I FIORETTI
Un miracolo tira l’altro...
dal Numero 11 del 15 marzo 2026
di Francesco de Sanctis
Ecco alcuni degli straordinari miracoli avvenuti per intercessione del grande San Giuseppe: sedie, scale prodigiose, verghe fiorite... Tutto questo ci dimostra che chi si affida a questo Santo non sarà mai deluso.
La verga fiorita A Napoli, nel cuore del centro storico di una città che non si può dimenticare, è custodita una preziosa reliquia che continua ad affascinare ancora oggi i pellegrini: la verga di San Giuseppe. Qual è la storia di questo “bastone” così straordinario? Secondo la narrazione dei Vangeli apocrifi, San Giuseppe fu scelto, tra i vari pretendenti, per sposare la Vergine Maria in quanto la sua verga fiorì miracolosamente: questo fu dunque un segno inequivocabile della volontà divina su quest’anima eletta. La storia del bastone di San Giuseppe si perde nel mistero: forse fu San Giuseppe d’Arimatea a portarlo in Inghilterra; arrivò in un convento dei Padri Carmelitani e poi venne trafugato. L’autenticità della preziosa reliquia fu avallata da un episodio miracoloso: durante un terribile incendio, la sola stanza in cui il bastone si trovava risultò indenne dal fuoco. La verga arrivò a Napoli nel 1712 come dono ad un celebre cantante dell’epoca e fu esposta pubblicamente, a partire dal 1714 e dopo ricognizione e autorizzazione ecclesiastica, nella casa del cantore alla Riviera di Chiaia. Il 17 gennaio del 1795 il bastone fu donato e trasferito definitivamente presso la chiesa di San Giuseppe dei Nudi a Napoli. Il giorno di Natale e il 19 marzo, festa del santo Patriarca, la verga veniva collocata nella mano sinistra di San Giuseppe, effigiato nel busto in cartapesta argentato e dorato presente nella chiesa napoletana. Alla base del busto sono tuttora visibili i “graffi” procurati dalle mani dei fedeli devoti quando veniva esposto al pubblico: i pellegrini speravano, infatti, di portare a casa un pezzo della preziosa reliquia. Ma la storia non finisce qui: anche altre città, in Italia e nel mondo, hanno l’onore di custodire le reliquie del Santo. In una cappella laterale della chiesa di Notre-Dame de Joinville, in Francia, si trova la cintura di San Giuseppe, intessuta dalla Madonna stessa. Questa fu portata dai crociati dalla Terra Santa. Ed ancora: nella chiesa di Sant’Anastasia a Roma troviamo una parte del mantello del Santo, presente già dal IV secolo, portato da San Girolamo insieme ad un frammento del velo della Vergine. La sedia miracolosa San Giuseppe, grande Patriarca e custode della Chiesa, nella storia è stato protagonista di veri e propri miracoli. Questi miracoli ci insegnano che la sua intercessione è realmente molto potente, e che chi chiede il suo aiuto non viene certamente ignorato. Nella cittadina laziale di Tuscania, nel XIX secolo, nel convento delle Clarisse di San Paolo, suor Maria Geltrude era da tempo immobilizzata a letto per un tumore maligno che le procurava dolore e gonfiore. La Suora era molto devota di San Giuseppe che pregava ogni giorno per ottenere la guarigione. La mattina dell’8 marzo del 1871, mentre le sorelle erano in cappella per la Santa Messa, la Suora vide aprire la porta della sua camera ed entrare un uomo. Meravigliata, gli chiese chi fosse, e lui, sedendosi su una delle due sedie che stavano nella stanza, rispose: «Il falegname del monastero». Il colloquio tra lei e l’occasionale ospite, peraltro dall’aspetto mite e bonario, riguardò in particolare la sua malattia. «Abbiate fiducia in Dio», disse il misterioso visitatore. Dopo la Santa Messa, la monaca infermiera ritornò nella stanza della Suora malata e vide con sorpresa che una delle due sedie era fuori posto. «Chi ha spostato la sedia?», chiese visibilmente sorpresa. «Il falegname