RECENSIONI
Le Conferenze di San Massimiliano M. Kolbe
dal Numero 33 del 28 agosto 2016
di Suor M. Assunta Wachala, FI

Casa Mariana Editrice, Frigento 2014, 654 pp.

La vita dei santi costituisce un mistero, contiene in sé un mistero, è la realizzazione del Mistero. Possiamo dire che i santi non muoiono mai. Anche se i loro occhi si chiudono, anche se le loro labbra tacciono, continuano a vivere tra noi. Vivono in eterno presso Dio, certo, ma sono anche per noi esempi di una vita impassibile, immortale. Vivono negli esempi che ci hanno lasciato, negli scritti, negli insegnamenti e nelle opere. In una parola vivono nello “spirito” che trasmettono. È possibile, doveroso e oltremodo opportuno approfondire questo spirito, conoscerlo sempre meglio, comprenderlo per poi viverlo, facendo nostri gli ideali e le aspirazioni di cui essi vivevano.
Padre Stefano M. Manelli, per molti versi il prosecutore del carisma kolbiano con la fondazione della Famiglia dei Francescani dell’Immacolata, alcuni anni orsono in una lettera augurale così si esprimeva: «La vita di san Massimiliano e i suoi esempi [...], i suoi scritti e i suoi insegnamenti, sono una miniera d’oro per il nostro cammino e lavoro di santificazione».
Nelle miniere, si sa, più si scava più si estrae materiale prezioso. In questa miniera d’oro è venuto ad aggiungersi – in lingua italiana – la scoperta di un nuovo filone, ovvero questo volume delle Conferenze, che raccoglie le lezioni domenicali, i discorsi, le omelie ed anche alcuni brevi pensieri del Santo polacco, da lui rivolti in gran parte ai frati delle comunità religiose di Niepokalanów e di Mugenzai no Sono quando, tra gli anni 1927-1941, vi svolse la carica di superiore.
Le Conferenze di san Massimiliano M. Kolbe sono state pubblicate per la prima volta in Polonia dall’editrice dei padri Francescani Conventuali di Niepokalanów nel 1976 e recentemente ristampate nel 2009. Fatta eccezione per alcuni stralci, presenti qua e là nelle biografie e negli scritti del Santo, esse restavano in gran parte inedite in lingua italiana.
La presente traduzione, lunga e complessa, è stata condotta ex novo prima di tutto sulla base del testo dattiloscritto ad uso interno della Città dell’Immacolata, dono di fra’ Leone Romanowski, frate di Niepokalanów vissuto accanto a san Massimiliano a partire dal 1936. Costante punto di riferimento, tuttavia, è rimasta l’edizione polacca delle Conferenze uscita nel 2009; ad essa si è attinto particolarmente per molte note storiche riportate a piè di pagina. Rispetto a quell’edizione è stato possibile aggiungere – introducendo alcune note esplicative – circa una dozzina di altre conferenze kolbiane presenti nel dattiloscritto.
Pregio della presente edizione è ancora la ripubblicazione di quattro importanti conferenze in lingua italiana, che risalgono al 1937, durante un breve periodo di permanenza del Santo in Italia.
San Massimiliano non scriveva le sue conferenze, ma diceva quello che era oggetto delle sue riflessioni e meditazioni, ciò che continuamente occupava la sua mente e tutti i suoi affetti, ossia l’Immacolata. Condivideva ciò che viveva, parlava della vita interiore, delle regole e della vita religiosa nei suoi diversi aspetti, della custodia dei voti e della perseveranza nella vocazione, degli usi in vigore a Niepokalanów. L’argomento da trattare gli era offerto sempre dal momento presente: la festa celebrata quel giorno nella Liturgia oppure le necessità o le situazioni concrete in cui si trovavano i frati. Comunque, il tema principale della maggior parte delle conferenze, potrebbe dirsi quasi il loro leitmotiv, è la persona dell’Immacolata, la devozione filiale a Lei, la consacrazione illimitata e incondizionata, senza se e senza ma a Lei, di conseguenza il carisma di Niepokalanów e la sua ragione d’essere.
Si troveranno pochissime pagine in cui il Santo parla di organizzazioni, programmi, realizzazioni, mentre si sentirà ripetere costantemente che la base di ogni efficace azione apostolica risiede nel nostro totale assorbimento in Dio, per divenire strumenti validi nelle mani dell’Immacolata per la salvezza del mondo.
Più di cinquanta discorsi di san Massimiliano sono sull’obbedienza soprannaturale, ossia quell’obbedienza che procede dalla fede. Per san Massimiliano il perfezionamento dell’obbedienza è il perfezionamento dell’amore all’Immacolata, è l’espressione pratica della consacrazione a Lei, è il distintivo caratteristico del suo cavaliere, è la virtù da lui più amata di tutte perché, come diceva: «Non esiste perfezione maggiore dell’obbedienza soprannaturale». Se le cose per lui stavano così, non fa meraviglia, quindi, che cercasse di parlarne sempre.
Inoltre, si trovano diverse conferenze sulla visione soprannaturale, sulla vita interiore, sulla vita di preghiera, dalla quale san Massimiliano faceva dipendere tutta l’efficacia del lavoro per la santificazione personale e per la santificazione altrui, ossia l’efficacia del proprio apostolato. Diceva infatti: «Nel condurre le anime all’Immacolata la cosa più efficace è la preghiera... Quanto più, quanto meglio pregheremo, tante più anime si convertiranno. L’anima che prega comanda a Dio e attraverso Dio governa il mondo. Il nostro primo, unico e vero mezzo per la conquista del mondo intero all’Immacolata è la preghiera».
