MARIA SS.
La penitenza con lo sguardo su Maria
dal Numero 10 del 8 marzo 2026
di Mesmine Zinsou-Codja
Vivere la Quaresima insieme alla Madonna è quanto mai vantaggioso. Infatti Ella col suo esempio ci è di sprone ad essere generosi nel fare quelle piccole rinunce o “fioretti” indispensabili per vivere bene questo tempo particolare, e procurare così la salvezza nostra e quella di tante altre anime.
Il Tempo di Quaresima è un periodo che ci prepara al mistero della Passione e Morte di Gesù attraverso il digiuno e la penitenza. La Santa Chiesa, come una madre premurosa, ha stabilito questi quaranta giorni per ricordarci a quale prezzo Cristo ci ha redenti con il suo prezioso Sangue in unione con la Vergine Maria e per stimolare in noi, in un modo o nell’altro, il bisogno di fare sacrifici per riparare ai nostri peccati, perché, come ha detto Gesù nel Vangelo, “la via che porta al cielo è stretta e solo pochi la percorrono”. La Chiesa ci presenta sempre come unico modello la Beata Vergine Maria, perché da quando ha detto il suo “Fiat” all’Annunciazione, non ha mai smesso di collaborare attivamente, attraverso le sue azioni, le sue sofferenze, i suoi dolori, le sue lacrime, all’opera della Redenzione, come nuova Eva accanto al nuovo Adamo, per farci diventare figli di Dio. Ella ha voluto imitare in tutto suo Figlio facendo anche Lei i quaranta giorni di digiuno che ha fatto Gesù; tutte le veglie notturne di Gesù le ha fatte per amore di Dio; tutto ciò per acquistare meriti per noi, dato che non aveva bisogno di acquistarli per se stessa a causa della sua pienezza di grazia: «Anche Maria come Gesù “digiunando, vegliando, pregando e molte altre cose simili praticando o desiderando compierle all’interno, per amor di Dio, acquistò meriti” [Beato Giovanni Duns Scoto]. Naturalmente questi non erano per sé, poiché era al sommo grado di santità, ma per gli altri». La Ven. Maria d’Agreda nella Mistica città di Dio afferma inoltre: «Essendo stata compagna fedele e partecipe del tormento e del digiuno [di Gesù], era opportuno e ragionevole che la Vergine fosse tale pure nella consolazione [ossia la vittoria che Gesù ha avuto su satana nel deserto]». Questo tempo penitenziale ci invita maggiormente a collaborare per la salvezza delle anime, seguendo l’esempio della Madonna, nostra Corredentrice. “Penitenza, penitenza”, ha ripetuto la Vergine a Lourdes e a Fatima; questa Quaresima non è forse il momento adatto e opportuno per rispondere a questa chiamata? Ma considerando la situazione critica del Cristianesimo nel mondo di oggi – dove il benessere ha preso il sopravvento e difficilmente ci si decide ad andare a Messa la domenica per soddisfare al precetto “Ricordati di santificare le feste” –, l’esempio della vita di penitenza di Santa Veronica Giuliani, di San Giovanni della Croce e di molti altri Santi sembra per tanti essere di scandalo, essere follia, e nessuno, forse, si sentirebbe di imitarli. Ma Dio non ci chiede penitenze straordinarie; ci chiede piccoli sacrifici di rinuncia ai nostri piaceri, cioè per esempio rinunciare a guardare la televisione per tutto il Tempo della Quaresima, fare il sacrificio di non mangiare piatti succulenti, ecc. Nel libro Un cammino sotto lo sguardo di Maria, suor Lucia di Fatima scrive: «Ecco ora la penitenza che Dio chiede: il sacrificio che ciascuno deve imporsi per condurre una vita di giustizia nell’osservanza della sua Legge, ed Egli desidera che questo cammino sia chiaramente conosciuto dalle anime, perché molti, attribuendo al termine penitenza un significato di grande austerità, non sentendosi né le forze né la generosità per farlo, si abbandonano a una vita di tiepidezza e di peccato». Quale grande vantaggio e merito riceveremo se considereremo l’esempio della vita della Vergine Maria per fare penitenza. Lei è nostra Madre e nessuna mamma, vedendo il proprio figlio in difficoltà o timoroso di percorrere una strada sconosciuta, non si affretta a incoraggiarlo e a tendergli la mano. Rinunciare a indossare gioielli e abiti eleganti per tutto il Tempo di Quaresima in ricordo della vita povera che la Vergine Maria ha vissuto a Nazareth e a Betlemme; unire il sacrificio dei nostri lavori, a volte faticosi e impegnativi, a tutti i lavori manuali compiuti sulla terra da Lei, con l’intenzione di cooperare all’opera della Redenzione, sarebbe una grazia per noi e per il prossimo e ci renderebbe più generosi nel fare sacrifici. A volte alcuni sacrifici che ci costano tanto sono il fare bene e con amore il nostro dovere, ciascuno nel suo campo di lavoro; sopportare una parola provocante; sopportare i disagi o malesseri con serenità pensando ai dolori della Madonna. Solo così facendo possiamo assicurarci la salvezza eterna perché la devozione alla Madonna è una via sicura per il Cielo. Come dice Sant’Agostino: «Dio che ci ha creato senza di noi non vuole salvarci senza di noi», e per questo ci ha dato la Madonna. In sintesi, ogni cristiano cattolico, seguendo l’esempio di Maria Santissima, è chiamato a unirsi attraverso la preghiera e la penitenza al Sacrificio di Cristo, non solo per la propria salvezza eterna, ma anche per salvare il prossimo, poiché a ogni anima Dio ha affidato molte altre anime da condurre in Paradiso. Ricordiamo le parole della Vergine a Fatima: «Molte anime vanno all’inferno perché nessuno prega e si sacrifica per loro».
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