RISPOSTA AI LETTORI
Cosa pensare dell’uso distorto della Sacra Scrittura?
dal Numero 11 del 18 marzo 2018

[...] So che il sacrilegio è un peccato che consiste nella profanazione di cose o persone consacrate a Dio. Ora, se la Sacra Scrittura è ispirata e se essa viene da Dio per un fine ben preciso, quello della santificazione dell’uomo, anche l’uso distorto o improprio della Scrittura può essere considerato un sacrilegio. Si possono considerare sacrileghi coloro che volontariamente hanno distorto il senso della Scrittura, a partire dai pensatori gnostici, Marcione, Valentino ed altri, fino ai vari Wicliff, Hus, Lutero, Calvino, Zwingli, di epoca moderna? (Davide G.)

In effetti essendo una cosa santa, la Sacra Scrittura, parte integrante della Liturgia che rende il vero culto di offerta e ringraziamento a Dio, non può e non deve essere profanata, cioè distorta e portata anche fuori da ambiti che non sono più strettamente religiosi, come gli show televisivi, oppure le rappresentazioni artistiche come quelle dei cantanti moderni che tutto hanno in mente fuorché di rendere culto a Dio. Il n. 2120 del Catechismo della Chiesa Cattolica recita così: «Il sacrilegio consiste nel profanare o nel trattare indegnamente i Sacramenti e le altre azioni liturgiche, come pure le persone, gli oggetti e i luoghi consacrati a Dio. Il sacrilegio è un peccato grave soprattutto quando è commesso contro l’Eucaristia, poiché, in questo sacramento, ci è reso presente sostanzialmente il Corpo stesso di Cristo».
In questo monito del Catechismo chiaramente è presente la Sacra Scrittura che non si può usare o interpretare a proprio modo, quasi a giustificare il proprio atteggiamento sbagliato. Un uso improprio della Scrittura fu fatto dal demonio quando ardì tentare Gesù Cristo (cf. Mt. 4,5-8).
Anche le più grandi eresie nate all’interno della Chiesa si fondarono tutte sulla Sacra Scrittura, o meglio su una interpretazione errata di essa.
Scrive il Dottore della Chiesa cappuccino, san Lorenzo da Brindisi, sul sacrilegio della manomissione delle Scritture: «Gli eretici si servono delle Scritture ma per corromperle, come dice l’Apostolo Pietro: “Per la loro perdizione”(2Pt 3,16). Si servono delle Scritture ma falsificandole. Da ciò Paolo ai Corinzi dice: “Non siamo come la maggior parte di quelli che falsificano la Parola di Dio” (2Cor 2,17), e più avanti: “Abbiamo rifiutato le dissimulazioni vergognose, non comportandoci con astuzia, né falsificando la parola di Dio” (2Cor 4,2)... citerò da Tertulliano, nelle sue Prescrizioni contro gli eretici, che quello che fu loro presentato fu insegnato diversamente da loro stessi; la Sacra Scrittura in vari modi è stata falsificata, e vi si trova alterazione dell’insegnamento: “Una cosa – dice – è manomettere la Scrittura, un’altra è cambiarne il senso” [De Praescriptione, 8, cap. 38: PL 2, 52]. E per ciò che riguarda la manomissione fornisce tre modi coi quali gli eretici corrompono la Scrittura e cioè la soppressione, l’aggiunta e la trasposizione. Alcuni mutilano la Scrittura sopprimendo alcune parti di essa ed estromettendole dal sacro canone; altri aggiungono qualcosa alle Scritture, altri separano in modo vario le parole e in modo stravagante mettono i segni di punteggiatura» (Hypotyposis Lutheranhismi, vol. II, sez. I, disc. I, VIII-IX). Da ciò si comprende quanto sia importante stare al costante e retto insegnamento della Chiesa sulle Scritture per non cadere nel peccato di sacrilegio, servendosi delle Scritture, sia pur involontariamente, per finalità diverse da quelle per cui il Signore ce le ha date...