RELIGIONE
La devozione alla Passione di Gesù in San Francesco Le “stimmate”: amore di sangue!
dal Numero 10 del 8 marzo 2026
di Padre Stefano M. Pio Manelli
L’infiammato amore del serafico San Francesco per il Crocifisso e la meditazione assidua dei suoi patimenti gli fanno ottenere una grazia singolarissima: la riproduzione in sé dei segni gloriosi della nostra Redenzione, le stimmate.
A questo punto possiamo e dobbiamo pur riflettere sull’evento che ha coronato l’intensa e appassionata vita di amore di San Francesco al Crocifisso, ossia l’evento straordinario della stimmatizzazione avvenuta sul monte della Verna il giorno 14 settembre del 1224. Le Fonti Francescane offrono un testo eccezionale sulle Sacre sante stimmate di Santo Francesco capace di illuminare, edificare e arricchire l’animo di chiunque voglia meditare santamente su queste pagine così limpide e ricche di emozioni non comuni, che richiamano in parte quelle di San Bonaventura e del Celano. Si trova in tali pagine la storia del monte Verna, quale fu rivelata a San Francesco nella sua orazione. Con la luce dall’alto, San Francesco conobbe che quel monte è legato in modo particolare alla Passione e Morte di Gesù Crocifisso. Infatti, tutte le grandi spaccature e fessure che il monte mostra in se stesso, furono dono privilegiato da Dio, poiché, «quelle fessure così meravigliose erano state fatte miracolosamente, nell’ora della Passione di Cristo quando, secondo che dice il Vangelista, le pietre si spezzarono» (FF 1906). Davvero importante questa rivelazione che può far pensare ad un piano particolare di Dio, ossia ad un collegamento fra l’evento della Crocifissione di Gesù sul Calvario e la stimmatizzazione di San Francesco sul monte Verna che porta in sé le terribili spaccature provocate appunto nell’ora della Crocifissione e Morte di Gesù sul Calvario. Lo stesso San Francesco un giorno avvertì frate Leone «che da qui a pochi dì, Iddio farà sì grandi e sì meravigliose cose su questo monte, che tutto il mondo se ne meraviglierà, poiché egli farà alcune cose nuove, che non fece mai a nessuna creatura in questo mondo» (FF 1916). Quanto, poi, a ciò che precedette la stimmatizzazione, sappiamo che San Francesco, nel suo raccoglimento mistico sublime, aveva chiesto al Signore due grazie eccelse. Così pregava lui: «O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti prego che tu mi faccia, prima che io muoia: la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che, dolce Gesù, sostenesti nell’ora della tua acerbissima passione; la seconda, ch’io senta nel cuore mio, quanto è possibile, quell’eccessivo amore del quale tu, Figliuolo di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori» (FF 1919). L’amore senza misura di Gesù per noi, il suo amore crocifisso faceva davvero ardere il cuore e l’anima di San Francesco della brama di condividere le sue stesse sofferenze, come appunto egli pregava sulla Verna chiedendo di essere fatto partecipe dell’amore e del dolore di Gesù Crocifisso: Amore per amore. E in questo modo, reso tutto ardente da questa preghiera e dalla meditazione della Passione di Gesù, San Francesco «vide venire dal cielo un serafino con sei ali risplendenti [...] che aveva in sé l’immagine d’uomo crocifisso [...]. Vedendo questo, san Francesco fu fortemente spaventato e insieme fu pieno d’allegrezza e di dolore con ammirazione. Aveva grandissima allegrezza del grazioso aspetto di Cristo [...] ma d’altra parte, vedendolo crocifisso in croce, aveva uno smisurato dolore di compassione. [...] In questa apparizione mirabile tutto il monte della Verna pareva che ardesse di fiamma splendidissima, risplendeva e illuminava tutti i monti e le valli d’intorno [...]. Sparendo questa visione mirabile […] lasciò nel cuore di San Francesco un ardore eccessivo e fiamma d’amore divino, e nella sua carne una meravigliosa immagine ed orma delle passioni di Cristo. Onde, immediatamente nelle mani e nei piedi di San Francesco cominciarono ad apparire i segnali dei chiodi, così come egli li aveva allora veduti nel corpo di Gesù Cristo Crocifisso» (FF 1919, 1920, 1921). Dopo questo evento straordinario, San Francesco, che fino ad allora era stato ardente di amore appassionato a Gesù Crocifisso con tante e tante lacrime, adesso si trova ancora più ardente di amore appassionato a Gesù Crocifisso anche con tanto e tanto sangue che fuorusciva dalle cinque stimmate sanguinanti di Gesù Crocifisso riprodotte nel suo corpo. Era il nuovo Crocifisso vivente! E per questo, non bisognerebbe mai e poi mai mettere da parte, o addirittura eliminare, quell’antica e suggestiva pia pratica detta della “Corda pia”, che, nelle comunità e chiese francescane, celebrava, almeno nei venerdì di Quaresima, il ricordo commovente delle stimmate di San Francesco: «Corda pia inflammantur / dum Francisci celebrantur / stigmatum insignia»!
Casa Mariana Editrice
Sede Legale
Via dell'Immacolata, 4
83040 Frigento (AV)
Proprietario: Associazione CME Il Settimanale di Padre Pio. Tutti i diritti sono riservati. Credits