MARIA SS.
Le virtù di Maria Triplice fedeltà immutabile
dal Numero 4 del 25 gennaio 2026
di Fra Paolo M. Pio da Ancona
Modello di altissima fedeltà, Maria Santissima con il suo esempio ci sprona a imitarla in questa virtù così importante nell’adempimento dei nostri doveri verso Dio come verso il prossimo.
Fedeltà verginale La virtù della fedeltà è stabilità dell’amore, è perseveranza, si riferisce a un rapporto che dura nel tempo. Maria Santissima amò anzitutto Dio, e lo amò con Cuore integro e indiviso, verginale e ardente di carità; la sua anima magnificava sempre il Signore, la sua mente era sempre raccolta in Dio. In quanto Immacolata Concezione, fin dal primo istante del suo concepimento era già tutta di Dio. Alla tenera età di 3 anni fu presentata al Tempio ove si consacrò a Dio con voto di verginità. La sua fedeltà a Dio fu tutta verginale e, inoltre, come scrive il mariologo padre Alessandro M. Apollonio, fu anche «partecipazione all’amore immutabile di Dio»: nessun dubbio o incertezza sfiorò l’anima di Maria. Con il dogma della Verginità perpetua, la Chiesa ha definito la verità di fede secondo cui Maria Santissima concepì Gesù per opera dello Spirito Santo, rimanendo illibata prima, durante e dopo il parto. Il «non conosco uomo» (Lc 1,34) detto dalla Santa Vergine all’Angelo voleva esprimere la sua volontà di rimanere fedele alla verginità promessa a Dio. Rimase turbata perché nella sua umiltà non pensava di essere proprio Lei l’eletta Madre del Messia, e con quelle parole intendeva esprimere la sua volontà di rimanere fedele al voto. Il Beato Giovanni Duns Scoto afferma che era un voto assoluto, per cui avrebbe rifiutato ogni maternità, se al tempo stesso non fosse stata anche verginale. La fedeltà verginale della Madonna è un modello per chi ha abbracciato lo stato di vita religioso, per i consacrati a Dio che intendono vivere la virtù della verginità in questo mondo perverso, dimentico di Dio e delle «cose di lassù» (Col 3,1), aspirando ai beni celesti per la massima gloria di Dio e la salvezza di tutte le anime. «O verginità! Corona che mai appassisce, santuario dello Spirito Santo, pietra preziosa, quanti pochi la sanno trovare!» (Sant’Atanasio). Fedeltà sponsale La sponsalità di Maria non contraddice la sua verginità. Nella sua verginità, e in quanto Sposa fedele dello Spirito Santo, divenne feconda del Verbo eterno che fu generato in Lei. L’azione dello Spirito Santo le ispirò il voto di verginità e generò il Figlio di Dio in Lei. Santa Maria Maddalena de’ Pazzi afferma che «la verginità consacrata rende sposa di Dio». Lo sposo umano scelto da Dio quale custode della verginità di Maria fu San Giuseppe: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù» (Mt 1,20-21). Il matrimonio fra San Giuseppe e Maria Santissima fu un vero matrimonio. San Giovanni Paolo II nell’Esortazione apostolica Redemptoris Custos afferma che «in tale matrimonio non mancò nessuno dei requisiti che lo costituiscono: in quei genitori di Cristo si sono realizzati tutti i beni delle nozze: la prole, la fedeltà, il sacramento. Conosciamo la prole, che è lo stesso Signore Gesù; la fedeltà, perché non c’è nessun adulterio; il sacramento, perché non c’è nessun divorzio. Analizzando la natura del matrimonio, sia sant’Agostino che san Tommaso la collocano costantemente nell’indivisibile unione degli animi, nell’unione dei cuori, nel consenso, elementi che in quel matrimonio si sono manifestati in modo esemplare». La fedeltà materna della Vergine è modello per gli sposi, che devono impegnarsi a vivere il matrimonio secondo Dio, nella fedeltà reciproca e nella sana educazione dei propri figli, sempre esposti al rischio di corruzione spirituale e morale. Fedeltà materna Con il suo “Fiat”, Maria Santissima confermò la sua fedeltà a Dio accettando la missione affidatale: la Maternità divina, acconsentendo all’Incarnazione nel proprio seno del Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo; la Maternità verginale, rimanendo vergine prima, durante e dopo il parto; la Maternità corredentiva, per la cooperazione alla Redenzione del genere umano operata in unione – sebbene in ruolo subordinato – con il Figlio Redentore; la Maternità spirituale-universale, per cui Ella è diventata Madre di Cristo, “Capo” del Corpo mistico, che è la Chiesa, generando spiritualmente ogni suo figlio nel Figlio, e sublimando questa missione nelle atroci sofferenze del Calvario. San Pier Giuliano Eymard delinea le missioni della madre di famiglia; tra queste, in merito alla “missione di sofferenza”, scrive: «Il titolo di madre è frutto della sofferenza. Così ha voluto il Signore. Nell’ordine soprannaturale il titolo di madre non si acquista che sul Calvario, accanto a Maria, la Madre di tutti gli uomini». Dando uno sguardo al mondo contemporaneo, affermiamo che la fedeltà si oppone alla mentalità “fluida” che si appoggia sulle sabbie mobili dell’instabilità e del relativismo, degli attacchi contro la vita e la famiglia, della frantumazione dei valori morali e la diffusione di false dottrine: è la grande rivoluzione che il demonio con i suoi satelliti ha imbandito contro Dio, Maria Santissima, la Chiesa e i suoi figli. Nella fedeltà che dobbiamo a Dio, immutabile ed eterno, e alla Beata Vergine Maria, seguiamo l’esortazione di San Luigi M. Grignion da Montfort: «Maria è potente: nessuno può rapirle quanto è stato posto fra le sue mani. Mettiamo noi stessi nelle sue mani. Ella ci difenderà e ci farà vincere tutti i nemici. Maria è fedele, [...] è per eccellenza la Vergine fedele a Dio ed agli uomini; ha custodito con la fedeltà quanto Dio le ha dato, ed ancora oggi custodisce con cura particolare coloro che si sono posti sotto la sua protezione e tutela».
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