggeri; poi si sedeva davanti alla masseria».
Nelle ore buone, quando i contadini si rinfrancavano anch’essi dalle fatiche e respiravano al fresco, la presenza di padre Pio faceva loro ricordare che c’era anche un’anima da curare [...]. Gli domandavano: «Padre Pio, che ci vuole per salvarci l’anima?». E lui rispondeva: «Un Pater, Ave, Gloria detto bene e non cento che restano per la fune e poi cadono giù» [...].
Nella seconda quindicina di aprile dell’anno 1912 o 1913, quando è in piena fioritura la pianta della fava, le condizioni avverse impidocchiarono tutte le piante, arrestando il totale sviluppo del frutto con la certezza di una raccolta distrutta. Fu così che un contadino, semplice e pieno di fede pensò di chiamare Padre Pio e portarlo nella campagna e far maledire i pidocchi (detti erroneamente pulci dai contadini). Padre Pio andò, li maledisse e i pidocchi cadevano tutti a terra. Subito dopo un secondo contadino, un terzo, un quarto e altri ancora. I pidocchi cadevano tutti a terra, la crescita del frutto delle fave ripigliava il normale sviluppo ed il raccolto di tutta la zona fu salvo e abbondante.
Padre Pio dava consigli ai contadini per salvare l’anima loro; li aiutava a proteggere i raccolti dei campi, unica fonte di sostentamento e non disdegnava di insegnare a leggere e a scrivere ai contadinelli della sua zona.
Tratto da Beata te Pietrelcina,
Lino da Prata, Alessandro da Ripabottoni,
Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, pp. 208-212