ATTUALITÀ
Perché bruciano le chiese?
dal Numero 4 del 25 gennaio 2026
di Matteo D’Amico
L’incendio di una basilica di ampio valore storico e spirituale ad Amsterdam, una città che in passato risplendeva per la sua cattolicità, non può lasciare indifferenti. È un richiamo a non rinunciare a una professione integrale della nostra fede.
La notte di Capodanno è bruciata ad Amsterdam la “Vondelkerk”, la chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù, una delle prime chiese al mondo dedicata a questa devozione. Era stata progettata dal famoso architetto Pierre Cuypers (1827-1921) intorno al 1870 e completata nel 1880. Cuypers abitava nei pressi del cantiere e aveva dedicato una cura particolare a questa basilica neogotica. Cuypers stesso, nato ad Anversa, era di religione cattolica e progetterà e costruirà in tutta la sua carriera qualcosa come un centinaio di chiese. La costruzione della “Vondelkerk” fu resa possibile anche grazie a una grande lotteria nazionale a cui parteciparono figure di spicco dell’epoca, tra cui la regina Sofia di Württemberg e papa Pio IX, che donarono oggetti di valore per raccogliere i fondi necessari al completamento dell’opera. L’edificio si distingueva per l’uso magistrale dei materiali e per le innovazioni tecniche, come l’impiego di strutture in acciaio per sostenere la torre, una scelta moderna per il periodo. All’interno, la chiesa presentava una ricchezza cromatica unica, con pilastri in mattoni rossi e volte decorate con toni gialli, verdi e bianchi. Tra gli elementi artistici più significativi vi erano le vetrate istoriate raffiguranti i quattro Evangelisti e uno scudo centrale che offriva una rappresentazione simbolica di Gerusalemme. Nel corso della sua storia, la “Vondelkerk” ha vissuto diverse fasi: dopo essere stata chiusa al culto nel 1977 a causa di problemi strutturali e minacciata di demolizione, era stata salvata da una fondazione nel 1980 e successivamente restaurata sotto la guida dell’architetto André van Stigt. Da allora, l’edificio era diventato uno spazio polifunzionale utilizzato per uffici, concerti ed eventi culturali, gestito dall’organizzazione “Stadsherstel Amsterdam”. è importante notare che era stata chiusa al culto nel 1977, dodici anni dopo la fine del Concilio Vaticano II e sette anni dopo l’introduzione della Messa di Paolo VI. Il post-Concilio forse in nessun paese ebbe esiti disastrosi come in Olanda: il mondo cattolico si avviò a una rapidissima secolarizzazione, con il crollo della frequenza alla Messa, il crollo delle vocazioni religiose, la vendita di centinaia di chiese ormai vuote, spessissimo divenute moschee. Mentre prima del Concilio l’Olanda era uno dei paesi con più missionari in rapporto alla popolazione, dopo il Concilio la Chiesa cattolica olandese si contrasse paurosamente complice anche il famigerato “catechismo olandese” postconciliare, che in molti punti tradiva la legge naturale e apriva le porte alla dissoluzione dei costumi. Da notare che le autorità, anche romane, sanzionarono molto blandamente questo eretico catechismo. L’incendio del 31 dicembre è divampato con una tale rapidità e violenza da poter tranquillamente far pensare a un’origine dolosa, anche perché la chiesa era costruita in mattoni pieni e acciaio, con muri molto spessi e solo un innesco molto ben studiato da professionisti poteva ottenere l’effetto distruttivo che si è visto. Del resto negli ultimi anni non si contano più le chiese bruciate in Europa, ma soprattutto in Francia, dove ne sono bruciate quasi 3000; l’incendio di Notre-Dame, sicuramente doloso, è solo il caso più famoso. Perché bruciano le chiese? Chi le brucia? Manca una risposta univoca e sicura, stante che gli autori dei roghi per lo più rimangono sconosciuti. Si possono avanzare ipotesi: islamici radicalizzati (magari abilmente manovrati e indirizzati dai Servizi)? La Massoneria? Gruppi satanisti? Anticlericali legati ai tanti movimenti di sinistra? Neopagani? Ebrei (Amsterdam è una città storicamente con una forte e influente comunità ebraica, che da qui gestisce il commercio mondiale dei diamanti)? Un canale Telegram dava qualche giorno fa la notizia che, quanto all’incendio di Amsterdam, si sarebbe trattato di immigrati islamici provenienti dalla Francia: tuttavia si tratta di notizie non sempre facili da verificare. Va anche notato che nel calendario esoterico la notte del 31 dicembre è molto importante e segna un momento rituale di purificazione, vedendo nel fuoco e nel colore rosso i suoi simboli privilegiati (e nell’incendio di Amsterdam non è mancato né il fuoco né il colore rosso delle fiamme...). Forse vi sono circoli di potere mondialisti che mirano, con questi gesti altamente simbolici e di risonanza mondiale, a dare un messaggio in codice: l’età cristiana è finita e sta per scatenarsi un incendio che distruggerà il vecchio mondo, per far sorgere una New Age. Da cristiani commentiamo dicendo invece: «In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il suo sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente”» (Mt 5,13). O i cattolici tornano prontamente alla professione integrale e pienamente ortodossa della fede, o la persecuzione non potrà che aumentare e incrudelire sempre di più.
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