Padre Pio rivela al suo padre spirituale la prima esperienza della sua mistica stimmatizzazione: lo sgomento riempie la sua anima. In questa lettera egli manifesta anche il suo amore ardente, pur nella sofferenza, e la sua totale adesione alla volontà di Dio.

Cominciano a manifestarsi dei fenomeni mistici particolari in San Pio, e in questa lettera, datata 8 settembre, festa della Natività di Maria Santissima, egli ne fa accenno per la prima volta al suo Padre spirituale. Avrebbe voluto parlargliene prima, ma la vergogna glielo aveva impedito. Il Signore ormai lo stava elevando alle altezze più sublimi della mistica, ossia alla piena e perfetta conformità al divin Crocifisso, con il dono delle stimmate. Possiamo immaginare lo sconvolgimento dell’anima del Santo cappuccino, al primo apparire di quel “po’ di rosso” in mezzo alle palme delle mani, e come abbia avuto bisogno di una parola di luce dal suo direttore spirituale (Ep I, n. 44).
Pietrelcina, 8 settembre 1911
J.M.J.F.
Caro padre,
[...]. Ieri sera poi mi è successo una cosa che io non so né spiegare e né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore.
Questo fenomeno è quasi da un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva. Non s’inquieti però se adesso per la prima volta glielo dico; perché mi sono fatto vincere sempre da quella maledetta vergogna. [...] Solo le dico che i battiti del cuore, allorché mi trovo con Gesù sacramentato, sono molto forti. Sembrami alle volte che voglia proprio uscirsene dal petto.
All’altare alle volte mi sento talmente un accendimento per tutta la persona, che non posso descriverglielo. [...]. Si figuri poi se è mio desiderio di ritornarmene in convento. Il maggiore dei sacrifici che ho fatto al Signore è stato appunto di non aver potuto vivere in convento. Però non credo mai che ella vorrà assolutamente che io debba proprio morire. In casa è vero che ho sofferto e sto soffrendo, ma non mi sono mai reso impotente in adempire al mio ufficio, il che non è stato mai possibile in convento. Se si trattasse di soffrire solo, benissimo. Ma l’essere di peso e di fastidio agli altri senza altro risultato se non quello della morte non saprei che rispondere.
[...]. Consideri che sono più morto che vivo e poi faccia come crede, che sono disposto a fare qualunque sacrificio se trattasi di obbedienza. [...] In attesa di ricevere le sue notizie le chieggo la sua benedizione.
Il suo
fra Pio
La vita religiosa di San Pio è stata una vita contrassegnata dal dolore, dal suo nascere al suo entrare in convento e fino alla sua morte. È nel dolore, infatti, che si riconosce l’amore. In questo scritto il giovane cappuccino, di soli 24 anni, riesce, dopo ripetuta ripugnanza, a informare il suo direttore spirituale riguardo il nuovo fenomeno che si sta manifestando nelle sue mani e nei suoi piedi: la stimmatizzazione, inizialmente invisibile e, il 20 settembre 1918, visibile. Comincia così il lungo Calvario, durato cinquant’anni, che lo porterà alla crocifissione completa e generosa per la salvezza delle anime. Ma questo non sembra preoccupare San Pio. Ciò che gli preme svelare al Padre spirituale, è quel fuoco che tutto lo brucia quando si trova dinanzi al Santissimo Sacramento. Un bel modello da imitare nell’amare Gesù presente nella Santissima Eucaristia. Con quanta tiepidezza ci si accosta alla Santa Comunione! Per non parlare di chi la riceve in peccato mortale o con indifferenza assoluta. Padre Pio ci insegna, invece, non solo il massimo rispetto dovuto al Santissimo Sacramento, ma il grande amore che deve bruciare anche nei nostri cuori. Nell’Eucaristia, infatti, si trova il culmine e la fonte di ogni grazia, Gesù, presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, il quale vuole donarsi a noi in totalità d’amore.
Possiamo notare come il Santo, invece di compiangersi e lamentarsi per questi segni rossi comparsi sul palmo delle sue mani, e preoccuparsi per un tale fenomeno, concentra più la sua attenzione su quel fuoco che brucia tutta la sua persona. Ciò che conta, in effetti, dinanzi a Dio è l’amore che gli manifestiamo, non tanto i doni con cui Egli stesso può arricchire alcune anime privilegiate.