RISPOSTA AI LETTORI
Onniscienza di Dio e libertà dell’uomo
dal Numero 9 del 5 marzo 2017

Gentile Redazione, volevo chiedere aiuto per una questione di fede. Sono nata e cresciuta in un ambiente cristiano, e ho sempre cercato di fare miei gli insegnamenti ricevuti, insomma ci tengo a Gesù e al Vangelo, nonostante la difficoltà di vivere controcorrente in questa nostra società così contraddittoria. Frequento il secondo anno di Liceo classico e spesso mi trovo in posizioni di disaccordo con dei miei professori. Sono infastidita soprattutto dal modo di fare di una mia professoressa, che non perde mai occasione per sbandierare a tutti noi studenti il suo ateismo e, in genere, il suo cavallo di battaglia è sempre lo stesso: dice che chi crede in Dio sostiene di essere libero ma non lo è, perché se Dio è onnisciente, cioè conosce già tutti gli eventi umani futuri in modo infallibile, all’uomo non resta che compierli, senza nessuna libertà. Anche se è molto difficile poter prendere la parola se si è contro qualche sua opinione, io vorrei provare a farlo. Mi potreste aiutare sugli argomenti da portare?
Carolina P.

Cara Carolina, quello dell’incompatibilità tra la libertà umana e la prescienza di Dio è un argomento molto sfruttato da quanti cercano di dare una spiegazione razionale al loro ateismo. In realtà, se la professoressa avrà la bontà di ascoltare, la risposta è più semplice e immediata di quanto non sembri, perché questa incompatibilità è solo apparente.
Per fede noi sappiamo che Dio esiste, che è infallibile, che è onnisciente, dunque che conosce tutto senza mai sbagliarsi. Ne dobbiamo trarre la conclusione che Egli conosca anche se una certa anima si salverà in Paradiso o si dannerà all’inferno. Egli sa pure se una determinata persona commetterà o meno un delitto. Così sarà per ogni azione, per ogni desiderio, per ogni pur piccolo pensiero di qualunque uomo. Questa è una verità indubitabile, di fronte alla quale alcune persone si scandalizzano, pensando che il fatto stesso che Dio conosca in anticipo gli eventi futuri, varrebbe a determinarli. Siccome però essi stessi sperimentano nei fatti la loro libertà di fare o non fare una cosa, prendere una decisione o un’altra, ne concludono che non esiste alcun Dio onnisciente.
L’inganno sta proprio in quell’“in anticipo”. L’uomo infatti ragiona con un “prima” e un “dopo”, avverbi di tempo che riguardano solo l’uomo e il creato che vivono nel tempo, con un passato, presente e futuro. Dio onnisciente sa certamente tutto, ma non lo sa “prima” che accada (o se è vero ciò, lo è solo rispetto al nostro presente). Dio è fuori dalla condizione temporale, e quindi è sbagliato dire che Dio vede “prima” quello che accadrà “dopo”; Egli sa e basta. Egli non vede prima, vede e basta, perché dinanzi a Lui non sussistono né il passato né il presente né il futuro, ma tutta la successione sia pure immensa del tempo con un atto d’intuizione omogeneo alla Sua semplice Natura.
Allora, l’obiezione: “Dio sa prima ciò che accadrà dopo, dunque l’uomo non è libero di scegliere” è mal posta e viene a cadere, perché “prima” e “dopo” non si possono dire di Dio, ma solo di noi uomini e del creato intero. La libertà dell’uomo è salvaguardata perché il fatto che Dio conosca tutto in modo perfetto, non pregiudica in nessun modo la libertà di ciascuno di noi nel decidere di fare una cosa o non farla, scegliere una cosa piuttosto che un’altra e sperimentare questa libertà.