RISPOSTA AI LETTORI
Decidere per la cremazione...
dal Numero 21 del 28 maggio 2017

Mia nonna era una persona pia, con i suoi difetti senza dubbio, ma aveva fede e pregava ogni giorno. Credeva sicuramente alla risurrezione del corpo, sebbene non glielo abbia mai chiesto. Comunque, molto prima di morire (io l’ho saputo solo dopo la sua morte) ha espresso la sua volontà di essere cremata, solamente qualora nel cimitero non vi fosse stato posto accanto alla bara di suo marito, perché desiderava esservi sepolta accanto. E di fatto, non essendovi stato posto nel cimitero, l’hanno fatta cremare. So che di recente la Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato un documento con il quale la Chiesa rende lecita la Cremazione ma solo a particolari condizioni. Considerando quello che dice questo documento, questo di voler essere sepolta vicino al marito, può essere un desiderio lecito per richiedere la cremazione?
Giulia T.

La Chiesa prevede la cremazione anche perché è entrata nel costume dei Paesi moderni per un semplice fatto di convenienza non per motivi religiosi. La persona stessa sa se la sua decisione di essere cremata è contro Cristo, contro la sua Fede oppure no.
Certamente ci sono motivi di convenienza. Si risparmia sul loculo al cimitero e anche sul trasporto della salma. Però la mentalità corrente, molto pragmatista, sembra indurre i credenti ad abbracciare tutti i suoi princìpi ad uno ad uno senza riflettere. Si è cominciato con la cremazione che fa risparmiare spazio e soldi ai cimiteri, poi si è continuato con l’aborto che evita rischi e problemi economici alle donne e alla società; si andrà ancora oltre con l’eutanasia che limiterà i problemi della previdenza sociale con l’eliminare i più deboli ed anziani. Tutto in nome del risparmio e della limitazione delle spese a fondo perduto!
Purtroppo rischiamo di ragionare così anche noi credenti. Benché infatti la cremazione non sia un male in se stessa può diventarlo se figlia di quella mentalità economicista e pragmatista che considera come unico orizzonte vero ed eterno quello temporale.
Come ci dice santa Teresa le cose del mondo sono solo un gioco, mentre la realtà è nascosta dietro di esse: la realtà della Vita eterna, dell’unico ed insindacabile giudizio di Dio: «L’anima, intendendo che tutte le cose del mondo non sono che un gioco, sembra che d’improvviso s’innalzi sopra tutte e se ne vada, simile a colui che per sottrarsi ai colpi di un nemico si rifugia in una fortezza. Infatti i sensi si ritirano dalle cose esteriori e le disprezzano; gli occhi si chiudono spontaneamente per non vedere più nulla, mentre lo sguardo dell’anima si acuisce di più» (Santa Teresa d’Avila, Cammino di Perfezione, 28, 6).
Non penso che sua nonna abbia avuto intenzione di offendere Dio manifestando il suo desiderio, né di essersi scordata di avere un corpo che è destinato alla Risurrezione della carne e a vivere per l’eternità. Avrà pensato senz’altro di fare un favore ai suoi parenti per evitare le spese della sua inumazione al cimitero, o forse è stata animata da un pio desiderio di essere sepolta vicino al marito al quale ha dedicato tutta la sua vita. Penso non si possa dubitare delle buone intenzioni della nonna.
Questo è quello che dice il Catechismo circa la cremazione per edificare la nostra coscienza: «La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi (cf. Codice di Diritto Canonico, 1176)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2301).