RISPOSTA AI LETTORI
Messe feriali lampo...
dal Numero 9 del 5 marzo 2017

Salve, mi chiamo Anna, ho 27 anni e sono iscritta all’Adorazione perpetua che si tiene nella cattedrale della mia città. In questi ultimi anni, grazie anche ad alcune belle pubblicazioni, sto scoprendo sempre più il tesoro nascosto dell’Eucaristia. Il mio proposito e impegno, oltre al turno di adorazione settimanale, è quello di partecipare alla Santa Messa quotidiana. Però nella Messa feriale della mia parrocchia il tempo della celebrazione non supera i venti minuti. Spesso torno a casa un po’ disgustata e con l’amaro in bocca dato che sembra si corra per celebrare la Messa entro il tempo stabilito e non si concede neanche un po’ di tempo per il ringraziamento dopo la celebrazione perché il parroco ha fretta di chiudere la Chiesa. Penso che un po’ più di grazia e di dedizione a Nostro Signore presente nell’Eucaristia potrebbe favorire una fede un po’ più profonda nei fedeli. Che fare?
Anna G.

Purtroppo le Messe feriali, spesso per esigenze di orario o perché ci sono molti altri impegni in Parrocchia che magari avvengono proprio il pomeriggio, prima o dopo la celebrazione della Messa feriale, costringono il Sacerdote, che magari è solo e non ha vicari che lo aiutano, a programmare anche l’orario della Messa e a rispettarne frettolosamente i limiti. Certo questo non fa un buon servizio ai fedeli che magari vengono per ricrearsi un po’ lo spirito ed incontrare sinceramente Nostro Signore. Ma senza una adeguata preparazione ed un buon ringraziamento è difficile godere interiormente i frutti della Santa Messa, specie se celebrata in velocità e senza tener conto dei tempi previsti di silenzio e di rispetto del mistero che viene celebrato sull’altare.
Lei, signora, potrebbe suggerire al suo Parroco almeno di far dire il Santo Rosario prima della Messa, come già si usa fare in tante chiese, e magari lasciare qualche minuto in più aperta la chiesa dopo la Messa, così chi vuole può ancora intrattenersi con Gesù appena ricevuto e ancora dimorante nel cuore dei fedeli.
Non c’è una norma rigida su questo punto ma anche il nuovo Messale di Paolo VI (1970), riporta le preghiere di preparazione e di ringraziamento prima e dopo la Santa Messa (pp. 1048-1051), scritte persino in lingua latina, quindi si immagina ad uso del Sacerdote, che però certamente anche i fedeli, debitamente istruiti, possono lecitamente usare. Sono le antiche preghiere della Tradizione cristiana, scritte da Santi come san Tommaso d’Aquino, sant’Ambrogio ed alcuni Sommi Pontefici, per penetrare sempre più e sempre meglio il grande e meraviglioso mistero della Santa Messa: Gesù vivo e presente in mezzo a noi.