I FIORETTI
San Giuseppe: maestro di orazione per padre Pio
dal Numero 10 del 8 marzo 2026
Tra le grandi devozioni del santo Cappuccino stigmatizzato non poteva mancare, in prima fila, la devozione a San Giuseppe che occupa un posto d’onore in tutta la tradizione francescana. Padre Pio amava tantissimo San Giuseppe, lo considerava uomo di altissima perfezione, l’unico che fu trovato degno da Dio, tra gli uomini, di essere sposo verginale di Maria e padre putativo di Gesù. La sua posizione di capo della Sacra Famiglia lo fa entrare in un’intimità con Dio di cui tiene le veci, esegue gli ordini e interpreta la sua volontà con Maria, di cui è lo sposo, col Figlio di Dio fatto uomo che vede crescere sotto i suoi occhi, che sostenta col suo lavoro. San Bernardino da Siena, in una delle sue prediche, tesse questo bellissimo panegirico delle virtù di San Giuseppe: «Io credo che san Giuseppe sia stato purissimo nella sua verginità, profondissimo nella sua umiltà, ardentissimo nell’amore di Dio, altissimo nella contemplazione, sovranamente sollecito nella salute delle anime e, soprattutto, amoroso per la sua sposa Maria». San Giuseppe, innanzitutto, fu un uomo di preghiera e visse dimentico delle cose caduche e terrene, perché il suo cuore e la sua mente erano sempre fisse in Dio, unico oggetto del suo amore, ancor più dopo l’Incarnazione che lo rese custode del Dio fatto uomo. Per tal motivo Santa Teresa d’Avila, innamorata di San Giuseppe, ebbe a scrivere: «Chi non trova persona che gl’insegni a fare orazione, prenda per maestro questo glorioso Santo e non errerà la via». Chissà quante volte padre Pio dovette raccomandarsi al santo Patriarca perché gli fosse maestro di orazione e il Santo ne fu discepolo così diligente che quando gli fu chiesto di definire se stesso, il Padre non trovò altra espressione che questa: «Sono un povero Frate che prega». Il dialogo con Dio fu il pane quotidiano di questo Santo stigmatizzato e la preghiera lo rafforzò talmente nella volontà da fargli esercitare le più belle virtù fino all’eroicità. La sua giornata cominciava al mattino presto con le tante corone del Rosario che lo preparavano alla preghiera più alta e sublime, la Santa Messa, e continuava con la recita del breviario, l’Adorazione eucaristica e altre preghiere di pietà e devozione tra cui primeggiava sempre il santo Rosario. La sua vita si concluse pregando e invocando i dolci nomi di Gesù, Giuseppe e Maria. Padre Pio sentì fortemente il bisogno di colloquiare con Dio per poter colloquiare, poi, con i fratelli, per i quali era stato chiamato alla grande missione di padre e guida. Racconta padre Marcellino IasenzaNiro che da chierico, nei periodi di vacanza, spesso andava a San Giovanni Rotondo con i suoi confratelli per aiutare la comunità. I chierici approfittavano sempre dell’occasione per chiedere a padre Pio di confessarli e il Padre appena poteva li accontentava paternamente. Una volta uno di loro, il giorno prima della partenza, si avvicinò al Padre che ritornava dalle confessioni per chiedergli di confessarlo, ma il Padre, molto stanco, gli disse di no perché voleva pregare. Il giovane chierico rimase molto male per il rifiuto e si ritirò. Il giorno dopo, prima di partire, si recarono tutti a salutare padre Pio, il quale li accolse e li salutò con molta gioia e con la sua grande paternità li abbracciò tutti, al che il giovane chierico, ancora un po’ risentito e quasi come per rimproverarlo disse a padre Pio: «Eh, Padre, adesso ci abbracciate e baciate, ma ieri non mi avete voluto confessare». E padre Pio con una espressione molto paterna gli rispose: «Figlio mio, io devo pensare anche all’anima mia!». Padre Pio era ben cosciente che la santità può raggiungersi soltanto con la preghiera, come scriveva il Papa San Pio X, nella sua Esortazione Apostolica Harent Animo, perché preghiera e santità sono legate tra loro e l’una non può sussistere senza l’altra. di Suor M. Eucaristica Pia Lopez
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