RISPOSTA AI LETTORI
Pregare il Rosario. Quale metodo?
dal Numero 43 del 11 novembre 2018

Salve, vorrei rivolgere una domanda riguardante il Santo Rosario, questa preghiera meravigliosa che amo molto. Durante la recita delle Ave Maria rievoco mentalmente il passo biblico corrispondente al mistero e questo mi facilita molto la meditazione. Tutto questo, però, mi porta a non prestare attenzione alle parole dell’Ave Maria. È corretto questo modo di recitare il Rosario o sarebbe opportuno pensare all’Ave dando, per così dire, uno “sguardo d’insieme” al mistero? Ringrazio anticipatamente per la risposta. (Michelangelo G.)

Caro Michelangelo, alla sua domanda rispondiamo che dove nulla è distinto, nulla è eccettuato. Poiché la recita del Rosario è raccomandata dalla Chiesa, senza distinguere in che modo deve essere recitato, sono validi tutti i modi compatibili con la preghiera cristiana in generale. Il suo metodo è senz’altro valido, e non deve aver scrupolo per la mancata attenzione alle singole parole dell’Ave Maria. Il fine della preghiera del Santo Rosario non è l’attenzione alle singole parole, e nemmeno la pura contemplazione intellettuale dei misteri, ma è l’atto di amore verso la Santissima Vergine Maria, nei confronti del quale le parole e gli stessi misteri, sono semplici mezzi, da usare con libertà di spirito, in vista del fine.