venuto poco fa», rispose la religiosa. La portinaia, da parte sua, assicurò che non era entrato nessuno. La Madre badessa, appena sopraggiunta, vide suor Geltrude in piedi, piena di forze e raggiante. Il dolore e il gonfiore erano spariti. Percepì l’importanza soprannaturale di quanto accaduto e pensò subito ad una grazia di San Giuseppe, sempre invocato dalla malata. Si inginocchiò e pregando disse: «San Giuseppe, se siete stato veramente voi a venire questa mattina, fatemi vedere su quale sedia vi siete seduto». Miracolosamente una delle due sedie prese a muoversi sotto gli occhi di tutti i presenti. La Madre badessa, seguita da tutte le sorelle, stringendosi la sedia al cuore, ringraziò il Signore per questo dono grande e mirabile. La Suora, guarita dal tumore terminale, godette da allora di ottima salute e morì il Giovedì Santo del 1920 a 81 anni. La sedia miracolosa è visibile oggi in una teca all’interno della chiesa di San Paolo. Inoltre, ancora oggi vengono realizzate delle riproduzioni in scala di questa sedia, disponibili per tutti i fedeli che le richiedono. La sedia miracolosa è visibile oggi in una teca all’interno della chiesa di San Paolo. Inoltre, ancora oggi vengono realizzate delle riproduzioni in scala di questa sedia, disponibili per tutti i fedeli che le richiedono. La scala scientificamente impossibile San Giuseppe è protagonista anche di un altro straordinario miracolo avvenuto in New Mexico. I fatti sono i seguenti: nel 1853, le Suore di Loreto fondarono nella città di Santa Fe, negli Stati Uniti, la Scuola di Nostra Signora della Luce. Anni dopo la sua fondazione, le stesse religiose decisero di costruire una cappella dedicata alla loro patrona. Dopo aver realizzato l’opera, si resero conto di un problema insormontabile: non vi era una scala di accesso al coro. Le Suore iniziarono a chiedere consiglio a destra e a sinistra: i vari architetti consultati approdarono ad unica soluzione, cioè fabbricare una scala “portatile” per collegare il coro alla cappella. Non era però semplice realizzare il progetto, anzi diciamo che era quasi impossibile per l’esiguità di spazio a disposizione. Così le Suore si affidarono a San Giuseppe ed iniziarono una novena. L’ultimo giorno della novena si presentò al convento un falegname in cerca di lavoro, arrivando in sella ad un mulo e portando in mano la sua scatola di attrezzi. Fu subito assunto per questo lavoro considerato impossibile. L’uomo lavorò con diligenza e discrezione per circa sei mesi. Il risultato? Una splendida scala a chiocciola, un gioiello di legno. Le religiose non credevano ai loro occhi e volevano assolutamente ringraziarlo. Ma non trovarono l’uomo da nessuna parte: si era dissolto nel nulla. Lo cercarono anche per mezzo di un annuncio pubblicato sul giornale della città, ma niente da fare: il falegname era scomparso. Le Suore iniziarono a pensare che forse era San Giuseppe stesso quel misterioso falegname, considerando anche le particolari coincidenze nella costruzione di questa scala: questa è composta da trentatré gradini, gli anni di vita di Gesù. Ma il fatto più difficile da spiegare è che la scala di Santa Fe è priva di un pilastro centrale che possa sostenere i gradini e l’intera costruzione. Non avendo, dunque, alcun pilastro centrale per sostenerla, significa che tutto il peso deve gravare necessariamente sul primo gradino: cosa impossibile secondo le leggi della fisica e della statica. Ma noi forse pensiamo che San Giuseppe, sposo di Maria Santissima e padre putativo di Gesù, non sia in grado di andare oltre tutto ciò? Affidiamoci anche noi alla sua potente intercessione e saremo sicuri che questo Santo saprà... aggiustare ogni cosa nella nostra vita!
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