RISPOSTA AI LETTORI
Un’espressione che non mi convince
dal Numero 20 del 17 maggio 2020

Spettabile Redazione, sono abbonata al Settimanale di Padre Pio e ho pensato di scrivervi per avere un parere su una questione teologica. Frequento un gruppo di catechesi per adulti e, nell’ultimo incontro, la signora che guida le riflessioni (peraltro bravissima), ha letto un documento della Chiesa sul dogma dell’Immacolata concezione che terminava affermando che “Maria è la prima redenta”. Questa frase non mi convince. Potreste chiarirmi le idee? Essendo senza peccato originale, da cosa doveva essere redenta? La suddetta signora ci ha anche detto che Giovanni Paolo II riteneva che la Madonna non si fosse addormentata ma avesse voluto morire per partecipare alla sofferenza del figlio Gesù. Anche questo concetto non l’avevo mai sentito. È vero oppure no? Ringrazio sentitamente per la vostra risposta e invio molti cordiali saluti. (Anna R.)

Cara Anna, la frase “Maria è la prima redenta” è oggi molto usata ma, come nel suo caso, suscita delle perplessità, perché farebbe capire che Maria sia stata redenta allo stesso modo come tutti noi. Invece, per essere più precisi, Maria è l’unica persona umana ad essere “pre-redenta”, ossia ad essere stata redenta prima di contrarre il peccato originale. E allora, si chiede, redenta da cosa? Redenta dalla possibilità di contrarre il peccato originale. Infatti, in quanto persona umana, avrebbe dovuto contrarlo; ma non in quanto predestinata sin dall’eternità ad essere la Madre del Redentore e con Lui, Corredentrice del genere umano: i meriti della Redenzione di Cristo le sono stati applicati anticipatamente, escludendola dall’universale propagazione del peccato. Perciò, la frase “Maria è la prima redenta” è vera solo nel senso della redenzione “preservativa”; non è vera nel senso della redenzione liberativa (quella comune a tutti noi). Ma, poiché Maria è l’unica pre-redenta, l’aggettivo “prima” non ha il significato di esser “prima inter pares” (prima tra altri ugualmente redenti), ma di avere un primato di eccellenza su tutti gli altri: più che “prima redenta”, allora, con il beato Pio IX, bisognerebbe dire “sublimiori modo redenta” (“redenta in modo più sublime”, Ineffabilis Deus, 8.12.1854).

Riguardo alla seconda questione, Giovanni Paolo II ha dedicato una catechesi del mercoledì (1997) al mistero della morte di Maria, avviando a conclusione un lungo dibattito teologico che dura da quasi un secolo. Egli dice in sostanza che, pur essendo immune da ogni peccato e, per sé, anche dalla morte (che del peccato è “lo stipendio”), Maria, essendo partecipe delle sofferenze redentrici di Cristo (Corredentrice), ha sperimentato come Lui la morte, come conseguenza dei peccati altrui, che hanno trafitto il suo Cuore con la spada del dolore (cf. Lc 2). Tuttavia, la morte di Maria (distacco della sua anima dal corpo), è avvenuta come in una estasi di amore, dunque con modalità molto più sublimi rispetto alla nostra morte e, per questo, in Oriente, si chiama “Dormizione” (“Koimesis”, in greco). Il suo corpo, in ogni modo, rimase incorrotto e, dopo poco tempo (tre giorni secondo una antica tradizione), fu risuscitato da Cristo, e assunto nella Gloria di Dio, dove siede Regina dell’universo, accanto al Re, il suo Figlio Gesù.

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