Insisteva molto sull’unione con Dio e con l’Immacolata durante l’intenso lavoro che si svolgeva a Niepokalanów, soffermandosi con i frati sull’osservanza del silenzio, del raccoglimento, e sulla preghiera spicciola, ossia quella delle giaculatorie. 
Nella presentazione del dattiloscritto leggiamo: «Una delle cose più belle di padre Massimiliano M. Kolbe erano senza dubbio i suoi discorsi, rimasti profondamente impressi in noi, per sempre... Arrivava silenzioso ed inavvertito al posto convenuto, dove già tutti lo aspettavamo. Dopo una breve preghiera comune, si sedeva al noi ben noto “pulpito”, oppure per terra, all’ombra d’un albero, alla maniera giapponese. I suoi polmoni, indeboliti dalla tisi, gli rendevano un tono di voce leggermente basso ma tanto piacevole e tale da costringere al raccoglimento. Parlava con frasi semplici ed immediate, ricche di esempi e d’insegnamenti pratici, che giungevano fin dentro al cuore e ne manifestavano chiarissimamente lo stupendo ideale: l’Immacolata. Si avvertiva che padre Massimiliano attingeva direttamente dalle proprie esperienze, dalle letture e dalle meditazioni personali, e che ci nutriva della sovrabbondanza del suo spirito».
San Massimiliano, in effetti, parlava in modo molto semplice, con frasi brevi, a volte facendo paragoni ed esempi, indicando, in modo pratico, come inserire nella vita quotidiana l’insegnamento ascoltato. Non c’era in lui nessuna ricerca di stile, nessuna cura delle forme, ma soltanto la santa preoccupazione di trasmettere la vita religiosa pura, impregnata della sua idea fissa, l’unico suo amore, ossia l’Immacolata. Questo saper spiegare in modo comprensibile e molto semplice le altissime e profonde norme della vita interiore fanno sì che le conferenze abbiano un grande valore per la vita spirituale e siano accessibili a tutti, in modo tale che ognuno vi può certamente trovare il nutrimento per la propria anima.
Il prezioso materiale di cui disponiamo ci deriva interamente dagli appunti dei frati, alcuni dei quali stenografavano, altri semplicemente scrivevano, altri ancora ne annotavano solo qualche punto. Il merito più grande va a fra’ Vitale Milosz, il quale ha raccolto più di 150 conferenze; a seguire troviamo fra’ Lorenzo Podwapinski che ne ha riportate 60 e fra’ Luca Kuzba 16. Va senz’altro riconosciuta la grande premura di fra’ Vitale nell’immortalare la parola viva del Santo, il quale d’altronde parlava piano e in modo tranquillo, in modo tale che con facilità si potevano cogliere tutti i suoi pensieri. In effetti, in uno dei suoi manoscritti riportanti le conferenze si legge: «Prendevo gli appunti in modo quasi esatto». Tra i “riportatori” delle conferenze si trova anche il nome di un Beato, padre Pio Bartosik, beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1999 insieme ad altri tre frati collaboratori di san Massimiliano: il beato Antonino Bajewski, il beato Timoteo Trojanowski ed il beato Bonifacio Zukowski, tutti morti nel campo di concentramento di Auschwitz negli anni 1941-1942.
Dopo la morte di padre Kolbe, i frati si convinsero subito dell’importanza di raccogliere tutti questi appunti in un unico libro, af­finché niente andasse perduto. Si chiesero se non fosse necessario correggerne quelle parti in cui si notavano mancanze di continuità e di chiarezza, ma decisero di stamparli così com’erano.
Ci si accorgerà, inoltre, dei frequenti accenni alla situazione politica, nazionale e non, di quegli anni. Sono qui presenti, in effetti, ed è un motivo che impreziosisce la presente edizione, anche quelle conferenze e quei passi che fino ad oggi erano stati omessi nelle varie edizioni – certo per motivi di prudenza –, se si pensa in particolare a quelli relativi ai regimi d’occupazione nazista e d’oppressione comunista che il Santo denunciava apertamente.
Sono passati settantacinque anni dalla gloriosa morte di san Massimiliano nel campo di concentramento di Auschwitz. Le ceneri del suo corpo, sparse su tutte le parti del mondo, hanno fruttificato abbondanti grazie, una delle quali finalmente è il volume delle sue Conferenze in italiano.
San Massimiliano continua ad operare anche oggi dal Cielo, come del resto aveva abbondantemente promesso, attingendo senza limiti al tesoro delle grazie della Mediatrice d’ogni grazia. Ai suoi figli devoti spetta il compito di saperne approfittare ed anche di trasmettere agli altri quanto egli ha lasciato, secondo il suo stesso intendimento: «Tutto questo ditelo e ripetetelo ai più giovani di voi e a coloro i quali verranno in futuro, quando voi sarete professi solenni ed io non ci sarò più» (Conferenza n. 86).
L’Immacolata, Madre della divina grazia, faccia sì che i pensieri pronunciati dal nostro Santo e racchiusi nelle sue conferenze siano seminati nei cuori dei lettori e ivi crescano portando i frutti della più eccelsa santità, in modo da diffondere sempre più il suo potente, regale, materno dominio.