PADRE PIO
La terziaria Mary Pyle alla scuola di padre Pio
dal Numero 6 del 8 febbraio 2026
di Fra Pio M. da Verona
Stabilitasi a San Giovanni Rotondo, l’americana Mary Pyle intraprende un cammino spirituale vigoroso, sotto la guida del suo santo direttore. Ella diventa anche la benefattrice di Pietrelcina, rendendo questa terra ancora più bella per la sua presenza.
Incontrare padre Pio, trovare in lui il perfetto direttore spirituale e decidere di stabilirsi per sempre sulla montagna impervia e (a quel tempo) isolata di San Giovanni Rotondo, presso l’antico convento con annessa la chiesetta della Madonna delle Grazie, fu una cosa sola per Mary Pyle. La sua nuova routine era: alzarsi alla mattina presto per assistere alla Santa Messa di padre Pio, il quale la celebrava verso le ore 7:00. Mary, oltre a partecipare alle preghiere e alle catechesi che padre Pio dava ad un piccolo gruppetto di pie donne, si mise a disposizione per insegnare religione ai bambini e, come attestano le testimonianze, insegnava con precisione e chiarezza di concetti. Non contenta di essere cristiana praticante, desiderava ascendere sulla via della perfezione attraverso la vita religiosa e perciò chiese a padre Pio il permesso di entrare in qualche Istituto religioso francescano, ma il Padre rigidamente gli rispose: «Il convento non è per te! Iscriviti al Terz’Ordine Francescano». Così Mary presentò subito la domanda al Superiore dei Cappuccini e il 24 agosto 1924 fu rivestita dell’“abito della penitenza” dallo stesso padre Pio e un anno dopo fece la sua santa professione nelle mani del medesimo Superiore, ricevendo il nome di sorella Pia. Da quel momento, Mary cambiò ancora di più la sua vita, vivendo una vita evangelica da vera figlia di San Francesco. Alcune testimonianze ci descrivono in modo particolare il suo cambiamento nel vestire: quando era giovane ci teneva molto al vestito lussuoso che fosse all’altezza della sua condizione sociale, spinta particolarmente da sua madre, ma quando incontrò padre Pio, si spogliò di tutto per distaccarsi effettivamente dalle vanità di questo mondo. Le era rimasto solo un orologio, ovviamente per contare le ore, ma padre Pio al solo vederlo gli disse: «Anche l’orologio d’oro con i brillanti, eh?!». Mary non se lo fece dire un’altra volta e, uscita dalla chiesetta, si tolse di dosso l’orologio e con una pietra lo ridusse in mille pezzi, poi ne raccolse i frantumi e li presentò al Santo. La terziaria americana fu una benefattrice nota anche a Pietrelcina. Siccome durante la seconda Guerra mondiale (1939-1944), per disposizioni della polizia fu internata a Pietrelcina, alcuni pietrelcinesi chiesero a Mary se poteva far costruire un convento nel loro paese per i Padri Cappuccini. Mary accolse subito la richiesta ma sempre mettendo al primo posto la volontà di Dio, ossia chiedendo il parere del suo padre spirituale. Padre Pio, schietto com’era e senza giri di parole, gli rispose: «Sì e fa’ presto e che sia dedicato alla Sacra Famiglia». Durante il suo internamento a Pietrelcina, Mary alloggiò nella casa della famiglia Forgione, la famiglia di padre Pio. La giornata iniziava con la Santa Messa ogni mattina seguita dalla recita dell’Ufficio divino. Rientrata in casa, passava qualche ora nella lettura di libri spirituali o nel suonare l’armonio. Dopo pranzo usciva di casa per la passeggiatina, anche con la neve, fino a raggiungere la chiesetta, ove seguiva la funzione vespertina, recitando le quindici poste del Rosario (a quel tempo non esistevano ancora i misteri luminosi). Tutto questo accadeva sotto i frequenti bombardamenti. Un giorno accadde un fatto molto rilevante. Mary, per raggiungere la chiesa, doveva ogni mattina attraversare un campo, al buio, siccome la Messa veniva celebrata al mattino presto. Una mattina, quando stava ritornando dalla Santa Messa, un giovane soldato tedesco venne fuori all’improvviso da un’area boscosa che circondava il campo. Con grande stupore del soldato, Mary rispose in fluente tedesco, tanto che il giovane abbassò il fucile e si fece accompagnare fino alla fattoria dei Forgione, dove gli fu dato abbondantemente da mangiare e da bere. Finalmente, Mary concluse il suo internamento a Pietrelcina il giorno 3 ottobre 1943, quando arrivarono i soldati americani per mettere in sicurezza il paese. Mary era felicissima perché sapeva di poter tornare a San Giovanni Rotondo per incontrare il suo caro santo padre spirituale. In questo periodo padre Pio stava compiendo la grande opera da lui voluta, Casa Sollievo della Sofferenza; Mary voleva dare il suo contributo su questo grande progetto, ma alla risposta inaspettata del Padre: «Tu hai la tua opera a Pietrelcina: pensa a quella», ella obbedì ciecamente, concentrandosi nel portare a termine la “sua opera”. Difatti, Mary tornò per un attimo in America per prelevare dalla sua “Società Familiare” i fondi necessari al completamento dell’opera, cosicché nel 1948 il sogno divenne realtà con l’apertura del convento-seminario destinato ad ospitare fanciulli aspiranti alla vita religiosa cappuccina. San Pio aveva già previsto tutto molti anni prima, quando risiedeva a Pietrelcina per la malferma salute: durante una passeggiata con l’arciprete di Pietrelcina don Salvatore Pannullo, padre Pio, fermatosi all’improvviso e con lo sguardo rivolto verso il luogo di costruzione del futuro convento, dichiarò di sentire “odore d’incenso e canti di angeli”. Mary iniziò il tramonto della sua vita dal 1964, venendo colpita da un malore improvviso che porterà fino al giorno della sua morte. Il giorno 26 aprile 1968, Adelia Mary Pyle si spense serenamente all’età di 80 anni, ricoverata nel caro ospedale di padre Pio, ricevendo tutti i sacramenti per una santa morte. Fu così che la vita di questa fedele discepola realizzò a pieno il pensiero di padre Pio, il quale una volta parlando di lei ad un amico Sacerdote così asserì: «La terra è tanto più bella per la sua presenza».
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